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Michael Radford ricorda gli ultimi attimi di Massimo Troisi “Mi chiese il consenso di morire”

Il noto regista britannico sul sacrifico di Troisi

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In occasione del 14° Monte-Carlo Film Festival del 5 marzo, ma in onda solo la scorsa notte, il noto regista Michael Radford, premiato in occasione della rassegna cinematografica, non ha potuto fare a meno di ricordare Massimo Troisi.

I due hanno lavorato al capolavoro “Il postino“, di cui l’attore di San Giorgio a Cremano fu protagonista, condividendone la regia. L’occasione ha dato modo al direttore britannico di ricordare il compianto amico: “Tempo addietro, prima de ‘Il postino’ proposi a Massimo di fare un film in Scozia. Rimuginandoci, lui con la sua solita ironia mi rispose ‘Michael non posso, perchè fa troppo freddo in Scozia’; allora dopo poco lui propose  a me di fare lo stesso film a Napoli e io dissi ‘Non posso Massimo, fa troppo caldo a Napoli'”.

Poi ancora, Radford ricorda i tragici momenti che precedettero la morte dell’attore napoletano.

“Massimo venne da me, prima delle riprese de “Il postino”, chiedendomi l’opinione sull’idea di questo film. Io capii che, in realtà, mi stava chiedendo il consenso per morire. Sapeva di avere un grave problema, e lui mi stava chiedendo se ne valesse davvero la pena comtinuare, fare un sacrificio. Oltre a perdere un bel soggetto per il film, stavo perdendo una persona incredibile. Gli dissi ciò che pensavo, che era strepitoso. In quel momento lui decise. Abbiamo fatto il film, con grande fatica, ma lo abbiamo fatto. Sono contento di questo, e credo che anche Massimo sia contento, ovunque egli sia”.

Così Michael Radford ha commemorato Massimo Troisi. Il suo riferimento è al sacrificio dell’attore napoletano nel fare il film, nonostante la patologia cardiaca.

Durante il suo soggiorno negli Stati Uniti per incontrare, per l’appunto, Radford, Troisi ne approfittò per andare a Houston. Si recò presso l’ospedale dove si era operato da giovane, per un controllo prima dell’inizio delle riprese. L’attore apprese, con sorpresa, di doversi sottoporre con urgenza a un nuovo intervento chirurgico perché entrambe le valvole al titanio si erano deteriorate. Durante l’intervento Troisi ebbe un infarto, ma i medici riuscirono a tenerlo in vita. L’attore partenopeo rimase in ospedale un mese e mezzo e in quel periodo gli consigliarono il trapianto. Nonostante tutto, Troisi decise di girare il film. Le sue condizioni peggioravano di giorno in giorno, al punto che fu costretto a farsi sostituire da una controfigura nelle scene più faticose.

In un’intervista Massimo disse di amare quella pellicola particolarmente, al punto di considerarla parte della sua stessa vita. “Questo film lo voglio fare con il mio cuore” dichiarò. Si spense nel sonno, dodici ore dopo la fine delle riprese. Aveva solo 41 anni.

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