La cucina italiana vale 251 miliardi di euro nel 2024 con un mercato in ripresa e catene in crescita

di Andrea Presto

Il valore della cucina italiana supera i 250 miliardi con un mercato in crescita. - Ilvaporetto.com

La cucina italiana mantiene un ruolo di rilievo a livello globale. Nel 2024 ha raggiunto un valore complessivo di 251 miliardi di euro, confermandosi tra i segmenti più importanti nel settore della ristorazione mondiale. Questo risultato deriva da una crescita significativa, sostenuta soprattutto dai mercati esteri come Stati Uniti e Cina, dove la domanda di piatti italiani resta elevata. In Italia, la ristorazione ha recuperato i livelli pre-pandemici, con un aumento concentrato soprattutto nella ristorazione veloce e nelle catene.

Valore globale della cucina italiana: focus su Usa e Cina

Il report Deloitte Foodservice Market Monitor 2025 indica che la cucina italiana rappresenta il 19% del mercato globale dei ristoranti con servizio al tavolo, i cosiddetti full service restaurant. Nel 2024 il valore complessivo di questo segmento ha raggiunto i 251 miliardi di euro, con un incremento del 4,5% rispetto all’anno precedente. La diffusione di questa gastronomia è particolarmente marcata negli Stati Uniti e in Cina, due mercati chiave che insieme coprono oltre il 65% dei consumi globali legati alla cucina italiana. Questi dati confermano l’interesse e l’apprezzamento per il cibo italiano anche oltre i confini nazionali.

Il ruolo dei ristoranti con servizio al tavolo resta centrale nell’economia dei consumi italiani nel mondo. Negli USA e in Cina, dove la domanda di piatti italiani è cresciuta negli ultimi anni, si registra un’offerta di qualità che sostiene questo trend positivo. Il fenomeno è legato anche alla diffusione di modelli di ristorazione che valorizzano le specialità regionali italiane. Il report evidenzia come il Made in Italy alimentare rappresenti una voce importante nell’industria internazionale della ristorazione.

La posizione dell’Italia nel mercato foodservice globale

A livello globale, l’Italia si conferma tra i mercati più rilevanti del foodservice. Nel 2024 il settore italiano ha raggiunto un valore complessivo di 83 miliardi di euro, con una crescita del 2% rispetto all’anno precedente. Il dato indica un ritorno stabile ai livelli pre-pandemici, dopo il forte impatto subito nel 2020 e 2021. Nel ranking mondiale per valore totale del foodservice, l’Italia si colloca al sesto posto, a dimostrazione della solidità del sistema di ristorazione nazionale.

Per quanto riguarda i ristoranti con servizio al tavolo, gli full service restaurant, il nostro paese occupa il quarto posto mondiale. Nei quick service restaurant, cioè i locali con servizio rapido e ritiro al banco, l’Italia si posiziona al quinto posto. Queste classifiche mostrano come diversi modelli di consumo convivano in un mercato variegato e competitivo, capace di rispondere a esigenze diverse. In particolare, la ristorazione veloce ha evidenziato negli ultimi anni segnali di espansione più marcati rispetto ad altri segmenti.

Il mercato italiano della ristorazione si distingue quindi per la sua rilevanza sia a livello nazionale che internazionale. L’andamento economico del comparto indica una stabilizzazione con prospettive di crescita limitate. Fattori strutturali come la forte concorrenza, un potere d’acquisto stagnante e una lenta evoluzione delle abitudini alimentari stanno riducendo i margini di sviluppo nel breve periodo. Tuttavia, il settore resta solido rispetto ad altri contesti europei.

Crescita delle catene e ruolo della ristorazione veloce

L’analisi del mercato italiano mostra che, pur in un sistema ancora frammentato, le catene di ristoranti hanno registrato una crescita significativa negli ultimi cinque anni. La loro quota è passata dal 7% del 2019 al 10% nel 2024. Questo aumento è guidato soprattutto dal settore quick service restaurant . Il segmento QSR, che comprende locali con servizio rapido e spesso basato su take away o consegna, ha avuto un tasso di crescita annuo composto del 13,3% tra il 2019 e il 2024. Questo dato supera nettamente la crescita globale, che nello stesso periodo si è attestata al 7,6%.

L’aumento del QSR riflette un cambiamento nelle abitudini di consumo, con una domanda crescente di soluzioni rapide e flessibili. Le catene beneficiano di una maggiore capacità di espansione e standardizzazione, attirando un pubblico attento al prezzo e alla velocità del servizio. Nonostante ciò, il mercato italiano resta caratterizzato da una forte presenza di realtà indipendenti, che costituiscono ancora la maggioranza del tessuto ristorativo.

Questa dinamica indica un settore in trasformazione. Le catene cercano di consolidare la loro presenza ma devono confrontarsi con una clientela diversificata e un contesto normativo complesso. In prospettiva, la crescita del segmento QSR potrebbe rallentare, con un mercato complessivamente stabile, influenzato anche da fattori economici e sociali, come la riduzione del potere d’acquisto e un graduale cambiamento delle preferenze alimentari.

Tendenze globali nei consumi e attenzione ambientale

A livello mondiale, il mercato della ristorazione sembra aver raggiunto un equilibrio dopo le difficoltà causate dalla pandemia. Nel 2024 il valore complessivo ha superato i 2.900 miliardi di euro, proseguendo in una crescita contenuta ma costante. Nel biennio 2023-2024 il ritmo di crescita è stato del 4,2%, il doppio rispetto alla media degli anni precedenti la crisi sanitaria. Questo indica un recupero sostenuto, pur influenzato da nuovi fattori economici.

Le preferenze dei consumatori stanno cambiando. Circa il 65% è disposto a pagare di più per prodotti che rispettano criteri di sostenibilità ambientale. Inoltre, oltre il 75% riduce il consumo di carne per motivi legati all’ambiente. Questi cambiamenti influenzano l’offerta dei ristoranti, che si sta adeguando a una clientela più attenta.

Il ristorante assume così un ruolo diverso rispetto al passato, diventando uno spazio di socializzazione, un luogo per incontrare persone e condividere esperienze. Questa evoluzione comporta sfide importanti sia nel servizio sia nella proposta gastronomica, che deve rispondere anche alle esigenze di un pubblico più sensibile ai temi ambientali e alla salute. L’adattamento a queste nuove aspettative sarà un elemento determinante per il futuro del foodservice italiano e internazionale.