Il Cavallo e la Torre torna su Rai3: nuova stagione con attualità e diritti civili
Marco Damilano riprende il timone de Il Cavallo e la Torre dall’8 settembre 2025. Il programma va in onda dal lunedì al venerdì alle 20.40 su Rai3, con una formula ormai collaudata: dieci minuti a puntata, con una più lunga il venerdì. Dopo tre stagioni, si è guadagnato un posto fisso nel palinsesto per chi segue attualità, cronaca e temi sociali. In questa nuova edizione ci sono alcune novità, ma senza stravolgere il format: si punta su un linguaggio più diretto e l’inserimento di nuovi contributi artistici e giornalistici.
Il programma resta fedele a sé stesso, con qualche novità
Il Cavallo e la Torre continua a essere una striscia informativa molto attesa dal pubblico. Marco Damilano spiega che non ci saranno grandi cambiamenti, ma qualche apertura verso modi diversi di raccontare. L’idea è offrire un punto di vista un po’ diverso sull’attualità e sulle storie che toccano gli italiani. Le puntate restano di dieci minuti, tranne il venerdì che si allunga a quindici. Damilano ricorda anche le puntate realizzate fuori studio, come lo speciale dal carcere di Nisida lo scorso 25 aprile, una formula che vogliono riproporre con nuove uscite e testimonianze dirette da luoghi importanti.
Nuovi volti in studio e teatro civile in primo piano
Tra le novità c’è Edoardo Purgatori, attore e figlio di Andrea Purgatori, che entra in trasmissione con alcuni segmenti dedicati al teatro civile. Un modo per arricchire i contenuti con una dimensione artistica che stimola la riflessione sui temi sociali. Accanto a Damilano torna anche Mauro Biani, con le sue animazioni grafiche che aiutano a rendere più immediato il racconto giornalistico e a coinvolgere il pubblico.
Gaza al centro: il lavoro rischioso dei giornalisti sul campo
Uno dei temi forti di questa stagione sarà la tragedia di Gaza. Damilano sottolinea l’importanza di raccontare le condizioni dei giornalisti palestinesi, spesso esposti a pericoli enormi e vittime di aggressioni. Secondo l’Onu, fra i civili morti ci sono circa 247 operatori dell’informazione. Il programma vuole portare alla luce una realtà che le testate occidentali spesso non riescono a seguire direttamente, per via delle restrizioni sull’accesso. L’obiettivo è far capire quanto sia delicato e pericoloso il lavoro di chi cerca di tenere informato il mondo su un dramma ancora in corso.
Ogni giorno uno sguardo su storie italiane poco raccontate e sulle elezioni regionali
Ogni puntata affronterà un tema d’attualità diverso, con reportage dal mondo e storie da varie zone d’Italia. Il servizio pubblico vuole dare spazio a realtà spesso dimenticate dal dibattito politico, come le aree interne che si svuotano lentamente. Nei primi mesi della stagione ci sarà anche un fitto calendario di elezioni regionali, con attenzione ai movimenti sul territorio e alle dinamiche locali. Il programma punta a raccontare un’Italia reale, fatta di eventi e persone che di solito restano fuori dai riflettori.
Diritti civili e storie di persone al centro della cronaca
Non mancheranno approfondimenti sui diritti civili, con focus su figure che negli ultimi anni hanno fatto discutere e che rappresentano vicende ancora aperte. Damilano cita Alberto Trentini, il cooperante fermato in Venezuela da tempo, di cui si è seguito il conto dei giorni di detenzione. Un altro tema importante è il fine vita, ripreso dalla testimonianza di Laura Santi, italiana che a luglio ha scelto il suicidio assistito dopo aver ottenuto il permesso dalla Asl dell’Umbria. La sua storia è stata l’ultima raccontata nella scorsa stagione e riapre il dibattito in attesa di una legge che regoli queste scelte.
Format brevi e diretti, la tendenza che avanza
Il conduttore osserva come anche altre reti, tra cui Mediaset, stiano puntando su format simili, con strisce brevi dedicate all’approfondimento quotidiano. Il pubblico chiede un’informazione più concentrata e snella nella durata. L’obiettivo è offrire punti di vista chiari, senza schieramenti, garantendo pluralità di linguaggi e voci. Questa formula sta prendendo piede e occupa spazi in diverse fasce orarie. Il Cavallo e la Torre resta fedele a un racconto giornalistico diretto, pensato per chi cerca contenuti intensi e sintetici, senza rinunciare alla qualità e al contatto con i fatti dietro le notizie.
