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Ione ed il mondo parallelo

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Capitolo 3

Araminta, Fingall ed Ailis, da subito invitarono Druenta a seguirli, non solo perché era troppo malconcio per farlo rimanere alla mercé della popolazione dell’oasi di Ares, che difficilmente era riuscita a dimenticare lo scempio del tempo passato.

Druenta, impavido guerriero capo degli urcoli della guardia reale, aveva accettato l’invito, anche perché il suo viaggio negli altipiani del Nemev, non era iniziato a caso, lui cercava disperatamente di essere catturato, ed Araminta sapeva il perché.

Erano passati anni, tanti, ma il tatuaggio che da sempre la accompagnava, Druenta lo conosceva molto bene, così come la sua storia. Cuspicus , Araminta , Abaigeal sapevano del simbolo, così come sapevano che in fondo, il capo degli urcoli era fedele a Cuspicus, ma tenuto sotto scacco dalla malefica Cardamone, aveva aspettato il tempo giusto per scappare perché la maledizione stava per giungere ad un altro scontro.

Ebbene sì, Araminta, alla base della nuca aveva tatuato due occhi di lupo, simbolo imperiale e reale, non era una neonata di canatto qualunque, lei discendeva dalla stirpe dei lupi fieri e leali, quella stirpe che un giorno avrebbe distrutto la maledizione di Cardamone.

Druenta era a conoscenza di tutto questo e, quando trovò la piccola, non se la sentì di consegnarla a Cardamone, ma seguì in quella notte di tempesta, la carrozza di Cuspicus e fece in modo che il re saggio la trovasse, sicuro del fatto che l’avrebbe presa con se e resa felice. Ma il capo degli urcoli non avrebbe mai pensato che la giovine si palesasse successivamente come una validissima guerriera, amazzone ed oratrice, insomma la futura guida del regno.

Accompagnato Druenta in una locanda sicura, sfamato e ripulito, non ci fu bisogno di molte parole, il suo sguardo amorevole e pentito dedito al saggio Cuspicus, subito rivelò tutto ciò che era in suo sapere, che la maledizione stava volgendo al culmine, si stava aspettando solo che Araminta compisse i ventuno anni di età e poi tutto avrebbe avuto inizio. Le nubi sempre più minacciose coprivano i valichi e gli ingressi del mondo parallelo, anche se Druenta conosceva un punto debole, un’isola che avrebbe potuto essere loro di aiuto, per raggiungere la parte opposta di Cardamone.

Nell’oasi di Ares, oramai la voce si era sparsa, tutti sapevano che li si nascondeva Druenta, ed ognuno esprimeva la sua opinione. Ma ogni cosa sembrava come essersi cristallizzata, tutto il mondo attorno sfumava nelle calde tonalità del regno, le distese di lavanda erano un riposo per gli occhi e per l’anima. L’odore di gelsomino inebriava ogni cosa, ed i bambini giocavano festosi mentre le amazzoni si allenavano con gli alaysin, ma, nonostante tutto la serenità di quel regno infondeva un senso di pace e speranza sempre.

Il tatuaggio degli occhi di lupo, arrivò anche alla curiosità del giovane Fingall, che fin da piccolo aveva dimostrato un attaccamento ad Araminta, la proteggeva come una sorella, ma in cuor suo, un giorno avrebbe chiesto al saggio Cuspicus, la sua mano. Ma in questo momento c’era altro a cui pensare, una guerra imminente, che Cuspicus cercava da anni di evitare.

Cuspicus aveva cercato di tenere segreto la provenienza di Araminta per proteggerla, ma il suo senso di protezione non poteva essere eterno, e questo lo sapeva. Il popolo da cui proveniva non era solo quello dei canatti, ma dei grandi lupi delle montagne del nord. Un popolo combattivo, fiero, ostile a Cardamone, sempre propenso ad unioni durature e leali.

Araminta era un concentrato di tutto ciò, ma la saggezza e l’arte della mediatrice lo aveva appreso e fatto suo, nel proprio cuore da Cuspicus, che adorava ed amava. Fu in quel momento che Ailin, Fingall ed Araminta, seguiti da Druenta partirono per un luogo segreto, per allenare corpo e mente, prima di tornare nel regno e mettersi a capo delle truppe.

Cardamone era sempre più vicina, la sua sete di distruzione aleggiava ovunque, e le nubi minacciose avevano superato le montagne, un vento impetuoso sferzava, la sua rabbia era tale e tanta che aveva piegato gli alti alberi di pino loricato. In tutto questo i mastri falegnami e fabbri continuavano a forgiare armature ed usberghi, armi ed elmi anche per gli alaysin.

Durante i pochi giorni di allenamento, della mente e del corpo, Araminta, decise di chiedere aiuto alla sua madrina Ione, che viveva da tempo e per scelta nel mondo parallelo, non voleva che quel mondo fantastico, il suo regno venisse spazzato via così.

In una notte senza luna, durante gli allenamenti, chiese alla giovane Ailis di raggiungere Ione in groppa a Karol la sua giovane alaysin e di condurla da loro, ma mentre Ailis galoppava veloce, accadde l’inaspettato…

Continua…

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