G7 Italia 2024: presidenza, sfide e vertice in Puglia

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G7 Italia 2024: presidenza, sfide e vertice in Puglia - ilvaporetto.com

Italia assume la presidenza del G7 nel 2024

Con l’arrivo del 2024, l’Italia ha assunto la presidenza del G7. Si tratta di un foro di dialogo ad alto livello tra i rappresentanti delle economie più avanzate, tra cui Canada, Francia, Germania, Giappone, Italia, Regno Unito, Stati Uniti e l’Unione europea. La presidenza di turno propone i temi da includere nell’agenda del vertice e delle riunioni ministeriali, gestisce gli incontri preparatori, predispone le bozze dei documenti finali e del comunicato del vertice, che viene approvato dai Capi di Stato e di Governo, e decide il formato di partecipazione e coinvolgimento delle organizzazioni internazionali, di Paesi terzi e della società civile.

La storia del G7

Il G7 è nato nella prima metà degli anni ’70 del secolo scorso, a seguito della crisi del sistema di Bretton Woods e della crisi energetica del 1973, come foro informale di coordinamento in materia economica e finanziaria. Il primo vertice dei Capi di Stato e di Governo, in formato ancora G6, risale al 1975; il formato attuale è nato nel 1976, con l’ingresso del Canada.

Le sfide della presidenza italiana

Il governo di Giorgia Meloni si trova ad assumere l’incarico in un momento caratterizzato almeno da due pericolosi scontri – quello in Ucraina e quello tra Israele e Hamas. Una sfida logistica e diplomatica cui staff, ministeri e sherpa già si stanno preparando da tempo e che avrà il suo apice a metà giugno, quando si saranno appena chiuse le urne delle elezioni europee. A fine gennaio un primo incontro tra gli sherpa dei 7 paesi più industrializzati servirà a definire l’agenda: Ucraina, Israele e Gaza, saranno i temi inevitabilmente sul tavolo. In cima all’agenda anche il nodo migranti.

Blinken: insieme presidenza G7 Italia per Ucraina e soluzione in M.O.

I leader in Puglia a giugno

I capi di Stato e di governo saranno a Borgo Egnazia, in Puglia, dal 13 al 15 giugno. La macchina organizzativa è già in moto da tempo: sopralluoghi e valutazioni sulla sicurezza sono ancora in corso ma già si pensa a una zona “rossa” attorno a Borgo Egnazia (il resort di Savelletri, in Valle d’Itria, che ospiterà i capi di Stato e di governo) di almeno 10 km quadrati, che potrebbe arrivare a 30 comprendendo anche una seconda zona “gialla”. Insieme ai leader sono attesi sulla costa adriatica pugliese circa 2000 delegati e altrettanti giornalisti, con la mobilitazione di 5000 militari a garanzia della sicurezza del vertice.

Meloni: G7 dei Leader in Puglia (a Borgo Egnazia) dal 13 al 15 Giugno

I precedenti vertici del G7 in Italia

Sullo sfondo, quanto è accaduto in passato, ovvero i principali vertici del G7 a presidenza italiana. Da quello del 22 – 23 giugno 1980 a Venezia, presidente del Consiglio Francesco Cossiga, primo vertice italiano del 1980. Al centro temi prevalentemente economici: contenimento dell’inflazione, politica monetaria, commercio e questione energetica. Si discusse anche delle relazioni con i Paesi in via di sviluppo, di rifugiati e di sicurezza. Inoltre, la “crisi degli ostaggi” in Iran e il terrorismo internazionale portarono a due distinte dichiarazioni, una sugli ostaggi diplomatici e una sui dirottamenti. Infine, venne approvato un documento contro l’occupazione dell’Afghanistan da parte delle truppe sovietiche. Ancora a Venezia, il vertice 8 – 10 giugno 1987: premier Amintore Fanfani, oltre alle tradizionali questioni economiche vennero trattati temi come la pandemia dell’Aids, il contrasto alla diffusione delle sostanze stupefacenti, le relazioni Est-Ovest, la guerra tra Iran e Iraq e il terrorismo internazionale. Quindi gli anni Novanta: Napoli, 8- 10 luglio 1994, presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. Il terzo vertice italiano vide per la prima volta la partecipazione della Federazione Russa, con il Presidente Yeltsin presente in qualità di osservatore. Gli argomenti discussi furono prevalentemente economici, come l’occupazione e la crescita, il commercio e lo sviluppo. Furono inoltre trattati l’ambiente, la sicurezza nucleare, la transizione democratica dei Paesi dell’ex blocco sovietico, la cooperazione contro il crimine transnazionale e il riciclaggio del denaro sporco.

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