Giovane parmigiano attaccato da squalo in Australia, torna in Italia e si prepara a nuovo intervento all’ospedale Rizzoli di Bologna

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Giovane parmigiano attaccato da squalo in Australia, torna in Italia e si prepara a nuovo intervento all'ospedale Rizzoli di Bologna - ilvaporetto.com

Matteo Mariotti: l’eroe sereno

Matteo Mariotti, ventenne di Parma, è tornato in Italia dopo essere stato attaccato da uno squalo in Australia. Attualmente è ricoverato all’ospedale Rizzoli di Bologna, dove riceverà ulteriori cure. Nonostante la difficile situazione, Mariotti si mostra sereno e grato per il sostegno ricevuto, affermando: «Voglio dirlo apertamente, siete voi gli eroi, perché io da solo non avrei combinato nulla, sarei a terra come una gomma bucata. Voi siete stati lì giorno dopo giorno a mandarmi messaggi stupendi per alzarmi il morale. Sono tornato in Italia oggi, mi stanno ricoverando in ospedale e dovrò fare un altro intervento nei prossimi giorni. Fa tanto male ma sto bene, ho il sorriso che mi avete fatto sorgere stampato in faccia da mattina a sera nonostante il dolore».

Il viaggio in Australia e l’attacco dello squalo

Matteo Mariotti si trovava in Australia dal 17 novembre 2022 con l’intenzione di perfezionare la conoscenza dell’inglese e iscriversi all’università per diventare biologo marino. Dopo essere tornato a Parma la scorsa estate, era ripartito per l’Australia a settembre. Durante il suo soggiorno, aveva iniziato a lavorare in un’azienda agricola per rinnovare il permesso di soggiorno. A dicembre, insieme al suo amico Tommaso, aveva deciso di prendersi una vacanza per visitare le spiagge bianche dell’Australia e raggiungere la Gold Coast, con l’intenzione di trovare un nuovo lavoro e prendere casa.

Il tragico evento si è verificato mentre Matteo si preparava per un’immersione sulla spiaggia 1770, una nota località del Queensland. Il padre Michele ha raccontato: «Non ha visto arrivare il pescecane, forse uno squalo tigre o uno squalo leuca, frequenti in quella zona, che lo ha aggredito da dietro per tre volte. In pochi secondi il predatore l’aveva già trascinato in acqua alta per divorarlo come fanno con le prede. Lo so perché ho fatto immersioni in varie parti del mondo e mi sono trovato in mezzo agli squali. Matteo è stato forte, freddo e coraggioso: con le mani ha aperto la bocca allo squalo per togliere la gamba».

La testimonianza di Matteo Mariotti

Matteo Mariotti ha raccontato i terribili momenti dell’attacco: «Urlavo con la paura che lo squalo potesse raggiungermi e mangiarmi. Urlavo per chiedere aiuto al mio amico Tommaso (infermiere e istruttore subacqueo, ndr), che era sulla spiaggia: è stato lui a salvarmi. Tommaso mi ha recuperato e mentre chiamava i soccorsi mi ha stretto la gamba ferita per fermare l’emorragia. Finché non è arrivato l’elicottero: correndo, Tommaso mi ha portato in spalla fino alla barella. E l’elicottero mi ha portato subito via: all’ospedale di Brisbane, dove sono finito direttamente in sala operatoria per un primo intervento alla gamba».

Mariotti ha condiviso su Instagram il suo stato d’animo durante l’attacco: «Mentre nuotavo verso riva, dentro di me ero già pronto a morire. Nella mia testa c’erano solo tre pensieri: “sta per tornare”, “devo uscire dall’acqua” e il più doloroso, “non rivedrò mai più nessuno, non tornerò mai più a casa”. In quel momento non ero per niente spaventato dalla morte, ero sicuro che sarebbe arrivata, ciò che mi spaventava e mi faceva soffrire di più era proprio il fatto che non avrei più potuto rivedere i miei amici e la mia famiglia. Proprio lì ho capito che tutto ciò di cui avevo bisogno erano quelle persone».

Matteo Mariotti ha affrontato un’esperienza drammatica, ma la sua forza d’animo e il coraggio dimostrato in una situazione così estrema lo rendono un vero eroe.

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