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Internet, una rivoluzione senza precedenti | A Napoli parlano i Big

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Di Antonio Emanuele Ricci.

Ieri mattina a Napoli mentre i roghi sul Vesuvio attiravano l’attenzione di mezza Italia per le nefandezze provocate da gente ignobile, al Nuovo Polo Tecnologico della Federico II di San Giovanni a Teduccio è andata in scena una conferenza internazionale organizzata dalla rivista europea di geopolitica EastWest.

Ancora una volta si tocca con mano la forte dicotomia tra una realtà che vuole spiccare il volo, volta al futuro e caparbia nel voler scommettere su un luogo forse tra i più complessi d’Europa, ed un’altra ostile al cambiamento, che odia questi luoghi e che continua ad affossarli in tutti i modi, che ostacola qualsiasi iniziativa volta a permettere lo scatto di qualità.

Proprio a Napoli, nella periferia d’Europa, si è svolto un Forum Internazionale sulle sfide digitali. Al tavolo erano seduti alcune tra le personalità più importanti della scena culturale, politico, aziendale e tecnologica degli ultimi decenni dirette dalla giornalista di LA7 Myrta Merlino. Nel polo dell’Ateneo, tra i più all’avanguardia d’Italia, circondato da un quartiere di palazzi fatiscenti e lavori in corso infiniti, si è discusso del presente e principalmente del futuro. Si è analizzato a trecentosessanta gradi il tema che forse più di tutti gli altri ha sconvolto totalmente il modo di pensare, di agire e di organizzarsi: il digitale.

Internet ha travolto ogni aspetto della nostra vita, dalla sfera intima a quella politica, da quella sociale a quella economico lavorativa. Le danze sono state aperte dal “padrone di casa” il rettore dell’Università Gaetano Manfredi che dopo un breve intervento ha lasciato spazio agli ospiti. Probabilmente Byung-Chul Han, filosofo, scrittore, teorico della Cultura e professore all’Università delle Arti di Berlino è stato il più critico nei confronti del medium digitale. Egli ha aperto il suo intervento con una poesia, narrata in parte in italiano ed in parte tedesco, di D’Annunzio: “Elogio alla Terra.” La scelta della poesia è stata tutt’altro che causale: il suo intento è stato quello di sottolineare come a causa della nostra immersione nel mondo digitale, stiamo abbandonando la Terra quale creazione Divina. Stiamo perdendo il contatto con la natura. Egli ha affermato che quando si siede nel suo giardino ed inizia “parlare” con gli alberi e con le foglie entra in contatto con la sua parte più intima e non ha bisogno di nient’altro. Ha poi aggiunto che in un epoca caratterizzata da migliaia di amici su facebook distruggiamo le amicizie vere e siamo tutti più soli; col medium distruggiamo l’amore.

Dalle considerazioni del controverso filosofo contemporaneo si è passati alle considerazioni certamente più moderate e di stampo politico economico degli altri interlocutori che si sono susseguiti. Josef Janning, direttore dell’European Council on Foreign Relations di Berlino, nel suo intervento considera l’accesso a internet come un diritto umano pari a tutti gli altri e ha affermato che la rete non è nient’altro un’amplificazione della società e indirettamente una replica degli stessi problemi umani. Da un lato rappresenta un grande passo in avanti dell’umanità, dall’altro rappresenta un problema in quanto su internet “siamo sempre noi e le grandi potenze sono sempre le stesse”, infatti bisogna considerare internet come “autocrazia benevola.” Romano Prodi ex primo ministro italiano ed ex presidente della Commissione Europea ha condiviso l’idea di Janning affermando che nel corso dei progressi tecnologici il mondo è cambiato ma le regole fondamentali restano le stesse nel bene e nel male. Prodi ha poi posto l’accento su un tema geopolitico a lui caro: ha sottolineato come tra i colossi mondiali del mondo digitale quali ad esempio Amazon, Google, Apple, Alibaba…etc. non vi siano aziende europee e questo rischia di lasciarci fuori dai giochi in uno dei settori più strategici ed importanti del presente e del futuro. Anche lui è d’accordo sulla necessità delle istituzioni Europee rispetto a realtà aziendali il cui fatturato è superiore al PIL di interi paesi.

Quando poi si è parlato dei social media e della capacità di dare a tutti la possibilità di esprimersi, la moderatrice Merlino ha riportato le parole di Umberto Eco che affermava che internet aveva dato parola a tutti, anche agli imbecilli che prima parlavano solo al bar e poi venivano messi a tacere. Prodi ha concluso il suo intervento affermando che la rete è un grande bar.

A smorzare i toni negativi sugli effetti della rete è intervenuto Stefan Soesanto, specializzato in questioni di cyber-sicurezza e difesa il quale ha contrastato le varie opinioni “negative” inerenti al digitale ponendo semplicemente la questione per quella che è: “Internet non è stato creato per essere sicuri o per cercare la verità incontrovertibile, per quanto si provi a regolamentarlo internet non può essere controllato.” Soesanto è molto critico rispetto all’idea generale di puntare sul fatto che tutti debbano essere in grado di connettersi in quanto la stragrande maggioranza delle persone che utilizzano internet lo fanno in modo del tutto inconsapevole, “manca l’ABC,” e la spinta a voler rendere tutti connessi non farà che aumentare il caos sulla rete.

