Il portale d'informazione della tua città

I Napoletani hanno perduto la memoria?

0 2.343

E dunque anche Napoli sembra conformarsi alla decadente massificazione occidentale. Anche Lei, “la sola città del mondo che non è affondata nell’immane naufragio della civiltà antica“, come ebbe a dire alcuni anni fa Curzio Malaparte, che tanto aveva capito della nostra complicata città. Ma voi, piuttosto, vi siete mai soffermati su queste parole roventi, capaci di strappare Napoli dalla sacca rafferma della consuetudine e dell’omologazione moderna?

Eppure, anche Napoli cambia. Anche la città fondata da quel manipolo di esuli Greci costretti ad emigrare sulle nostre coste molti secoli fa si ritrova tragicamente coinvolta in quella spirale di decadenza morale che minaccia la nostra epoca; anche Lei, la città di Parthenope, la Sirena eponima simbolo del rifiuto, dell’emarginazione.

Emarginazione, un termine che rappresenta appieno Napoli. Napoli è tra le città più emarginate d’Occidente. Pensate alla sua storia, pensate al suo potenziale, ai soprusi, alle ingiustizie, alle privazioni, l’emigrazione indotta, il degrado, l’abbandono. Napoli è la Capitale dell’emarginazione. Il suo popolo vanta un credito importante con la Storia. I Napoletani ne sono consapevoli, i Napoletani sanno cosa sono costretti a subire ogni giorno. Eppure, in questi anni, sedotti da proclami deliranti, e stanchi di subire passivamente il declino della Civiltà, i Napoletani hanno pensato bene di conformarsi, perdendo di fatto quella straordinaria singolarità che in passato abbacinava il mondo.

E fu così che la città simbolo dell’emarginazione e dell’accoglienza divenne città dell’intolleranza. Fu così che ieri, una furente retata messa in piedi per sgominare nientemeno che un mercatino dell’immondizia, divenne il pretesto per vomitare vagonate di bile su di un manipolo di disperati che provavano ad arrangiarsi raccattando qualche spicciolo per campare. 

“Arrangiarsi”, un termine che a queste latitudini conosciamo bene, o no?
Napoli ha forse perduto la memoria? Ma davvero si crede che per restituire decoro alle nostre città, vittime dei tagli dei finanziamenti imposti dai governi nazionali ed europei, bisogna sguinzagliare polizia e falchi contro le fascie più deboli dei cittadini, così come previsto dal decreto Minniti? 
Come può il decoro urbano e sociale convivere con la povertà economica e morale della società moderna?

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.