Gianluca Vialli: il fratello rivela dettagli inediti e aneddoti sulla loro vita insieme

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Gianluca Vialli: il fratello rivela dettagli inediti e aneddoti sulla loro vita insieme - ilvaporetto.com

Nino Vialli ricorda il fratello Gianluca a un anno dalla morte

Nino Vialli ricorda con commozione il fratello Gianluca a un anno dalla sua scomparsa. Il 5 gennaio 2023, il grande campione è venuto a mancare a 58 anni a causa di un tumore al pancreas, una malattia che si era manifestata nel 2017 e si era poi ripresentata nel 2021, per poi peggiorare nel 2023. Nino Vialli, otto anni più grande di Luca, ha rivelato dettagli toccanti sulla loro relazione: “È un ricordo continuo. Anche perché io, negli ultimi anni, da che mi sono trasferito in Thailandia, Luca l’ho vissuto pochissimo. Ci sentivamo per telefono. Spesso, dopo che ha scoperto la malattia, non mi rispondeva, a volte neanche ai messaggi, io credo per l’imbarazzo che gli chiedessi ‘Come stai?’. Si faceva sentire quando stava proprio bene, sennò si negava un pochino.”

Gli ultimi giorni e il testamento di Gianluca Vialli

Nino è stato al fianco del fratello negli ultimi giorni di vita. Ha raccontato: “Ho avuto la soddisfazione di riscoprire un rapporto che comunque c’era. Un rapporto da fratello maggiore.” Parlando della malattia, ha aggiunto: “Era cosciente che la fine si avvicinava, l’attendeva con impazienza, voleva smettere di soffrire, di lottare. Non era da lui, ma la malattia era durata troppo.” Inoltre, ha condiviso un momento toccante: “Quando siamo arrivati in stanza, ci ha detto: ‘Non preoccupatevi: se voglio qualcosa, ve la chiedo’. Il 27-28 dicembre ci ha rincuorato: ‘Siete i compagni ideali, siete qui, io so che ci siete’. Penso che la sofferenza fosse troppa. Si appisolava sempre più frequentemente, si svegliava poco e noi abbiamo solo potuto stagli vicino. Eravamo tutti lì quando è spirato.”

La carriera e la passione di Gianluca Vialli

Luca Vialli è stato un bambino spiritoso, simpatico, estroverso e il primo della classe. Già da piccolo sognava di diventare un calciatore. Nino ha condiviso: “Si applicava, rimaneva in cortile, tirava di destro e di sinistro alla porta del garage. Era interista come me, mentre i miei fratelli e mio padre erano juventini. Gli piaceva molto Boninsegna. E poi Pelè. Crescendo, ha avuto una venerazione per Johan Cruijff. Gli piaceva molto il gioco dell’Olanda. Lo studiava, con il Subbuteo.” Parlando della carriera di Gianluca, Nino ha rivelato: “Quando ha deciso di andare in Inghilterra abbiamo parlato un po’. Mi ha motivato la sua scelta, la sua passione per questo calcio così poco interessato al risultato, ma tanto interessato al gioco. Da qui mi giungeva l’eco dei suoi successi.” Luca ha anche avuto una passione per il volontariato, dando vita a una cooperativa sociale e alla Fondazione Vialli-Mauro per sostenere i malati di Sla. Oltre al calcio, un’altra sua passione è stato il golf. Nino ha aggiunto: “Non era bravo, ma lo è diventato. Aveva la capacità innata di copiare il movimento degli altri.”

Queste rivelazioni di Nino Vialli ci permettono di conoscere meglio il lato privato e umano di Gianluca Vialli, un campione che ha lasciato un segno indelebile nel mondo del calcio e nella vita di coloro che gli erano vicini.

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