Il viaggio triste verso le esequie di Giovanni Pascoli raccontato nel film Zvanì presentato a Venezia 2025

di Andrea Presto

Il viaggio verso le esequie di Pascoli nel film Zvanì a Venezia 2025. - Ilvaporetto.com

Il 1912 segna la morte di Giovanni Pascoli, voce poetica simbolo dell’Italia tra Ottocento e Novecento. Un treno parte da Bologna portando studenti, autorità e familiari, tra cui la sorella Mariù, verso il funerale del poeta. Questo viaggio, intriso di dolore collettivo, diventa il punto di partenza del film “Zvanì – Il Romanzo Famigliare di Giovanni Pascoli” diretto da Giuseppe Piccioni, che esplora attraverso immagini e ricordi la vita e le tensioni di un uomo segnato da lutti e successi.

Il film Zvanì e la sua presentazione alle giornate degli autori di Venezia 2025

“Zvanì – Il Romanzo Famigliare di Giovanni Pascoli” ha debuttato il 31 agosto 2025 alla Mostra del Cinema di Venezia, nella sezione autonoma “Confronti” delle Giornate degli Autori. Questa rassegna, riconosciuta per dare spazio a opere con forti radici culturali, ha accolto il tv movie come testimonianza narrativa dell’epoca e del mondo di Pascoli. La coproduzione vede coinvolte Rai Fiction e MeMo Films, con la sceneggiatura firmata da Sandro Petraglia insieme a Lorenzo Bagnatori ed Eleonora Bordi.

Il cast richiama l’attenzione per la mescolanza di giovani interpreti e volti noti. Federico Cesari, Benedetta Porcaroli e Liliana Bottone guidano la rappresentazione delle figure chiave della famiglia Pascoli, con la partecipazione di grandi nomi come Riccardo Scamarcio e Margherita Buy. Maria Pia Ammirati, direttrice di Rai Fiction, ha sottolineato il valore culturale dell’opera, elogiando la capacità del film di trasmettere la memoria poetica nazionale attraverso una narrazione sensibile e autentica: “Un’opera che parla al cuore della nostra identità letteraria.”

Il racconto della vita di pascoli attraverso gli occhi della sorella mariù

La storia di Pascoli dentro “Zvanì” prende forma dai ricordi di Mariù, sorella del poeta, che ne accompagna il racconto mostrando tanto le sfide personali quanto quelle politiche. Pascoli perde il padre in giovane età, segno di un’infanzia segnata dalla povertà e dal dolore, elementi che influenzano molto la sua sensibilità poetica e la sua visione del mondo rurale e popolare. Nonostante le difficoltà, riesce a laurearsi e affronta un complicato rapporto con Giosuè Carducci, allora figura dominante nella cultura italiana.

Le relazioni in famiglia si rivelano complesse e tese. Ida, un’altra sorella, desidera distaccarsi dalla figura del fratello celebre e cerca una propria strada lontano dalle responsabilità familiari. Pascoli, invece, pur noto e seguito, manifesta nel film una profonda solitudine. Si ritira insieme a Mariù a Castelvecchio, luogo che diventa scenario simbolico nel racconto. Il suo ultimo viaggio in treno verso il luogo della sepoltura appare come attraversamento in uno spazio quasi fuori dal tempo, dove emergono suggestioni poetiche e presenze misteriose che evocano tematiche care alla sua opera letteraria.

Dai luoghi reali alle atmosfere surreali: la narrazione visiva tra memoria e poesia

Il film costruisce un’atmosfera che alterna la realtà storica a momenti dal carattere quasi onirico. La partenza del treno da Bologna e il lungo percorso verso la sepoltura di Pascoli diventano uno spazio dove si intrecciano emozioni ed eventi che segnano la vita del poeta e della sua famiglia. Le apparizioni e figure evocate durante il viaggio ribadiscono le inquietudini di Pascoli, la sua capacità di vedere il mondo al di là dell’apparenza, proprio come nelle sue poesie.

La rappresentazione visiva sfrutta questi elementi per approfondire l’identità di un uomo che ha influenzato la letteratura italiana attraverso tematiche di intimità, natura e memoria collettiva. La dimensione familiare ha un peso centrale, così come il racconto delle tensioni e delle separazioni che accompagnano gli ultimi anni di Pascoli. Castelvecchio si presenta come un luogo carico di simboli, dove vive il legame fragile ma profondo tra il poeta e Mariù.

Programmazione e futuro della fiction su pascoli tra tv e cinema

Dopo la premiere veneziana, “Zvanì” sarà proiettato al cinema a partire dal 2 ottobre 2025. Subito dopo, è prevista la messa in onda su Rai 1, in prima serata, permettendo a un pubblico più vasto di scoprire o riscoprire la figura di Pascoli. L’opera si inserisce nel solco di una rinnovata attenzione verso i grandi nomi della letteratura italiana raccontati attraverso il mezzo televisivo e cinematografico.

Questo progetto conferma il ruolo della fiction italiana nel raccontare periodi e personaggi storici con un approccio narrativo che intreccia emozione e rigore documentario. Gli interpreti, soprattutto i giovani protagonisti, offrono una prova intensa, contribuendo a restituire la complessità di Pascoli e del suo tempo, tra luci e oscurità familiari. Le prossime uscite garantiranno ulteriori occasioni per approfondire la conoscenza di una figura che ancora oggi suscita interesse e riflessione.