Il portale d'informazione della tua città

Impegnatevi forte, cari bambini, siete nati al Sud

1 844

Prima di entrare nel merito della questione vi raccontiamo un aneddoto. Alcuni anni fa un ragazzo di 24 anni diplomato e vissuto a Napoli fu costretto ad emigrare al Nord dopo aver superato un iter di selezione per una importante società privata. Questo ragazzo, dopo mesi di ambientamento, si ritrovò un giorno a passeggiare lungo un viale alberato costeggiato da un parco verde dal quale risuonavano le vocine divertite di un gruppo di bambini. Il ragazzo, attratto da quel quadro spensierato, quasi istintivamente, si aggrappò alla rete metallica che lo separava dai bambini. Impiegò alcuni istanti prima di capire che si trovava dinanzi all’ora di ricreazione di una scolaresca. Era dinanzi ad una scuola del Nord, e una lacrima di collera già gli rigava il volto. Lui era vissuto a Napoli, e in quella città maledetta le scuole non avevano né giardini né giostre, e spesso se ne cadevano a pezzi. Ricordò con rabbia le sue ore di ricreazione, trascorse comunque spensierate nel seminterrato buio del suo fatiscente plesso scolastico.

È da ieri che questo aneddoto mi frulla per la testa. Da quando il ministro dell’istruzione della Lega Nord, rincorso da una schiera di fedeli meridionali al guinzaglio, commentava ai microfoni di Nanotv che al Sud ci dobbiamo impegnare di più, che ci dobbiamo sacrificare forte per colmare il gap che separa le scuole del Sud e quelle del Nord. Non ci servono fondi: le crepe nei muri, le aule chiuse, gli spazi negati noi dobbiamo riempirli con l’impegno. Il problema, in realtà, è di chi ancora si stupisce di certe esternazioni. La Lega Nord la conosciamo da 25 anni: potrà pure perdere il pelo, potrà mutare, o cambiare logo, ma di certo non perderà mai il vizio di disprezzarci e di guardarci con provocatoria superiorità. La verità, caro Ministro, è che l’Italia è il terzultimo paese europeo per spesa nella voce istruzione, e che i continui tagli alle Regioni e agli enti locali, soprattutto in un’area depressa come quella del Sud, sono come un cappio stretto al collo delle future generazioni.

A loro i soldi, a noi l’impegno. Dunque domani, cari lettori, quando accompagnerete i vostri figli nella fatiscente scuola di quartiere, raccomandategli di impegnarsi di più, di “impegnarsi forte”. Tanto deve bastare da queste parti. 

1 Commento
  1. Antonio Lepre dice

    sarebbe tempo che la bassa Italia, avrebbe la possibilita`di Vivere come quelli del Nord.
    e vero, che li vi sono piu`Risorse , ma bisognerebbe investire anche dove dicono i cittadini? del Nord Italia,
    dai Terroni. e poi non dimentichiamoci che senza di essi il Nord Italia avrebbe fatto ben poco. Triste scrivere cio`.
    ma io sono uno dei tanti Emigranti del Sud ( Campania Napoli non andai nel Nord Italia, ma bensi` in Germania.

    Saluti da un Éx Italiano. Antonio Lepre

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.