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La Basilica di S. Restituta e il battistero di S. Giovanni in Fonte

Inglobate nel Duomo di Napoli sono custoditi due gioielli di rara bellezza e semisconosciute: la Basilica di Santa Restituta e il battistero di San Giovanni in Fonte

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Inglobata nel ventre del Duomo di Napoli è custodita la straordinaria Basilica di S. Restituta, una delle più importanti testimonianze dell’arte paleocristiana napoletane. L’antica cattedrale fu edificata nel IV secolo d.C. con un grandioso impianto a cinque navate, poi ridotte con l’edificazione dell’attuale Duomo avvenuta nell’VIII secolo, e un’abside a colonne rietrate ricoperta di straordinari mosaici. Resti della basilica medievale sono anche gli affreschi frammentari col Cristo in mandorla nell’abiside e i notevoli plutei marmorei duecenteschi con storie di Giuseppe, di Sansone, di S. Gennaro ed altri santi nella cappella di Santa Maria del Principio.

Quest’ultima cappella, in fondo alla navata sinistra, ed il suo mosaico della Madonna del Principio – opera dell’artista della Scuola dei Cavallini, Lello da Orviet (1322 circa) – già introduce al capitolo angioino della storia della basilica. Al tempo di Carlo II di’Angiò (1285-1309), infatti, la costruzione della nuova grande cattedrale privò Santa Restituta delle prime campate della nave e della facciata, riducendola ad una grande cappella laterale. La chiesa fu tutta rimaneggiata all’interno, con archi gotici impostati sulle colonne paleocristiane e con le due navate estreme, a destra e a sinistra, chiuse da muri e trasformate in cappelle. Il Crocifisso ligneo trecentesco nella navata destra e i numerosi sepolcri marmorei trecenteschi e quattrocenteschi sono testimonianza di questo periodo.

Nel Settecento la chiesa subì una nuova trasformazione della sua veste decorativa. Sotto la direzione di Arcangelo Guglielmelli furono eseguiti nuovi stucchi in stile barocco, un organo con fondale a propspettive sulla controfacciata ed un nuovo soffitto in carta dipinta, al centro del quale troviamo la Gloria di Santa Restituta attribuita a Luca Giordano, mentre sulle pareti della nave e dell’abside venivano collocate tele con Santi attribuite a Francesco De Mura e Santolo Cirillo (1734).

Il Battistero di San Giovanni in Fonte, annesso alla Basilica di Santa Restituta, è considerato il più antico dellOccidente, ed anteriore, di almeno una generazione, a quello di S. Giovanni in Laterano. Fondato presumibilmente dal vescovo Severo verso la fine del IV secolo, questo edificio battesimale a pianta quadrata si smussa sul soffitto per costituire un tamburo ottagonale coperto da una cupola. La singolare struttura mostra elementi orientali nella sua architettura e conserva anche parte dei coevi mosaici, tra i più preziosi che si conoscano e di tale fattura che né Roma né Ravenna possono vantarne di uguali.

Santa Restituta

Sotto la cupola, all’interno di San Giovanni in Fonte, troviamo una vasca occorrente al rito del battesimo che veniva celebrato versando dell’acqua sul capo del catecumano adulto, immerso fino alle ginocchia. Questi, levando lo sguardo al soffitto, poteva scorgere le straordinarie scene musive che l’introducevano in un mondo mistico e sacro. Il monumento, recentemente restituito alla città dopo importanti restuari durati diversi anni, è un gioiello semi sconosciuto che merita di essere visitato almeno una volta nella vita.

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