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Il parroco di Pascarola: la vera camorra è nelle istituzioni.

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Il mio intervento alla fine della manifestazione di Caivano è stato interpretato male. Non era nelle mie intenzioni far passare il messaggio che la Terra dei fuochi non esiste, piuttosto che il fenomeno ha origini radicate in una politica corrotta e collusa. La camorra esiste e gestisce gli sversamenti dei rifiuti. Bisogna però chiarire che la camorra è quel sistema che vede coinvolti, in primis, alcuni uomini delle istituzioni e delle imprese.

È la dura accusa di don Salvatore Verde, da due anni parroco di Pascarola (frazione di Caivano), il quale decide di rilasciare un’intervista alla nostra testata, in particolare in seguito alle polemiche scatenate dopo il suo intervento al termine della manifestazione “Mai più Terra dei fuochi“.

Di quella marcia, partita da Caivano e conclusasi nella piazza poco distante dalla sua parrocchia, non era nemmeno stato informato.  Decide, tuttavia, di intervenire al termine della manifestazione,  prima di essere contestato da alcuni partecipanti.

La questione è molto complessa – aggiunge il sacerdote – e se continuiamo a parlarne come sempre è stato fatto rischiamo, da un lato, di favorire involontariamente i soggetti della politica e delle imprese i quali, grazie a questo fenomeno, riescono ad arricchirsi; dall’altro screditiamo tutti quei cittadini ed imprenditori onesti che abitano il nostro territorio.

L’impianto della ditta “Di Gennaro spa“, coinvolta in quello spaventoso incendio lo scorso 25 luglio, sembrerebbe non fosse a norma. Le indagini porteranno a galla la verità, ma da quando sono parroco qui ho sempre accolto le lamentele di molti imprenditori che, da sempre, avvertono la concorrenza sleale di alcune ditte che non hanno tutte le carte in regola e vengono sostenute da alcuni politici.

Anche le cifre e le statistiche sulla Terra dei fuochi sono frutto di una manipolazione sleale, finalizzata alla ricezioni di finanziamenti ed incentivi. Ecco perché continuo ad affermare che dietro il fenomeno che caratterizza questi territori (e non solo!) molti “ci mangiano”.

Nel mio intervento alla marcia, l’unico interesse era quello di farmi portavoce delle difficoltà che la mia comunità vive: da sempre costretti a subìre, oltre che i fumi e i veleni dei frequenti incendi, anche gli inevitabili danni – economici e di immagine – che ne derivano. Aggiungendo, inoltre, la consapevolezza di essere stati abbandonati dalle istituzioni: a Pascarola siamo i figli minori del comune di Caivano. Le problematiche e le necessità di questo territorio sembrerebbero non essere mai state un reale interesse delle amministrazioni che, negli anni, si sono succedute.

La Terra dei Fuochi esiste, certo. Così come esistono la corruzione e gli interessi dietro questo fenomeno. Il problema si risolve solo se lo Stato lo volesse davvero. La mia percezione è che, in realtà, fino a quando ci saranno interessi e possibilità di guadagno, nessuno si impegnerà efficacemente per risolvere il problema.

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