Jazz italiano per le terre del sisma: migliaia di spettatori per l’undicesima edizione

di Roberta Ludovico

Jazz italiano in concerto per le terre colpite dal sisma, grande partecipazione all’undicesima edizione. - Ilvaporetto.com

La rassegna itinerante “Jazz italiano per le terre del sisma” ha festeggiato l’undicesima edizione portando in scena migliaia di spettatori e più di 300 musicisti da tutta Italia. L’evento, nato per sostenere le zone colpite dai terremoti del 2009 e 2016, si è snodato tra Marche, Umbria, Lazio, con un finale intenso all’Aquila. Concerti, laboratori e incontri hanno animato la città, trasformandola in un teatro di musica e memoria.

La musica attraversa le regioni colpite dal sisma

La rassegna è partita con il “Cammino solidale”, una serie di appuntamenti nelle Marche, in Umbria e nel Lazio, territori profondamente segnati dai terremoti. Qui il jazz ha fatto da collante, portando un messaggio di vicinanza e rinascita. Tante realtà locali e nazionali – bande, cori, gruppi strumentali – si sono esibite in spazi pubblici spesso carichi di significato per le comunità.

La formula itinerante ha permesso di toccare più luoghi, coinvolgendo un pubblico ampio e variegato. L’idea era chiara: non limitare tutto a una sola città, ma portare la musica e la speranza in territori ancora segnati da ferite profonde.

All’Aquila il gran finale tra concerti e laboratori

Dopo il lungo viaggio musicale, il weekend conclusivo si è svolto all’Aquila, con due giornate dense di eventi. Il centro storico si è animato con concerti di cantanti, orchestre e cori, trasformandosi in una vera festa collettiva dedicata al jazz. Oltre ai concerti, sono stati organizzati workshop e laboratori per giovani musicisti e appassionati, con l’obiettivo di stimolare la crescita artistica.

Questa edizione ha segnato una novità: per la prima volta i concerti principali sono stati a pagamento, ma con biglietti a prezzi contenuti per favorire la partecipazione. Il risultato ha superato le aspettative, confermando un pubblico attento e coinvolto. L’evento è stata anche un’occasione per riscoprire gli spazi urbani e sostenere il tessuto culturale dell’Aquila, ancora impegnato nella ricostruzione post-sisma.

Il Parco Della Memoria, cuore della commemorazione tra Abruzzo e Friuli

Uno dei momenti più toccanti si è svolto al Parco della Memoria, con una produzione originale che ha unito musicisti dall’Abruzzo e dal Friuli, due regioni segnate da terremoti a distanza di decenni . La performance ha mescolato coro, ensemble strumentale e direzione artistica coordinata, dando vita a un momento unico di memoria collettiva.

Non si è trattato solo di un omaggio, ma di una narrazione che ha raccontato il dolore e la forza di due comunità distanti, ma legate dal ricordo delle vittime. Il coinvolgimento degli artisti locali ha dato voce alle popolazioni colpite, trasformando il Parco della Memoria in un luogo simbolo di riflessione e unione attraverso la musica.

Biglietti a pagamento, la risposta del pubblico

Introdurre i biglietti a pagamento per i concerti principali è stata una novità importante, visto che finora l’ingresso era sempre stato gratuito. I prezzi contenuti hanno reso l’evento accessibile, ma hanno anche valorizzato l’esperienza. Tra i concerti più seguiti, quello della Grande Orchestra Avion Travel & Medit Orchestra, diretta da Angelo Valori, che ha attirato oltre mille spettatori paganti.

Questa risposta positiva ha convinto gli organizzatori a proseguire su questa strada, trovando un equilibrio tra sostenibilità economica e partecipazione popolare. La vendita dei biglietti ha permesso di arricchire il programma artistico e migliorare l’organizzazione. Il pubblico ha dimostrato di apprezzare la qualità delle esibizioni e di voler sostenere attivamente la manifestazione.

L’Aquila e il futuro: cultura e nuove sfide

Corrado Beldì, presidente dell’associazione Jazz all’Aquila, ha espresso soddisfazione per la crescita dell’evento, sia in termini di pubblico sia di qualità artistica. Ha sottolineato il ruolo fondamentale delle realtà culturali locali, sempre più coinvolte nel progetto. Questa rete di collaborazioni ha arricchito l’offerta culturale e valorizzato diversi spazi della città.

L’edizione 2025, intitolata “L’Aquila imprevista”, invita a scoprire una città capace di trasformarsi, sorprendere e mescolare tradizione e innovazione. Questo tema apre nuove prospettive in vista del titolo di Capitale Italiana della Cultura 2026, che porterà ulteriori occasioni di visibilità e sviluppo. La manifestazione jazz si conferma così un evento di rilievo, capace di raccontare il territorio attraverso la musica e rafforzare un’identità condivisa.