La Juve di Tudor vince il Derby D’Italia puntando su una difesa solida e gestione della panchina
La Juventus sorprende imponendosi nel derby d’Italia contro l’Inter grazie a una difesa compatta e una strategia che ha saputo contenere l’avversario. Nonostante un risultato con tre gol subiti, la partita ha mostrato come la squadra bianconera abbia limitato le occasioni avversarie grazie a un’organizzazione precisa. Ora l’attenzione si sposta sulla gestione della rosa in vista della Champions League e delle prossime sfide.
Una muraglia difensiva contro l’inter: il piano tattico di Tudor
La Juve ha subito tre reti nel derby, ma il modo in cui sono arrivati racconta di una difesa ben posizionata e reattiva. Due gol sono arrivati da conclusioni da fuori area, grazie al talento di Calhanoglu, e un altro di testa su angolo firmato da Marcus Thuram. Sul totale degli 18 tiri concessi all’Inter, solo quattro sono stati nello specchio della porta, mentre ben sei sono stati intercettati dalla difesa o dal portiere Di Gregorio. Non si sono viste occasioni limpide o attaccanti liberi in area bianconera.
Tudor ha schierato tre difensori centrali titolari — Gatti, Bremer e Kelly — e ha adattato Kalulu sulla fascia destra per tenere sotto controllo Carlos Augusto e, successivamente, Dimarco. A schermare la linea difensiva, un mediano come Locatelli, posizionato in mezzo al campo a schermare anche l’avversario Calhanoglu. A supporto, Khephren Thuram ha svolto un ruolo di mediano, mentre McKennie si è dedicato a frenare Dumfries, importante giocatore offensivo dell’Inter. La presenza di Koopmeiners ha chiuso ulteriormente la zona centrale, limitando le chance degli avversari.
Davanti, Vlahovic ha interpretato il ruolo di centravanti fisico e combattivo, tenendo palla e impegnando direttamente la difesa avversaria, con un compito quasi solitario data la strategia tutta rivolta alla custodia del risultato. Anche Yildiz, in fase difensiva, ha partecipato a tamponare Calhanoglu, sottolineando l’impegno collettivo nella protezione della retroguardia.
La gestione degli attaccanti e le rotazioni in vista della champions
Dopo aver ribaltato più volte il risultato nel corso della partita, Tudor ha indicato la direzione anche con le sostituzioni. Nel finale, con il 2-3 ancora da difendere, ha inserito un tridente offensivo formato da Openda, David e Yildiz. L’ingresso di Adzic, giovane con la voglia di mettersi in mostra, ha aiutato a consolidare il vantaggio portandolo sul 4-3. La manovra offensiva si è allargata negli ultimi dieci minuti, inserendo due attaccanti in più per ribaltare completamente il match.
La presenza di giocatori capaci di cambiare il ritmo e ingaggiare duelli offensivi ha rappresentato un vantaggio nella parte finale. Il regolamento delle cinque sostituzioni, ben sfruttato da Tudor, aumenta la possibilità di gestire gli sforzi e ripartire con forze fresche. L’impegno del tecnico croato ora sarà verificare le scelte in vista delle prossime partite, in particolare in Champions League, dove manca ancora Conceiçao e deve ancora esordire Zhegrova, risorse che potrebbero aggiungere qualità in attacco.
Sfide a venire e nuovo assetto tattico per affrontare le competizioni europee
Il successo nel derby è arrivato a pochi giorni dalla partenza della Champions League, con la Juve chiamata a sfidare il Borussia Dortmund. La sosta per le nazionali ha condizionato i giorni di preparazione, ma la squadra ha mostrato di poter reggere ritmi alti e pressioni importanti. Adesso sarà necessario alternare i giocatori per mantenere freschezza e competitività, senza accontentarsi della sola fase difensiva.
Tudor dovrà pensare a come bilanciare pragmatismo e aggressività, mantenendo solida la difesa e sfruttando meglio le frecce offensive a disposizione. L’allenatore croato si trova di fronte alla sfida di confermare i risultati ottenuti contro squadre di alto livello senza modificare completamente il modulo vincente. La Juve ha dimostrato di poter vincere con il 41% del possesso palla, lasciando all’Inter un numero significativo di cross e angoli , ma pur sempre senza concedere occasioni facili in area.
Il lavoro di Bremer e degli altri difensori centrali ha cementato quelle che si possono definire le basi per una stagione difficile ma promettente. Il derby d’Italia ha confermato come la squadra abbia trovato solidità dietro, cruciale per inseguire gli obiettivi stagionali. Le prossime sfide, internazionali e nazionali, saranno il banco di prova per una Juve costruita attorno a un muro difficile da bucare.
