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Identità negate

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Napoli è la città del Sole, della musica, dell’Arte in tutte le sue essenze. E’ la città dalle mille sfaccettature ma con una ben precisa identità, unica ed inimitabile. E’ la città dei capolavori e dei capolavori negati. E’ la città delle chiese, fra le più antiche. Pare ne siano 365, una per ogni giorno dell’anno. In realtà sono molte di più, non tutte aperte al culto, molte non aperte per nulla, chiuse da decenni, dal terremoto del 1980 o anche prima. Di S.Maria della Sapienza o S.Giovanni Battista delle Monache in via Costantinopoli se ne è perso il ricordo, neanche i più anziani le rammentano aperte. L’elenco è lungo, Sant’Agostino alla Zecca, i Gerolomini, Santa Croce al Mercato, S.Maria in Cosmedin.

Ognuna di grande rilevanza storica, legate come sono a importanti avvenimenti del nostro passato. Spesso abbandonate al saccheggio ed all’incuria, se ne tenta per alcune con fatica il recupero, cercando di porre rimedio a danni oramai incalcolabili. E’ il caso di S.Maria delle Grazie a Caponapoli chiusa dal terremoto del 1980. Destano sempre stupore i magnifici dipinti di G.B.Beinaschi, pittore piemontese attivo a Napoli nella seconda metà del Seicento, nel catino absidale e nella controfacciata. A Napoli vi morì nel 1688 e nella stessa chiesa è sepolto. Oppure i capolavori scultorei di G.T.Malvito che nei primi anni del Cinquecento qui realizza le sue opere più intense, le statue sepolcrali di Giovannello de Cuncto e di sua moglie Lucretia Filangieri. Nelle foto lo stato attuale di questo magnifico tempio cinquecentesco. Si spera in una prossima apertura.

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