Ignazio La Russa contro Sanremo: Critica il festival per la sua posizione “a senso unico” sul Medio Oriente

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Ignazio La Russa Contro Sanrem

Ignazio La Russa contro Sanremo: Critica il festival per la sua posizione "a senso unico" sul Medio Oriente - ilvaporetto.com

Il presidente del Senato, Ignazio La Russa, è intervenuto nel dibattito sul Festival di Sanremo con parole molto forti. Secondo La Russa, il festival ha preso una posizione “a senso unico” nella vicenda israeliano-palestinese. A suo parere, questo è il peggiore aspetto dell’intero evento.

La Russa ha espresso la sua delusione nel notare che i cantanti sul palco possono dire ciò che vogliono senza essere corretti o senza che il conduttore si impegni a mantenere un equilibrio. Secondo lui, sarebbe bastato ricordare al pubblico gli ostaggi ancora in mano ai terroristi di Hamas per bilanciare il discorso. Una semplice frase avrebbe fatto la differenza.

Il presidente del Senato ha anche criticato il conduttore Amadeus per aver menzionato le foibe, senza considerare che la maggior parte del pubblico sotto i 50 anni non sa nemmeno chi è il Maresciallo Tito. Secondo La Russa, Amadeus avrebbe dovuto dire “i comunisti” al posto dei “maresciallo Tito” per essere più chiaro nel suo intento.

La Russa ha commentato positivamente la terza serata di Sanremo, dedicata ai duetti, definendola molto piacevole. Tuttavia, ha trovato la prima serata noiosa e ha apprezzato particolarmente la canzone di Rose Villain, che ha definito “che fa ‘bum'”.

Riguardo alla classifica, il presidente del Senato avrebbe votato per la canzone di Rose Villain, oltre a Renga e Nek. Non ha avuto l’opportunità di ascoltare la canzone del cantante napoletano Geolier, ma ha commentato positivamente la vittoria di Angelina Mango, definendo la sua canzone carina e orecchiabile, ma non destinata a diventare un classico.

La Russa ha espresso la preferenza per il sistema di valutazione delle canzoni utilizzato in passato, con giurie selezionate che valutavano le canzoni senza poter vedere i video. Secondo lui, questo sistema eviterebbe giudizi basati su frasi stereotipate pronunciate dai cantanti. Suggerisce che ci sia una giuria rappresentativa delle diverse regioni italiane.

Infine, il presidente del Senato ha sollevato dubbi sul televoto puro, definendolo un trucco dipendente dalla quantità di call center acquistati. È certo che i call center possano influire sul voto e reputa che sia preferibile un sistema di giudizio basato su una giuria selezionata con criteri di sondaggio. Ha concluso il suo intervento commentando negativamente il ballo del qua qua di John Travolta, definendolo una scena poco edificante.

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