Kiran Desai torna con un romanzo lungo venti anni e ambientato tra Stati Uniti, India ed Europa

di Roberta Ludovico

Kiran Desai torna con un romanzo ambientato tra India, Stati Uniti ed Europa. - Ilvaporetto.com

Kiran Desai, autrice premio Booker per “Eredi della sconfitta“, fa ritorno in libreria dopo due decenni con un nuovo romanzo destinato a far parlare di sé. “The Loneliness of Sonia and Sonny” esplora temi legati all’identità, alla migrazione e alla solitudine, intrecciando storie di personaggi che vivono tra Stati Uniti, India ed Europa. La pubblicazione è prevista a fine settembre in Inghilterra e negli Usa, mentre in Italia arriverà nella prima metà del 2026 grazie alla traduzione di Giuseppina Oneto per Adelphi.

Un’opera ventennale tra ambizioni letterarie e attenzione alle radici

Il romanzo è il terzo scritto dalla 54enne Kiran Desai, che ha impiegato venti anni per completarlo. Dopo il successo di “Eredi della sconfitta“, vincitore del Booker Prize, e il debutto con “Hullabaloo in the Guava Orchard” del 1998, l’autrice ha scelto un percorso lungo e riflessivo. “The Loneliness of Sonia and Sonny” si estende per quasi 700 pagine raccontando una saga complessa e articolata, che sintetizza esperienze di migrazione, memoria familiare e ricerca di sé.

La storia segue Sonia Shah, studentessa di scrittura creativa in un college nel Vermont, e Sunny Bhatia, giornalista di turno di notte all’Associated Press a New York. Le loro vite si intrecciano tra forza e resistenza, complicazioni familiari che spingono per il matrimonio e le montagne russe emotive tipiche delle persone che vivono divise tra culture diverse. Il ritorno in India, luogo natale di entrambi, segna il punto di svolta dove si incrociano in un treno, in una scena ispirata al libro “Il Patto dell’Acqua” di Abraham Verghese, ambientato anch’esso nell’India del XX secolo.

La voce dell’autrice e le influenze esterne nel processo creativo

Salman Rushdie, amico di famiglia e figura autorevole nella letteratura contemporanea, ha lodato l’opera sottolineando come Kiran Desai abbia finalmente trovato una “voce” ben definita dopo un’attesa lunga vent’anni. Queste parole arrivano da chi conosce bene la scrittrice e ne segue la crescita sin dall’infanzia, testimoniando un percorso luminoso ma impegnativo.

Dietro la scrittura di questo romanzo c’è anche una forte presenza familiare. La madre di Kiran, Anita Desai, celebre scrittrice, ha dato un supporto decisivo. La collaborazione familiare ha permesso di affrontare un lavoro di tale portata con maggiore serenità e consapevolezza. Parallelamente, un ruolo curioso e importante è stato svolto dall’artista italiano Francesco Clemente, la cui opera ha ispirato alcuni elementi chiave della trama.

La figura inquietante dell’amuleto e la filosofia orientale nel romanzo

Francesco Clemente ha inviato a Kiran Desai un piccolo dipinto dal forte impatto simbolico come ringraziamento per una prefazione scritta dalla scrittrice. Questo quadro raffigura una divinità con braccia aperte e un volto inespressivo, quasi spaventoso. L’immagine ha assunto una valenza particolare nel corso della stesura, trasformandosi in un amuleto portato da Sonia come talismano capace di infondere energia creativa.

Kiran ha raccontato al New York Times che la figura senza volto ha dato “una struttura segreta” al romanzo, ricorrendo nel testo con frequenza e assumendo quasi le caratteristiche di un personaggio autonomo. Attraverso l’amuleto si aprono riflessioni sulla filosofia induista e buddhista, che vedono nell’idea di un una sorta di illusione. Questo spunto contribuisce a delineare i pensieri e la psicologia dei protagonisti, intrecciando narrazione e meditazione sul senso dell’identità.

L’attesa, la candidatura al premio booker e visibilità internazionale

The Loneliness of Sonia and Sonny” sarà disponibile dal 23 settembre negli Stati Uniti e nel Regno Unito. Il romanzo figura già nella longlist del Booker Prize 2025, tra i tredici libri selezionati da una giuria prestigiosa che comprende, fra gli altri, Roddy Doyle e Sarah Jessica Parker. La scelta di proporre una trama così globale parla anche delle questioni contemporanee legate alla migrazione e all’identità culturale.

In Italia, il nuovo lavoro di Kiran Desai sarà pubblicato da Adelphi nel 2026, tradotto da Giuseppina Oneto, offrendo così ai lettori italiani la possibilità di entrare in contatto con una narrazione che attraversa continenti e generazioni. Il romanzo promette di portare in primo piano storie di vite segnate dal legame coi luoghi natali e dallo scontro con la solitudine imposta dall’esilio, mantenendo un respiro lungo e dettagliato, tipico delle saghe familiari oggi molto apprezzate.