La Bibbia Istoriata Padovana riunisce dopo mezzo millennio le due parti sparse tra Rovigo e Londra in mostra unica
Tra ottobre 2025 e aprile 2026, Padova ospiterà un evento raro. Dopo oltre 500 anni, le due parti della Bibbia Istoriata Padovana, un prezioso esempio di miniatura italiana del Trecento, saranno esposte insieme. Conservate separatamente all’Accademia dei Concordi di Rovigo e alla British Library di Londra, queste sezioni si ritroveranno nella mostra ‘La Bibbia Istoriata Padovana: la città, gli affreschi’. L’esposizione offre nuove prospettive per chi ama l’arte medievale, la storia e la cultura locale.
Il tesoro nascosto della Bibbia Sussex alla British Library di Londra
La porzione conservata a Londra è nota come Bibbia Sussex. Comprende quattro libri del Pentateuco e il libro di Giosuè, per un totale di 86 fogli in ottimo stato. Questi manoscritti sono custoditi con grande attenzione in una piccola sala della British Library, dove è vietato sfogliare le pagine per la loro fragilità. Una selezione di due pagine è stata mostrata in anteprima per la mostra italiana. In queste pagine si trovano otto miniature vivaci che illustrano scene dal libro dell’Esodo, realizzate con colori a tempera e lamina d’oro.
Il testo accanto è in italiano volgare con chiari tratti veneti, a conferma dell’origine padovana del manoscritto. Considerando anche la parte di Rovigo, che contiene la Genesi e la storia di Ruth, le miniature superano le 870, offrendo una narrazione visiva ricca e dettagliata.
La Padova medievale vive nelle miniature della Bibbia Istoriata
La Bibbia Istoriata è un patrimonio artistico e storico perché racconta la vita quotidiana della Padova di fine Trecento. I personaggi rappresentati non sono solo figure bibliche, ma includono elementi della realtà urbana e rurale dell’epoca. Vi si vedono scene di banche, matrimoni e attività agricole, che delineano un quadro sociale preciso, quasi come una fotografia.
Federica Toniolo, storica dell’arte medievale e coordinatrice della mostra, evidenzia come questo manoscritto offra uno spaccato concreto della città. La Bibbia mostra l’organizzazione sociale, i riti e le tradizioni di quel periodo, rivelando una Padova vivace e di grandi dimensioni nella seconda metà del Trecento.
L’intesa tra enti per un prestito storico e il mistero sulla provenienza del libro
L’esposizione nasce dalla collaborazione tra diverse realtà: la Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo ha sostenuto il progetto insieme alla British Library, all’Accademia dei Concordi e alla Diocesi di Padova. Gilberto Muraro, presidente della fondazione, ha definito questa collaborazione “un esempio di lavoro condiviso, fondamentale per il ricongiungimento.”
Il manoscritto rodigino proviene dalla donazione del 1835 del cardinale Girolamo Silvestri all’Accademia dei Concordi, mentre la parte londinese fu acquisita nel 1907 dalla British Library, dopo essere stata proprietà del Duca di Sussex dal 1844. La divisione del libro risale probabilmente al Cinquecento, quando era nelle mani di un mercante veneziano. Si ipotizza che sia stato smembrato e venduto a pezzi per ragioni economiche.
Un ulteriore enigma riguarda la rimozione dei nomi dei precedenti proprietari da parte del cardinale Silvestri, che complica la ricostruzione della storia completa del manoscritto. Questi aspetti contribuiscono al fascino e al mistero che circondano la Bibbia Istoriata.
La Bibbia Istoriata come opera d’arte e riflesso del mecenatismo carrarese
La Bibbia non è un testo sacro tradizionale, ma un’opera d’arte concepita come simbolo di prestigio. Riprende il modello francese delle bibbie illustrate sviluppato dal XII secolo, in cui poche righe di testo accompagnano scene visive che narrano la storia biblica su pergamena pregiata. Questa Bibbia fu commissionata dai Carraresi, signori di Padova, per testimoniare la loro ricchezza e fama.
Le miniature mostrano un progetto attento che unisce immagini e parole, probabilmente realizzato da almeno tre artisti. Tra loro emerge una mano più raffinata, attribuita al capobottega, con figure più realistiche e proporzionate. Gli altri miniatori appaiono più semplici, ma tutti contribuiscono a un manufatto complesso e ricco di dettagli.
L’opera dimostra come nel Medioevo fossero coinvolti diversi specialisti, dall’artigianato alla calligrafia, per creare codici miniati di grande valore estetico. Questi libri non erano solo veicolo di fede, ma anche testimonianza della cultura e del potere nella città.
La mostra padovana collega la Bibbia Istoriata agli affreschi di Giotto e Menabuoi
La mostra al Museo Diocesano di Padova vuole inserire la Bibbia Istoriata nel contesto più ampio della ricchezza culturale cittadina del Trecento. Padova, che allora superava Parigi per numero di abitanti, viene raccontata attraverso questo manoscritto e i suoi riferimenti diretti.
Le immagini del libro si intrecciano con l’arte degli affreschi di Giotto nella Cappella degli Scrovegni e con i cicli di Giusto de’ Menabuoi nel Battistero. Tutto ciò ha contribuito a far riconoscere a Padova il titolo di “Città Dipinta” da parte dell’UNESCO, sottolineando il ruolo della città come centro artistico e religioso.
Don Lorenzo Celli, vicario del vescovo, ricorda come “fede e cultura si fondano in questo capolavoro.” La mostra offre la possibilità di sfogliare riproduzioni delle pagine e di scoprire altri materiali multimediali. Così la Bibbia Istoriata continua a raccontare, con la sua arte, la storia e l’identità di una città straordinaria.
