Fifa Players’ Voice Panel: il comitato di 16 leggende per combattere il razzismo nel calcio a livello globale

di Ivan Rossi

Fifa Players' Voice: 16 leggende unite contro il razzismo nel calcio globale - Ilvaporetto.com

La fifa ha ufficialmente presentato il Players’ Voice Panel, un gruppo formato da 16 ex calciatori provenienti da diversi continenti, incaricato di rafforzare la lotta contro il razzismo nel calcio in tutti i suoi ambiti. Grazie a queste figure di spicco, la federazione intende intervenire con strategie concrete, supportare iniziative educative e mantenere alta l’attenzione su comportamenti discriminatori dentro e fuori dal campo.

La composizione e il ruolo del players’ voice panel nel contrasto al razzismo nel calcio

Il Players’ Voice Panel riunisce 16 ex giocatori, uomini e donne, che portano storie personali e professionalità nella battaglia contro il razzismo nello sport più seguito al mondo. Tra i membri figurano George Weah, Didier Drogba, Emmanuel Adebayor, e altre figure provenienti da 14 federazioni affiliate e 6 confederazioni diverse. Questa rappresentanza globale riflette la volontà della fifa di mettere al centro del progetto chi ha vissuto in prima persona i problemi legati alle discriminazioni razziali nel calcio.

L’organismo ha il compito di monitorare le iniziative antirazziste inserite nella campagna Global Stand Against Racism, fornire pareri su come rafforzare queste azioni, promuovere campagne educative rivolte a giocatori, allenatori e tifosi e alimentare il dibattito per un cambiamento culturale vero e duraturo. Il panel si occupa anche di condividere le esperienze personali dei suoi membri per diffondere consapevolezza e sensibilità nei confronti del problema.

Questa struttura nasce in seno al pilastro 5 del piano antirazzismo della fifa, approvato da tutte le 211 federazioni affiliate l’anno scorso durante il 74° congresso a Bangkok, e si propone come un vero e proprio think tank capace di suggerire nuovi metodi per frenare i fenomeni discriminatori in ambito calcistico.

L’impegno concreto di Gianni Infantino e George Weah nella lotta contro la discriminazione

Gianni Infantino, presidente della fifa, ha sottolineato l’importanza del Players’ Voice Panel come prima formazione che dà voce ai giocatori nel contrasto al razzismo. Il numero uno della fifa ha evidenziato che “il razzismo non è solo un problema morale ma un crimine da combattere attivamente attraverso sanzioni e misure educative.” In questo senso, il comitato si occuperà di sensibilizzare anche i giovani atleti coinvolti nei tornei giovanili, oltre a spingere per una cultura calcistica dove ogni episodio di discriminazione venga immediatamente affrontato e punito.

George Weah, capitano onorario del panel e figura simbolo, ha ricordato come “il calcio possa unire e migliorare la vita delle persone.” Weah porterà la sua esperienza per mantenere alta l’attenzione sul ruolo sociale di questo sport e per sostenere ogni iniziativa che miri a eliminare ogni forma di razzismo.

Il comitato si prepara dunque ad affrontare un lavoro consistente, guidando campagne che coinvolgono tifosi, media e società sportive con l’obiettivo di trasformare una cultura radicata e spesso difficile da scalfire.

I cinque pilastri della Fifa per debellare il razzismo: le azioni e gli strumenti adottati

La fifa ha articolato la sua lotta contro il razzismo in cinque pilastri ben definiti: Regole e sanzioni, Azione sul campo, Accuse penali, Educazione, e Voce dei giocatori. All’interno di questo schema, il Players’ Voice Panel si inserisce come elemento guida delle attività educative e culturali.

Sul fronte delle norme, la fifa ha aggiornato il proprio codice disciplinare introducendo multe più pesanti, fino a 5 milioni di franchi svizzeri, e ha dato spazio a giocatori e ufficiali per rilevare eventuali episodi discriminatori. Sono inoltre state messe a punto procedure disciplinari articolate in tre fasi mirate a gestire e punire comportamenti razzisti.

In ambito legale, la federazione ha istituito un servizio dedicato alla raccolta di prove dai social network per aiutare le autorità nazionali a perseguire penalmente gli autori di insulti razzisti. Da quando è stato attivato, ha analizzato decine di milioni di post e commenti e inviato oltre 100 dossier per supportare indagini.

L’educazione resta un punto focale, con materiale didattico distribuito a giocatori, allenatori e dirigenti: sono previsti corsi online dedicati e programmi sviluppati per i più giovani attraverso iniziative come Football for Schools della fifa.

Il nuovo panel di ex giocatori assicura una sinergia tra tutti questi aspetti, lavorando sia nel dialogo con le federazioni affiliate, sia nel condividere esperienze dirette e storie personali, al fine di radicare un senso civico contro il razzismo in tutte le categorie e livelli del gioco.

Il lavoro del players’ voice panel per un impatto duraturo dentro e fuori dal campo

Il compito principale del Players’ Voice Panel consiste nel mantenere alta l’attenzione e nel fornire supporto pratico a tutti gli attori coinvolti nella lotta al razzismo nel calcio. Ogni membro utilizza la propria esperienza per proporre nuove idee e strategie, sostenendo che “un cambiamento culturale non si può ottenere solo con sanzioni ma anche attraverso un’educazione diffusa e pubblica.”

La promozione della campagna No Racism è uno degli obiettivi principali: il panel contribuisce attivamente facendo conoscere al grande pubblico i racconti di chi ha vissuto discriminazioni e fornendo strumenti per riconoscere e evitare certi comportamenti. Questo coinvolgimento personale serve a rendere più concrete e meno astratte le misure adottate.

Il gruppo opera entro una cornice che obbliga le federazioni affiliate alla fifa ad adottare regole coerenti e applicarle in modo stringente. Ciò significa un controllo serrato sugli abusi nei campionati nazionali e internazionali, ma anche un impegno sul piano educativo, soprattutto con i giovani calciatori che rappresentano il futuro del gioco.

Il Players’ Voice Panel si pone quindi come un punto di riferimento unico nella costruzione di un calcio inclusivo. Con il sostegno della fifa e delle sue federazioni, l’obbiettivo è che le misure contro il razzismo assumano una concretezza reale, influenzando comportamenti e mentalità, dentro e fuori gli stadi.