Italia-israele 5-5 a Debrecen: una sfida pazza e piena di colpi di scena
La partita di qualificazione ai Mondiali tra Italia e Israele, giocata a Debrecen, in Ungheria, è stata una vera battaglia. Gli azzurri hanno dato tutto, ma gli israeliani non hanno mai mollato un colpo. Un match teso, condito da momenti di grande calcio e da un contesto esterno tutt’altro che tranquillo. Ecco cosa è successo in campo e cosa ha accompagnato questa gara.
Primo tempo: errori, occasioni e un avvio frizzante
Al 15’, un’autorete di Locatelli ha messo subito Israele avanti. Gli israeliani erano già pericolosi, con diverse azioni che avevano messo in difficoltà Donnarumma. Nei primi minuti avevano costruito occasioni importanti, anche se un loro gol era stato annullato per fuorigioco.
L’Italia ha trovato il pari poco prima dell’intervallo con Moise Kean, bravo a sfruttare un errore degli avversari nella fase di uscita palla. Israele aveva avuto il controllo per gran parte della frazione, mentre gli azzurri faticavano a trovare ritmo e a far girare l’attacco.
Si va al riposo sul 1-1, con la sensazione che Israele fosse partita più convinta, mentre l’Italia doveva ancora carburare.
Ripresa scoppiettante: gol a raffica e sorpassi continui
Nel secondo tempo Israele torna avanti al 52’ con Dor Peretz. Ma la risposta italiana arriva quasi subito: Kean firma la sua doppietta al 53’ e riporta il risultato in parità.
Al 58’, Politano porta avanti l’Italia con un bel tiro, finalizzando un assist di tacco di Retegui. Poco più tardi, Raspadori fa 4-2, dando l’idea di una svolta a favore degli azzurri.
Ma la partita non è finita. Negli ultimi minuti la situazione si fa incandescente: al minuto 85 un autogol di Bastoni riapre tutto, e poco prima del 90’ Dor Peretz pareggia di testa.
Nel recupero, al 90’, Tonali segna un gol spettacolare, con un cross che si infila all’angolo più lontano. L’Italia torna avanti e chiude così un match nervoso e pieno di emozioni.
Le scelte di Gattuso e il peso delle qualificazioni
Gattuso ha puntato su Retegui e Kean in attacco, schierando Mancini in difesa al posto di Calafiori, mentre a centrocampo Locatelli ha preso il posto di Zaccagni. Queste mosse hanno dato un equilibrio fatto di alti e bassi e di tanta tensione.
La gara si è giocata a Debrecen perché Israele non poteva ospitare in casa a causa delle tensioni in Medio Oriente. Israele era in testa al girone con quasi tutte vittorie, mentre l’Italia inseguiva al terzo posto, a tre punti di distanza ma con una partita da recuperare. Era una partita decisiva per gli azzurri, che non potevano permettersi errori contro una squadra in forma.
Gattuso aveva messo in guardia i suoi: “Israele è pericolosa nelle ripartenze e va rispettata, ma senza perdere la propria identità di gioco.” Rispetto alla partita con l’Estonia, questa gara ha mostrato più tecnica e tattiche diverse da entrambe le parti.
Il tecnico è stato prudente con i cambi e ha chiesto ai giocatori di mantenere intensità e controllo nella metà campo avversaria, pur riconoscendo la capacità degli israeliani di creare pericoli in modo rapido e imprevedibile.
Il peso dell’attentato a Gerusalemme sul clima della partita
La partita è arrivata a pochi giorni da un attentato a Gerusalemme che ha causato sei vittime. Per rispetto, i giocatori israeliani sono scesi in campo con il lutto al braccio, come comunicato dall’Uefa. Questo ha aggiunto un carico emotivo pesante alla sfida, che si è giocata in un’atmosfera tesa e dolorosa.
Scendere in campo in queste condizioni ha reso tutto più difficile, mettendo entrambe le squadre davanti a una realtà che va ben oltre il calcio.
L’Ungheria ha ospitato la partita in campo neutro, scelta necessaria per garantire lo svolgimento della gara vista la situazione politica e di sicurezza nella regione.
Questa sfida di qualificazione resterà nella memoria come un match pieno di tecnica, significato e intensità. Il 5-5 finale racconta una partita equilibrata, combattuta fino all’ultimo, in un contesto difficile da dimenticare.
