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Il MANN sbarca in Cina e fa il picco di ascolti con la mostra itinerante ‘Pompei, the infinite life’

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Ancora una volta protagonista, con le sue straordinarie collaborazioni internazionali, il MANN – Museo Archeologico Nazionale di Napoli – sbarca in Cina l’8 febbraio al Jinsha Archaeology Museum di Chengdu e fa notizia correndo sugli schermi della tv del Sichuan con la mostra itinerante ‘Pompei, The infinite life’ che sarà accolta in 5 musei cinesi ed esporrà 120 opere, tra cui preziosi reperti.

Da sempre viva nell’immaginario di molti viaggiatori cinesi, che fanno tappa a Napoli per raggiungerla, Pompei rivivrà negli spazi del sito archeologico urbano dell’età del bronzo del Sichuan, provincia della Repubblica Popolare Cinese, nell’anno del Turismo ‘Europa – Cina 2018’: occasione di confronto con il più grande mercato del turismo sia in termini di spesa che di numero di viaggi verso l’estero.

Così, il direttore del MANN, Paolo Giulierini, prende atto che l’offerta e la comunicazione devono puntare a soddisfare le richieste di questo target in ascesa, dichiarando di essere onorato di far parte di una grande operazione culturale e di conservare nei depositi del MANN un rocchetto, con un filo di seta di probabile produzione cinese, al momento oggetto di restauro e di studio.

Consapevole dell’importanza di una tradizione che per migliaia di anni ha rappresentato un monopolio per la Cina, quella della lavorazione della seta a cui è stata dedicata l’omonima strada, il direttore del MANN fa di quest’oggetto un punto di partenza per esplorare ed inseguire un’economia in rapida crescita.

Tra i reperti di maggiore interesse anche il celebre ‘balneum’, che arricchirà nel 2019 la sezione tecnologica del museo, nuovo punto di attrazione che sarà reso fruibile al pubblico. Ma l’attenzione e l’interesse verso l’impero del Dragone si manifesta già nella scelta di tradurre il videogame (Father & Son) anche in lingua cinese.

Altro reperto in tour è il ‘calendarium’ della Villa della Pisanella di Boscoreale, (scavata tra il 1895 ed il 1899), riportato alla luce quasi intatto, rappresenta un ambiente termale privato di età romana.

Dopo Chengdu, si farà tappa in altri siti archeologici cinesi, dove fino al 3 maggio i reperti di Pompei dialogheranno in perfetta sintonia con le meraviglie del Quinshihuang Mausoleum Museum, del Tianjin Museum, del Wuhan Museum e di una quinta location ancora da scegliere. L’allestimento organizzato in sei sezioni ricostruisce la domus pompeiana e si fa accompagnare da una serie di eventi di grande richiamo, con al centro il made in Italy, dal cibo al design, passando per la moda.

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