Jane Fonda commenta con tristezza la morte di Robert Redford e ricorda una lunga amicizia e collaborazione

di Chiara Moretti

Jane Fonda ricorda con affetto Robert Redford dopo la sua scomparsa. - Ilvaporetto.com

Jane Fonda si è espressa con grande commozione per la scomparsa di Robert Redford, sottolineando l’importanza del loro legame personale e professionale durato decenni. Entrambi protagonisti storici del cinema americano, hanno condiviso sullo schermo un’intesa cresciuta nel tempo che ha segnato alcune tappe fondamentali della loro carriera. L’attrice ha voluto rimarcare il valore umano e artistico di Redford, riconosciuto anche per il suo impegno nella difesa di cause sociali e ambientali.

Un legame che attraversa 65 anni tra amicizia e impegno sociale

Jane Fonda ha definito Robert Redford una presenza preziosa nella sua vita, sia come amico che come compagno di lotte per varie cause sociali, in particolare la tutela dell’ambiente. La loro amicizia è durata 65 anni, un arco di tempo che ha visto crescere un sentimento profondo e una collaborazione spesso scandita da ideali comuni. Fonda ha confessato di essere stata molto scossa dalla notizia della morte di Redford, sottolineando come non riesca a smettere di piangere per la perdita di una persona che aveva un significato enorme per lei, in ogni aspetto.

L’attrice ha poi descritto Robert Redford come una figura rappresentativa di un’America per cui è importante continuare a lottare, richiamando implicitamente valori di onestà, indipendenza e responsabilità civile. Il rapporto umano e politico tra i due è stato una costante sia nelle loro vite private che in ambito pubblico, un elemento che ha profondamente influenzato il loro percorso.

Dalle prime esperienze agli anni di alchimia sullo schermo

Jane Fonda e Robert Redford si sono incontrati per la prima volta sul set del film “In punta di piedi” di Joshua Logan, datato 1960. Entrambi debuttanti nel cinema, con Redford in un ruolo appena accennato e senza accreditamento nei titoli, quella apparizione fu l’inizio di un lungo viaggio artistico condiviso. Nel corso degli anni Sessanta il loro rapporto professionale si è intensificato, soprattutto con il film “La Caccia” di Arthur Penn nel 1966, dove l’alchimia tra i due è già ben visibile.

A questo si sono aggiunti altri film che hanno consolidato la loro collaborazione, come “A Piedi Nudi nel Parco” di Gene Saks del 1967, vero pilastro della commedia romantica hollywoodiana, e “Il Cavaliere Elettrico” diretto da Sydney Pollack nel 1979, una pellicola che mescola elementi di dramma, commedia romantica e western. L’intesa si è quindi confermata non solo nel rapporto personale ma anche nella scelta di progetti che hanno saputo valorizzare questa connessione.

Un rapporto consolidato fino al riconoscimento alla Mostra Di Venezia

L’ultimo progetto che ha visto Jane Fonda e Robert Redford protagonisti è “Le Nostre Anime di Notte” di Ritesh Batra, film presentato fuori concorso alla Mostra del Cinema di Venezia nel 2017, anno in cui entrambi hanno ricevuto il Leone d’oro alla carriera. Quel momento ha rappresentato un riconoscimento pubblico della loro lunga esperienza nel cinema e dell’intesa che li ha accompagnati per decenni.

Durante la cerimonia in sala, Fonda si è commossa per la standing ovation e ha definito un grandissimo onore ricevere quel premio insieme a Redford, che ha sempre ammirato come attore e regista. Redford, da parte sua, ha espresso gratitudine per il riconoscimento e ha ricordato con piacere i legami con l’Italia, paese che ha spesso frequentato anche professionalmente. Il rapporto fra i due è emerso ancora una volta in conferenza stampa durante l’evento, tra battute affettuose e ricordi di una sintonia che dura da quasi cinquant’anni.

Un’intimità confermata da cinema, parole e momenti condivisi

Jane Fonda ha parlato anche della loro particolare intesa durante le riprese più recenti, sottolineando come Robert Redford resti una presenza viva e autentica, capace di trasmettere emozioni anche nei dettagli più piccoli. Ha scherzato sul fatto che Redford baci ancora bene come quando avevano vent’anni, ricordando fantasie e sentimenti giovanili che hanno segnato la loro relazione sul set.

Anche Redford ha confermato questo legame unico, parlando della naturalezza del loro affiatamento e della comunicazione che non ha avuto bisogno di molte parole per crescere e restare solida nel tempo. Jane Fonda ha voluto evidenziare la creatività di Redford anche dietro le quinte, con un particolare riferimento al suo lavoro al Sundance Institute, che ha avuto un forte impatto sul cinema americano contemporaneo. Ha ribadito il suo affetto profondo per lui come regista e produttore e per l’esperienza condivisa nel ritrovare l’entusiasmo di una sorta di nuova “passione” sul set.

Riflessioni sulla coppia artistica e sul loro percorso a distanza di anni

Negli ultimi anni, Jane Fonda è tornata pubblicamente a parlare del rapporto con Robert Redford durante occasioni pubbliche come una masterclass a Cannes. Ha ricordato di aver recitato in quattro film con lui e di essersi sempre divertita molto, ammettendo anche che in tre di questi era innamorata sullo schermo, un segno della chimica che ha caratterizzato le loro interpretazioni. Il loro percorso artistico ha attraversato momenti storici e trasformazioni del cinema, rimanendo fedele a un modo di raccontare storie e personaggi con sincerità e autenticità.

La scomparsa di Robert Redford oggi richiama alla memoria un rapporto che ha lasciato tracce chiare nel cinema e nella società, confermando quanto la loro amicizia e collaborazione abbiano influenzato generazioni di spettatori e colleghi. Jane Fonda ne ricorda il valore umano e artistico con parole cariche di affetto e rispetto.