Juventus e Psg, tensioni per Kolo Muani: Al-khelaïfi punta il dito contro Comolli dopo l’addio dell’attaccante

di Ivan Rossi

Tensioni tra Juventus e PSG per Kolo Muani, Al-Khelaïfi accusa Comolli. - Ilvaporetto.com

La lunga trattativa tra Juventus e Paris Saint Germain per Kolo Muani si è chiusa con un colpo di scena. Dopo settimane di negoziati e promesse, l’attaccante francese ha scelto di lasciare la Juve per andare al Tottenham. Una decisione che ha acceso la tensione tra i due club, con il patron del Psg, Nasser Al-Khelaïfi, che non ha nascosto il suo malumore nei confronti del direttore generale juventino, Damien Comolli.

Come è nata la trattativa tra Juventus e Psg per Kolo Muani

Per tutta l’estate 2025, il futuro di Kolo Muani è stato uno dei temi caldi per Juventus e Psg. Escluso dai piani del club parigino, il francese sembrava pronto a tornare in Serie A con la maglia bianconera. Il Psg ha concesso un mese in più di prestito, tenendo Muani a disposizione fino al Mondiale per Club, poi si è aperta la trattativa per il suo ritorno a Torino.

Le discussioni tra i due club sono state fitte, tra dettagli economici e modalità di pagamento. La Juventus ha cercato di chiudere in fretta per mettere a disposizione dell’allenatore Tudor un rinforzo importante. Ma alla fine, non si è mai trovato un accordo. Muani, dal canto suo, ha aspettato, dimostrando la sua voglia di tornare in Italia, arrivando anche a rifiutare offerte dalla Premier League e dalla Turchia nonostante l’incertezza. Un segnale chiaro della sua fiducia nel buon esito della trattativa con la Juve.

Il nodo Vlahovic e i conti che non tornano per la Juventus

Il vero problema per la Juve era Dusan Vlahovic, il suo centravanti serbo. Con un ingaggio da 12 milioni netti e un peso importante a bilancio, la società aveva pensato di liberarsene per finanziare l’acquisto di Muani. Ma la permanenza di Vlahovic ha complicato tutto.

Anche se la proprietà, con John Elkann in testa, era pronta a un’operazione per Muani anche con Vlahovic in squadra, i numeri non tornavano. Comolli aveva proposto un prestito oneroso con diritto di riscatto, per un totale che poteva arrivare intorno ai 50-55 milioni, tra affitto e clausola legata a obiettivi sportivi.

Il Psg però ha chiesto un obbligo di riscatto, non più un’opzione, e negli ultimi giorni di mercato ha alzato la cifra a 70 milioni. Una richiesta troppo alta per la Juventus, che ha dovuto rinunciare.

Lo scontro finale e la telefonata infuocata di Al-Khelaïfi a Comolli

Negli ultimi giorni di agosto, Juventus e Psg hanno provato a trovare un accordo per un prestito “secco”, come già successo in passato, per non appesantire troppo i conti bianconeri. Fino all’ultimo, la Juve ha tentato un assalto finale il 31 agosto.

Ma l’apertura del Psg è arrivata troppo tardi, in piena notte, quando per la Juventus era ormai impossibile riaprire le trattative. Quello è stato il punto di rottura definitivo.

Secondo “Sport Zone” e alcune testate francesi, Al-Khelaïfi ha chiamato personalmente Comolli, con toni duri e parole senza mezzi termini: “Ci avete preso in giro per settimane. È finita, non vincerete questa battaglia con me. Ricorderò i metodi che avete usato.”

Quella telefonata ha segnato un’escalation nei rapporti tra i due dirigenti e ha portato nuova tensione tra i club. Oggi L’Équipe sottolinea che Comolli si trova davanti a un rivale in più nel calcio europeo, proprio Al-Khelaïfi, deciso a non cedere sull’affare Muani.

La vicenda di Kolo Muani mette in luce le difficoltà nelle trattative tra top club, dove i soldi e le condizioni spesso pesano più delle esigenze tecniche e dei giocatori. La firma con il Tottenham chiude uno dei capitoli più intricati del calciomercato estivo 2025.