Con Francesca Rossi, ricercatrice al Centro di ricerca IBM T.J. Watson nonché professoressa d’informatica presso l’Università di Padova e Stephen Brobst consulente tecnologico della prima amministrazione Obama si è discusso di etica e valori nell’epoca delle macchine. In un mondo in cui le macchine assumono un ruolo sempre maggiore nelle nostre vite, dobbiamo lavorare su un fronte comune affinché esse rispecchino i nostri valori, la nostra etica.

Francesco Boccia, l’attuale Presidente della V Commissione Bilancio, Tesoro e Programmazione della Camera dei Deputati ha parlato di 0una Rivoluzione Capitalistica senza precedenti. L’esempio più emblematico e stato il settore discografico. Nell’industria musicale sono scomparsi i prodotti fisici quali i dischi e la rivoluzione ha spazzato via tutti i soggetti che prima facevano da intermediari tra l’artista e il e il fruitore finale. Dalla musica poi si è arrivati a scardinare qualsiasi settore. Francesco Boccia ha sottolineato che sta portando avanti la battaglia della “web tax” la tassa volta ad allineare la vita on-line a quella reale. “La politica deve regolare internet, è questa la sua sfida più grande e se non riesce a farlo perde il suo compito.” Oggi vi è una concorrenza sleale tra chi svolge il proprio lavoro in un luogo fisico e quindi paga tutte le imposte, dirette ed indirette, e chi invece ottenendo i propri profitti attraverso la rete non paga le imposte nel paese dove fa affari e l’unico vero vantaggio competitivo è rappresentato dall’elusione fiscale. Nel tempo digitale conta il luogo dove si fa business e non si può pretendere di pagare le imposte solo nel luogo in cui si ha la sede fiscale. Un altro problema fondamentale secondo Boccia è che al momento tutti i nostri dati sensibili che dovrebbero appartenere esclusivamente ai nostri governi sono gestiti da sistemi di Cloud privati perché ancora non esistono Cloud pubblici. “I nostri dati dovrebbe averli la Repubblica Italiana e non dovrebbero essere gestiti dai privati in quanto così aumenta il potere in mano a società private a discapito del governo e delle istituzioni.

All’incontro c’era anche Peregrine W. Brown che gestiste il team globale di project manager per Cambridge Analytica una società di Data Science tra le più importanti per le campagne elettorali, che è scelta da Trump per la sua campagna presidenziale. A Peregrine è stato chiesto se la sua compagnia avesse facilitato la vittoria di Trump. Lui ha risposto partendo dall’affermazione di Prodi che ha paragonato internet ad un grande bar dove confluiscono le idee, i malumori, le opinioni, le verità e le percezioni della realtà di tutti gli utenti. Il loro lavoro è stato semplicemente quello di carpire e tradurre i sentimenti e le opinioni degli americani e alla fine le persone hanno votato in base alla loro percezione su come stesse andando la loro vita. Ha concluso dicendo che i social media sono diventati fondamentali per capire meglio la società e se i politici non ascoltano i social media non ascoltano i cittadini.

Reuben Abraham dell’istituto IDFC, un Think- and – do thank di Mumbai ha sottolineato una caratteristica propria degli europei e del mondo occidentale in generale: gli europei e gli americani si concentrano prettamente su loro stessi e pensano che le loro regole siano regole universali e le loro aziende e mercati siano le più rilevanti al Mondo. In realtà ha sottolineato che vi sono compagnie in India e in Cina che triplicano quelle Statunitensi ed Europee. Ha affermato che il mercato più consistente di Whatsapp è proprio quello indiano e che la Cina è il paese più grande per l’utilizzo di Internet ed è lo stesso nel quale il governo prende più sul serio internet. Rosanna Romano direttrice generale per le politiche sociali, culturali e le Pari opportunità e il Tempo libero per la Regione Campania ha illustrato concretamente come attraverso la digitalizzazione del patrimonio culturale campano è possibile una maggiore fruizione da parte di un maggior numero di persone.

A chiudere la lunga conferenza sono stati Giuseppe Scognamiglio direttore di EastWest e Carl Bildt ex primo ministro Svedese, ex ministro degli Affari Esteri svedese e attuale presidente della Global Commission Internet Governance il quale tra l’altro ha affermato che la forza di internet e degli smartphone è stata tale da raggiungere anche gli spazi più remoti del pianeta. Anche in alcuni villaggi poverissimi dell’Afghanistan si vedevano giovani e meno giovani in possesso di Smartphone cinesi.

Internet ha cambiato il mondo, ha cambiato il modo di pensare, di agire, di riunirsi, di protestare, di lavorare e di studiare. La sfida più importante della nostra epoca è essere consapevoli di tutto ciò cercando di stare al passo con i mutamenti per non esserne travolti. Le innovazioni tecnologiche si susseguono ad un ritmo allucinante, sembrano essere inarrestabili ed imprevedibili e la vera sfida digitale consiste proprio nel saper reagire tempestivamente e provare ad indirizzare tutto ciò verso il reale miglioramento dell’esistenza di ognuno di noi.

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