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La protesta della camorra: chiuso il cantiere Unesco Centro Storico

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E così, mentre l’opinione pubblica è concentrata nel dar voce alla sterile propaganda di Salvini, intenzionato – pensate un po’ – a spazzare via i Cannabis Shop da questo paese, e mentre De Magistris continua colpevolmente ad evitare la piazza e a narrare, piuttosto, gli effimeri primati della città, la camorra, con un’azione clamorosa e ai limiti dell’umana concezione, è capace di paralizzare un cantiere Unesco e di costringere la ditta appaltatrice ad abbandonare il lavoro già cominciato.

“Andate via, chiudete il cantiere e venite a parlare alla Maddalena. Se non venite vi spariamo uno a uno”. Un messaggio chiaro e diretto che non lascia spazio alle interpretazioni. E chi sa cosa avranno pensato, i poveri operai molisani, al cospetto di una così grave minaccia, avvenuta peraltro alla luce sole. La verità è che la camorra detta legge e impone le regole in quella grigia porzione di città, e poco importa se a pochi passi, a ridosso del Castel Capuano, insiste la questura della Polizia di Stato. A Napoli, se vuoi aprire un cantiere, devi prima parlare con loro. La camorra non fa troppe distinzione: taglieggiano indifferentemente le piccole attività così come i grandi cantieri finanziati dall’Europa. E se non vi stanno bene certe regole, pazienza, loro vi sparano, vi sparano uno ad uno. Qui comandano loro, lo Stato, per adesso, è troppo occupato a chiudere i Cannabis Shop.

Intanto, nel primo pomeriggio, il sindaco di Napoli ha ricevuto a palazzo San Giacomo i vertici della ditta molisana che stava lavorando al cantiere di Porta Capuana. Da fonti del Comune di Napoli si apprende che a seguito dell’incontro e delle rassicurazioni ricevute la ditta ha dato la sua disponibilità a riaprire il cantiere già nella giornata di lunedì. Staremo a vedere.

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