Festivaletteratura Mantova 2025: ospiti internazionali e riflessioni su guerre e diritti dal 3 al 7 settembre
Il Festivaletteratura di Mantova torna dal 3 al 7 settembre 2025 con un fitto calendario di appuntamenti culturali. Al centro, temi sociali di grande attualità e voci di scrittori provenienti da ogni parte del mondo. Oltre 300 autori e autrici si alterneranno sul palco, con uno sguardo particolare ai conflitti in corso, come quelli in Palestina e Ucraina. L’inizio si preannuncia denso, con nomi di spicco e opere recenti che parlano di dolore, resistenza e memoria storica.
Festival in partenza con Ocean Vuong e Jamaica Kincaid: solitudine e rinascita sotto i riflettori
Il via al Festivaletteratura sarà il 3 settembre con Ocean Vuong, autore di culto, che presenterà il suo nuovo romanzo “L’imperatore della gioia” . Vuong racconta il senso di smarrimento e solitudine che attraversa molte vite oggi, ma senza chiudersi alla speranza di riscatto e rinnovamento. La sua scrittura, intensa e poetica, conferma il suo ruolo di uno degli autori contemporanei più influenti.
Sul palco con lui anche Jamaica Kincaid, più volte candidata al Nobel, che porterà la sua esperienza di vita segnata da continui spostamenti e tensioni legate all’identità. La presenza di questi due autori dà il tono a un’edizione che vuole andare oltre la letteratura tradizionale, esplorando temi profondi legati all’essere umano e alle sfide del nostro tempo.
Gaza e Ucraina sotto la lente: storie dirette e testimonianze dal fronte
Tra i temi più caldi del festival c’è la crisi di Gaza, raccontata attraverso le opere di scrittrici come Adania Shibli. Il suo ultimo libro, “Sensi” , narra la storia di una ragazzina e di un villaggio senza nome in Palestina, portando alla luce realtà poco conosciute dalla letteratura mainstream. A questo si aggiunge la testimonianza di Atef Abu Saif, autore di “Diario di un genocidio. 60 giorni sotto le bombe a Gaza”, che racconterà il conflitto dal suo punto di vista diretto.
Al centro del dibattito anche Omar El Akkad, giornalista e scrittore egiziano-canadese, autore di “Un giorno tutti diranno di essere stati contro”, e Gad Lerner, che guiderà un confronto sulle conseguenze politiche e umane delle guerre. Il contributo dello storico israeliano Ilan Pappé, noto per le sue critiche alle politiche di occupazione, insieme a quello della giornalista Cecilia Sala, con i suoi reportage dal Medio Oriente dopo il 7 ottobre, arricchiranno questo approfondimento.
Parallelamente, la guerra in Ucraina sarà raccontata da Yaroslav Trofimov, editorialista esteri del Wall Street Journal, e da Katerina Gordeeva, giornalista russa in esilio, che offrirà il suo sguardo personale sulla crisi. A trent’anni dalla strage di Srebrenica, Elvira Mujcic riprenderà il ricordo di quell’evento, portando il passato a dialogare con il presente.
Centenario di Camilleri: omaggi, biografie e ricordi del maestro del giallo italiano
Il 6 settembre sarà una giornata importante per il festival, che celebrerà il centenario di Andrea Camilleri. Tra gli eventi in programma, spicca la presentazione della prima biografia ufficiale dello scrittore, “Una Storia” , firmata da Luca Crovi in collaborazione con il Fondo Camilleri. Il libro arriva a corollario di una serie di iniziative che proseguiranno per tutto l’anno, per onorare la memoria di Camilleri.
Sul palco anche Lella Costa, che intervistò Camilleri al Festival nel 1998, e Carlo Lucarelli, suo collaboratore per il romanzo giallo “Acqua in bocca”. Entrambi ricorderanno l’autore e il suo celebre Commissario Montalbano. Sarà inoltre dedicata ad Agatha Christie una conferenza-spettacolo curata da Luca Scarlini con la storica Lucy Worsley, che ricostruirà la vita della grande scrittrice britannica. Alessia Gazzola, Bianca Pitzorno, Franco Forte e Antonio Moresco discuteranno a loro volta di Christie, mentre Scarlini approfondirà il legame tra la scrittrice e l’Italia, con riferimenti a personaggi come Poirot e Miss Marple.
Laboratori e residenze poetiche: spazi per nuove idee e collaborazioni
Il festival punta ancora una volta a coinvolgere direttamente il pubblico, in particolare i più giovani, con il progetto “Sognare Forte”. Si tratta di una residenza poetica e comunitaria al Forte di Pietole, storico sito alle porte di Mantova, dove ragazze e ragazzi potranno immaginare nuovi mondi possibili. L’iniziativa conferma l’attenzione del festival per la partecipazione attiva e il legame tra letteratura e comunità.
Non mancheranno momenti in cui la letteratura si incrocia con il teatro e altre arti. Tra questi, la conferenza-spettacolo dedicata a Carlo Goldoni per la riapertura del Teatro Bibiena. Luca Scarlini coordinerà la lettura di brani tratti dalle commedie nate a Mantova, con gli attori Giovanni Franzoni e Maria Grazia Mandruzzato. Un richiamo alla tradizione teatrale cittadina e al suo valore culturale.
Autori da tutto il mondo: un programma che guarda lontano
L’edizione 2025 si distingue anche per la sua dimensione internazionale, con scrittori provenienti da diversi continenti. Tra i nomi più attesi ci sono Paul Murray, David Almond e Nathan Hill, definito da John Irving “il miglior giovane narratore americano”. Saranno presenti anche il poeta e romanziere cileno Alejandro Zambra, la giapponese Mieko Kawakami, lo scrittore senegalese Elgas e l’argentina Camila Sosa Villada, autrice che racconta nelle sue opere l’esperienza di una donna transgender.
Tra le curiosità, la presenza significativa di otto autori olandesi, tra cui Jan Brokken e Frank Westerman, noti per il reportage narrativo. Il ritorno di Antonio Scurati arricchisce il palinsesto nazionale insieme a nomi come Roberto Saviano, Melania Mazzucco, Donatella Di Pietrantonio, Mariangela Gualtieri e altri importanti scrittori italiani.
La chiusura, il 7 settembre, sarà affidata a Elizabeth Strout, vincitrice del Premio Pulitzer, che dialogherà con Laura Imai Messina, offrendo un ultimo momento di riflessione e confronto letterario. La presenza di Strout conferma la vocazione internazionale e la qualità del Festivaletteratura.
Il Festivaletteratura di Mantova si conferma così uno spazio dove letteratura, storia e cronaca si intrecciano per affrontare temi urgenti e avviare un dialogo con il pubblico su questioni di attualità e memoria.
