Il portale d'informazione della tua città

Il giorno del Vasto

0 374

Ieri sera eravamo nel Vasto, e quasi faticavamo a riconoscerlo. Un silenzio surreale regnava in quei vicoli spaziosi e comunque asfissianti che si srotolano a ridosso della Stazione Centrale di Napoli. Come se l’acquazzone piovuto nel pomeriggio sulla città avesse spazzato via di colpo quel substrato d’illegalità immorale e spudorato che ristagnava da decenni da queste parti; né il ronzio incalzante dei motorini, né macchine in sosta selvaggia, né gruppi di extracomunitari a vagare per il quartiere: “deve venire Salvini” – dicono da queste parti – “lui solo può risolvere la situazione”.

Il Vasto ieri pomeriggio è stato rivoltato come un guanto, nonostante l’acquazzone. Gli agenti della Polizia Municipale sguinzagliati per l’occasione rassettavano i parcheggi del quartiere, portando via tutte quelle vetture sprovviste di assicurazione (oppure di revisione), e intimavano di sgomberare i vicoli perimetrali della chiesa del Buon Consiglio: “Domani arriva Salvini – spiegavano ai residenti e ai commercianti di via Venezia e via Milano -, viene a vedere la situazione”. Il Ministro dell’Interno, stamane, dopo aver partecipato alla riunione del comitato per l’ordine pubblico e la sicurezza, farà un salto nel quartiere più discusso e degradato di Napoli, millantando le solite promesse fatte da chi in passato l’ha preceduto calcando il medesimo tappeto rosso: telecamere, una maggiore presenza delle forze dell’ordine e il solito inconcludente repertorio salviniano: “Gli italiani sono stufi… ecc”.

“Ma Salvini cambierà le cose…” ripetono come un mantra da queste parti quegli stessi napoletani derisi, insultati e depredati per vent’anni dalle politiche nordcentriche e discriminatorie fomentate dalla Lega Nord di Bossi, Calderoli e Salvini. “Prima il Nord” era lo slogan che campeggiava alle spalle dell’attuale Ministro dell’Interno non più di quattro anni fa sui manifesti elettorali di Piemonte, Lombardia e Veneto; “Lega Nord per l’Indipendenza della Padania” è ancora oggi il primo articolo dello Statuto leghista approvato il 20 giugno del 2015 e dal Consiglio Federale il 12 ottobre dello stesso anno (solo tre anni fa!); parliamo della Lega Nord, un partito politico finanziato dalla borghesia settentrionale, nato solo ed esclusivamente per tutelare gli interessi della “Padania”; un movimento separatista e reazionario che oggi dovrebbe risolvere i problemi di una città distante, complessa e a lungo umiliata come Napoli. Un ossimoro, naturalmente, ma anche le contraddizioni di una fetta di popolo che si prosta volentieri al nuovo carnefice pur di risollevarsi dal pantano urbano e sociale nel quale è costretto ad arrancare giorno dopo giorno.

Salvini passeggerà in un Vasto ordinato e ripulito, scambierà quattro chiacchiere con i comitati civici del quartiere, fomenterà la caccia al nero e riprenderà il suo aereo per Milano immaginando nuovi consensi da raccattare: “Chi ha avuto, ha avuto, ha avuto… chi ha dato, ha dato, ha dato scurdámmoce ‘o ppassato, simmo ‘e Napule paisá!…”

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.