Il percorso di BigMama: dalla violenza al palco di Sanremo

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Il percorso di BigMama: dalla violenza al palco di Sanremo - ilvaporetto.com

Ha definito il palco di Sanremo 2024 – dove è in gara col brano “La rabbia non ti basta” – “la mia rivincita”. Una rivincita arrivata dopo una vita che – nonostante abbia solo 23 anni – non le ha risparmiato nulla. Marianna Mammone, in arte BigMama, ha combattuto contro un tumore maligno del sangue che le fu diagnosticato quando aveva appena vent’anni: “Senza la chemio sarei morta. Ho fatto dodici cicli. Mettevo la parrucca e cantavo, senza che nessuno si accorgesse di nulla”. Marianna oggi sta bene (“analisi perfette”) ma in passato dalla vita ha subito altri durissimi colpi. Aveva solo 16 anni quando fu violentata da una persona che non le ha mai chiesto scusa e qualche tempo fa si è pure “rifatta viva, senza vergogna”.

Dalla violenza ai bulli: il percorso di BigMama

Prima ancora, l’artista nata nel 2000 a San Michele di Serino, un paesino in provincia di Avellino, aveva conosciuto la perfidia dei bulli che la tormentavano per quei chili che la società giudica “di troppo”: “Ho scritto il mio primo brano a 13 anni dopo che alcuni ragazzini mi hanno tirato delle pietre addosso per il mio aspetto fisico”, ha rivelato Marianna. Che dalla cattiveria gratuita ha imparato a difendersi con l’autoironia: “Vengo da una famiglia per niente benestante, sono donna, grassa, rapper e queer: le ho tutte”.

Oggi BigMama, giustamente, si sente “bona così” com’è. E l’anno scorso, davanti ai 300mila di Piazza San Giovanni a Roma per il Concertone del Primo Maggio, arrivando sul palco con un aderente abito color carne si è presentata con queste parole: “Mi gridavano ‘cicciona, fai schifo’, ora guardate quanto sono figa!”. L’ex ragazzina bullizzata che ha saputo trasformarsi in icona della body positivity e del riscatto da pregiudizi e stereotipi ora è arrivata al palco musicale più prestigioso d’Italia, quello dell’Ariston. Con un brano che è la sintesi del suo percorso: “Il senso è quello di non avere paura di credere in se stessi, di non farsi condizionare da quello che pensano gli altri; è anche un modo per scusarmi con la me bambina: ‘se ti dicono che non puoi cantare perché sei grassa, perché sei donna, perché vieni da un paesino, fregatene'”.

La trasformazione e l’accettazione

Nel testo di “La rabbia non ti basta”, BigMama non mostra rabbia. Quella, nella sua vita, appartiene al passato: “Quando il mondo ti odia e le persone ti odiano, la prima risposta è l’odio: odiavo il mondo, odiavo gli altri, odiavo me stessa. Nei miei primi testi c’era tantissimo rancore, pensavo all’autolesionismo, al suicidio, sfogavo la rabbia su me stessa. Ma poi ho capito che le energie negative vanno trasformate in positive, che gli altri ti giudicano anche in base a come ti senti, a come ti presenti, in base alla proiezione che hai di te stessa. Per questo oggi dico che ‘la rabbia non ti basta’”.

Il pubblico del Festival di Sanremo conosce già Marianna. L’ha scoperta nella serata dei duetti dell’edizione 2023, quando ha accompagnato Elodie in “American Woman”: “Io mi ispiro a lei, alla sua leggerezza e indifferenza quando è sul palco. Se sono agitata penso al suo approccio sfrontato e mi calmo”. Ora che è arrivata sul palco dell’Ariston, tuttavia, BigMama ammette di avere “tanta paura”. Paura “di deludere soprattutto me stessa, le mie aspettative”. Marianna, poi, sa che con Sanremo le “arriveranno offese e insulti a quintalate”: “Spesso mi accusano di proclamare che grasso è bello, ma io dico che grasso è normale. Il mio messaggio è: una persona come me può fare le stesse cose che fa la ragazza con un corpo magro”. Nel suo caso, aggiungiamo noi, anche qualcosa in più. L’ex ragazzina bullizzata è riuscita ad arrivare a Sanremo. Una “rivincita” per lei ma anche per tutte le ragazze che ancora si trovano a lottare contro i pregiudizi verso corpi socialmente considerati “sbagliati”.

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