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La forma dell’amore – Il Concorso della Caritas di Aversa

La Caritas Diocesana Aversa propone un concorso fotografico in occasione della Seconda Giornata Mondiale dei Poveri che sarà celebrata il prossimo 18 novembre. Occasione per riflettere su un tema drammatico e complesso qual è quello delle povertà diffuse.

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Sarà stato probabilmente un interrogativo saltato fuori tra i corridoi della Caritas di Aversa. Un complesso che sorge nella parte più antica della città all’interno del quale l’istituzione diocesana ha realizzato la mensa dei poveri e la casa di accoglienza “Gratis Accepistis”.

Forse proprio durante le attività quotidiane al servizio degli ultimi è sorta la domanda che prova a dare senso alla fatica della solidarietà: “Ma l’amore, che forma ha?“.

Una proposta di riflessione significativa che è diventata occasione per la realizzazione di un Concorso Fotografico aperto a tutti (scarica il regolamento.
Il gioco di parole, in questi casi, è presto fatto: tra gli obiettivi degli operatori e volontari della Caritas c’è sicuramente la necessità di dare sostegno ed offrire riscatto agli “invisibili” che abitano le nostre città. Gli ultimi, gli emarginati, i “caduti fuori” (drop out,  come vengono definiti a Londra) saranno, per l’obiettivo delle fotocamere di coloro che sceglieranno di prendere parte al concorso, protagonisti assoluti.

Tra le finalità del concorso c’è quella di raccontare, attraverso le immagini, una dimensione della società spesso dimenticata.

I numeri e le statistiche che provano a dare un nome preciso alle povertà dei nostri territori ci mettono innanzi una realtà drammatica: ancora tantissimi sono gli indigenti e troppo poche, invece, le iniziative istituzionali e comunitarie di reale contrasto al fenomeno.

In una società civile a nessuno dovrebbe essere concesso di dormire in stazione o di adagiarsi agli angoli di strade buie e sudicie.  In contesti ricchi e industrializzati, nessun uomo e nessuna donna dovrebbe essere costretto a cercare tra i rifiuti una forma di pasto giornaliero.

Senza differenze di provenienze, religione, lingua e cultura a tutti dovrebbe essere data la possibilità di sentirsi parte di una comunità accogliente e produttiva.
La Caritas, in questo senso, resiste ancora come baluardo di speranza innalzato come segno di contraddizione in territori ancora troppo indifferenti rispetto alle molteplici forme di disagio.

Il concorso è certamente una scusa. Un modo come un altro per aiutare tutti a riflettere su questi temi.
Forse, parafrasando Bob Dylan, poche sono le orecchie capaci di ascoltare il pianto degli uomini. La fotografia e le immagini potrebbero aiutare a considerare tutta la drammaticità della povertà diffusa e, al contempo, a soffermare, anche solo per un attimo, l’attenzione sulla bellezza di quelle forme d’amore che ancora esistono e persistono.

2 Commenti
  1. Stefano dice

    Interessante iniziativa di fotografia sociale. Mi farebbe piacere partecipare, ma come?
    Quanti scatti ? in che formato ed estensione? Inviate a chi e come? non sono stato capace di trovare il relativo regolamento. Qualcuno di buona volontà mi può aiutare.
    Saluti dal Colosseum

    1. Rocco Pezzullo dice

      Ciao Stefano, un vero piacere poterti aiutare. Ti giro il link del post pubblicato da Caritas Aversa.

      https://m.facebook.com/story.php?story_fbid=546094165833739&id=240862743023551

      Qui, invece, il regolamento:
      https://drive.google.com/file/d/1sVfnhAYHaLbSwKR6cqFR8BHOdSkE5SVU/view

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