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La più antica immagine della sirena Parthenope

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Questa scultura proviene dalla fontana di Spina Corona detta delle Zizze che si trova in via Giuseppina Guacci Nobile, nei pressi dell’Università. E’ la più antica raffigurazione della sirena Parthenope e quindi è rappresentata col corpo metà uccello e metà donna mentre con i seni zampillanti spegne le fiamme del Vesuvio.

Il gruppo scultoreo della fontana è attribuito a Giovanni Merliani da Nola e sarebbe stato eseguito intorno al 1540, mentre le figure della sirena e del Vesuvio su cui poggia sono molto più antiche e risalirebbero al XII secolo. In sito attualmente c’è una copia mentre la scultura originale è conservata nei sotterranei gotici del Museo della Certosa di San Martino.

Secondo la leggenda locale il corpo della sirena Parthenope, sconfitta dall’acheo Ulisse, fu trascinato dalle onde su un istmo di roccia gialla, una propaggine che si allungava nel mare del golfo e che gli antichi greci chiamavano MegarideSu quella roccia, dove più tardi nascerà la villa di Lucullo e il Castel dell’Ovo, gli antichi abitanti del luogo trovarono il corpo senza vita di Parthenope, – con gli occhi chiusi nel bianco del viso e i lunghi capelli che ondeggiavano nell’acqua– e innalzarono un magnifico sepolcro in suo onore, una tomba narrata in ogni epoca e che qualcuno colloca sotto la basilica di Santa Lucia, che un tempo sorgeva sulla riva della spiaggia, e qualche altro tra le mura dell’antica Neapolis.

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