Gravina: “Non giocare con Israele significa compromettere l’accesso al Mondiale e favorire la squadra israeliana”

di Andrea Presto

Gravina avverte: evitare Israele mette a rischio il Mondiale. - Ilvaporetto.com

L’Italia si prepara a un incontro decisivo per le qualificazioni ai Mondiali di calcio, fissato per il 14 ottobre a Udine, contro Israele. Questo appuntamento ha acceso discussioni riguardo alla partecipazione contro la nazionale israeliana, in un contesto di profonde tensioni politiche e umanitarie. Il presidente della Federcalcio, Gabriele Gravina, intervistato durante Radio anch’io Sport, ha chiarito le posizioni della federazione, sottolineando l’importanza del confronto sportivo nonostante le difficoltà legate agli eventi internazionali.

Il difficile equilibrio tra sport e sensibilità politica

Quando si parla di sfidare Israele in campo, si entra in una zona complessa che coinvolge sentimenti profondi e questioni etiche. Gravina ha ribadito, in modo netto, che smettere di giocare significherebbe automaticamente escludersi dal Mondiale, un risultato che danneggerebbe solo la nazionale italiana ma favorirebbe indirettamente Israele in questa fase di qualificazione.

Il presidente della Figc ha richiamato le parole del tecnico Roberto Gattuso, ricordando che tutti sono uomini e cittadini del mondo. Tra le priorità, resta la tutela della dignità umana. Per questo la federazione si sente vicina alle persone che stanno soffrendo in Palestina, specialmente ai bambini e ai civili innocenti, riconoscendo l’importanza di un contesto più ampio rispetto ai soli risultati sportivi.

Nonostante la difficile situazione, Gravina ha sottolineato come il calcio debba continuare a rappresentare un ponte capace di abbattere barriere, unire le persone e creare spazi di dialogo. Rinunciare a scendere in campo avrebbe un effetto opposto, ponendo un freno proprio a quei valori di inclusione che lo sport cerca di difendere.

Coordinamento con istituzioni e attenzione alle iniziative umanitarie

La Figc non prende alla leggera le tensioni generate dalla partita prevista a Udine. Gravina ha confermato l’esistenza di un dialogo continuo con il ministero dell’Interno per assicurare che tutto si svolga nel rispetto delle esigenze di sicurezza e ordine pubblico. La federazione italiana ha sempre mostrato attenzione alle reazioni della società civile che si esprime sul tema, riconoscendo una sensibilità diffusa in tutto il paese.

Parallelamente, Gravina ha dichiarato che la Figc valuterà con la Uefa la possibilità di promuovere un’iniziativa legata all’umanità e alla solidarietà, in linea con i valori che il calcio dovrebbe incarnare. Questo approccio mira a trovare uno spazio per manifestare vicinanza e sostegno a chi si trova coinvolto nelle sofferenze senza però compromettere l’impegno sportivo e istituzionale.

Il tentativo è quello di garantire un bilanciamento tra la partecipazione al torneo calcistico e il riconoscimento alle difficoltà umane che la crisi porta con sé. Questo rappresenta una sfida oggi più che mai concreta e delicata in cui ogni passo va valutato con cautela.

Quali prospettive per l’Italia verso il mondiale dopo due assenze consecutive

L’Italia si presenta a questa fase finale delle qualificazioni dopo aver mancato la partecipazione ai Mondiali per due edizioni consecutive. Gravina ha ricordato come in questi sette anni alla guida della Federcalcio, la qualificazione sia stata sfiorata per dettagli, come due rigori sbagliati durante le gare decisive in Svizzera e a Roma.

Il presidente ha evidenziato che il movimento calcistico italiano resta vivace, come testimoniano le buone prestazioni delle squadre giovanili e la vittoria all’Europeo del 2021. Nonostante ciò, manca ancora quel passaggio finale per tornare a competere ai massimi livelli nel calcio mondiale.

Gravina ha espresso fiducia nel fatto che con un po’ di fortuna in più si potrà centrare l’obiettivo. Ha inoltre elogiato l’impatto di Roberto Gattuso, allenatore della nazionale, in carica da poco tempo. Secondo il presidente Figc, il tecnico ha già impresso la sua filosofia al gruppo, anche se restano diversi aspetti da sistemare per arrivare a ottenere i risultati sperati.

Infine, la possibilità di affrontare uno spareggio per la qualificazione non è vista come un fattore da temere. Serve piuttosto mantenere la concentrazione, la calma e la determinazione fino all’ultimo minuto delle partite, come successo nei match difficili, ad esempio contro l’Ungheria, dove solo al 92’ l’Italia è riuscita a strappare una vittoria fondamentale.

Il rapporto con spalletti e la dimensione umana nel calcio

Durante l’intervista, Gravina ha anche ricordato l’allenatore Luciano Spalletti, recentemente lasciato dall’Italia. Il legame tra le parti, ha spiegato, resta improntato a grande rispetto e amicizia, segno di una collaborazione che ha lasciato tracce nel percorso della nazionale.

Questo passaggio mette in luce come il mondo del calcio, nonostante le tensioni e le pressioni dei risultati, mantenga dinamiche umane e rapporti di stima che vanno oltre le questioni tecniche e tattiche.

Il presidente della Federcalcio si è soffermato quindi su come il calcio in Italia continui a cercare equilibrio tra prestazioni sportive e valori sociali. Il confronto con Israele rappresenta una prova dura, ma anche l’occasione per ribadire la funzione del gioco come luogo di confronto e non di divisione.