Gasperini alla Roma: tra scelte di campo e limiti della rosa, la sfida del nuovo corso

di Andrea Presto

Gasperini alla Roma: inizia la sfida tra scelte e limiti della squadra. - Ilvaporetto.com

Guidare una squadra oggi significa spesso fare i conti con quello che si ha, più che con quello che si vorrebbe. Gian Piero Gasperini lo sa bene. Alla Roma si trova davanti a un gruppo diverso da quelli a cui era abituato, e questo lo sta spingendo a cambiare qualcosa nel suo modo di lavorare. L’obiettivo? Trovare un punto d’incontro tra il suo calcio e le qualità reali dei giocatori a disposizione.

Gasperini e la Roma: una rosa tecnica ma con qualche mancanza fisica

La carriera di Gasperini si è sempre basata su squadre intense, fisiche e aggressive, da Crotone a Genova fino all’Atalanta. Squadre che pressavano alto, con attaccanti pronti a sfruttare spazi profondi. Alla Roma, però, il discorso è un po’ diverso: la difesa è meno aggressiva, più statica, e in mezzo al campo si predilige la riflessione alla velocità.

Gli attaccanti non sono quelli che corrono dietro a lanci lunghi o cercano inserimenti fulminei, ma preferiscono giocare la palla vicino ai piedi. Il risultato è un gioco più lento, meno impetuoso. Gasperini sta cercando una via di mezzo per far funzionare il tutto, nonostante queste differenze.

Anche il direttore sportivo Massara ha ammesso che la squadra è ancora in fase di costruzione e che non si poteva completare tutto in un solo mercato. Il mix tra un progetto solido e una rosa un po’ diversa ha obbligato a continui aggiustamenti, dove la buona volontà da sola non basta a portare subito risultati.

Le mosse tattiche di Gasperini senza i giocatori “su misura”

Un esempio concreto è la partita Roma-Torino. Qui Gasperini ha giocato a sorpresa senza punte, sfruttando la presenza di Soulé e Dybala dopo la sosta per le nazionali. L’idea era di non dare punti di riferimento chiari a Baroni.

È una tattica già vista a Bergamo con Lookman e De Ketelaere sugli esterni, supportati da Pasalic, anche se con esiti diversi. Questa scelta nasce dalla necessità di combinare velocità e aggressività con un gruppo che ha invece una natura più riflessiva.

Senza i giocatori tipici del suo stile — quelli muscolosi, veloci e pressanti — Gasperini sta costruendo una squadra che trova un compromesso, puntando a un’identità comune e a uno stile riconoscibile, senza però rinunciare alla solidità.

Roma, tra tecnica e limiti atletici: come si muove il centrocampo e la difesa

Il centrocampo non ha un giocatore alla Ederson, capace di recuperare palloni e allo stesso tempo impostare. Qui si vedono spesso Koné e Cristante, bravi tatticamente e orientati alla fase difensiva, ma meno incisivi nella costruzione avanzata.

Sulle fasce mancano terzini atletici come Gosens o Hateboer; al loro posto ci sono difensori più bassi ma tecnici, come Wesley e Angeliño . Per questo la manovra passa spesso dalle corsie esterne, con meno incursioni centrali e inserimenti in area. I difensori tengono un atteggiamento più prudente, concentrandosi sulla copertura.

Durante il ritiro in Inghilterra, Gasperini ha provato il suo schema classico: il centrale che costruisce, scarica sul terzino, che appoggia al centrocampista, mentre il centrale si inserisce. I primi test con Ghilardi, Celik, N’Dicka e Hermoso hanno però mostrato che nessuno è un incursore naturale, spingendo l’allenatore a moderare le ambizioni.

Difesa più chiusa e meno pressing: la nuova Roma di Gasperini

Uno dei segni distintivi del gioco di Gasperini è sempre stata la pressione alta, con la difesa che seguiva gli avversari ovunque, anticipando spesso la giocata. Le ultime partite contro Aston Villa e Neom — finite 4-0 e 2-2 — hanno però messo in luce grandi spazi dietro la linea difensiva. Così, l’allenatore ha deciso di limitare le scorribande dei difensori, adottando un atteggiamento più prudente.

La Roma ha confermato questa linea: nelle prime tre giornate ha difeso in uno spazio ristretto, circa 28 metri, puntando sulla compattezza e riducendo i passaggi filtranti, che sono stati appena 0,67 a partita. Allo stesso tempo, ha alzato il numero di cross, superando i 17 tentativi a gara, preferendo soluzioni sulle fasce più che lanci centrali.

Nonostante sia una squadra di vertice, la Roma ha tirato poco finora: 46 conclusioni totali, 14 in porta. Segnale di una fase offensiva ancora contenuta, pensata per non rischiare troppo dietro. La solidità difensiva, con un solo gol subito in 270 minuti, ha un prezzo: rinunciare a qualcosa in attacco per costruire un equilibrio che Gasperini vuole consolidare passo dopo passo.