La raccolta dei capperi a Pantelleria minacciata dalla carenza di manodopera negli ultimi anni

di Roberta Ludovico

Raccolta dei capperi a Pantelleria in difficoltà per mancanza di lavoratori. - Ilvaporetto.com

La produzione dei capperi sull’isola di Pantelleria, nota per la qualità del prodotto certificato Igp, sta attraversando una fase critica a causa della scarsità di lavoratori stagionali per la raccolta. L’attività, concentrata tra giugno e agosto, fatica a coinvolgere le nuove generazioni, mentre le aziende agricole devono affrontare un calo nelle quantità raccolte e la difficoltà di mantenere una tradizione consolidata.

La fatica della raccolta e il disinteresse delle nuove generazioni

La raccolta dei capperi è un lavoro impegnativo che si svolge nei mesi estivi, quando la disponibilità di manodopera locale è limitata. Nonostante una retribuzione di 13,50 euro per ogni chilogrammo raccolto, le aziende faticano a trovare lavoratori disposti a svolgere questa attività. Il motivo principale è il disinteresse dei giovani, dovuto sia alla durezza fisica del lavoro sia a una remunerazione ritenuta insufficiente rispetto alla fatica richiesta.

Per anni la raccolta ha rappresentato un momento fondamentale per l’economia locale, ma oggi la sua continuità è a rischio. Il lavoro manuale necessario per raccogliere i boccioli di cappero richiede esperienza e resistenza fisica sotto il sole estivo. Aziende e cooperative manifestano preoccupazione perché, senza manodopera adeguata, i capperi rischiano di restare sulla pianta, compromettendo produzione e qualità.

Il calo della produzione certificata Igp e le conseguenze per il territorio

La cooperativa dei capperi di Pantelleria ha registrato una riduzione significativa delle quantità conferite negli ultimi anni. Nel 2022 la raccolta ha raggiunto 61,73 tonnellate di prodotto certificato Igp; nel 2023 è scesa a 40,812 tonnellate, con una lieve ripresa nella stagione successiva a 47,550 tonnellate. Questi dati indicano un andamento preoccupante per una produzione che da decenni sostiene l’economia e l’identità culturale dell’isola.

La carenza di raccoglitori incide direttamente sulla capacità delle cooperative di mantenere livelli produttivi stabili e garantire la qualità del cappero. Questo prodotto, simbolo dell’isola, rischia di scomparire se la mancanza di manodopera dovesse proseguire. Per molte famiglie pantesche, che dedicano tempo e risorse a questa coltura tradizionale, il calo della raccolta rappresenta una perdita significativa.

Il ruolo della manodopera straniera negli anni ’90 e possibili soluzioni per il futuro

Negli anni Novanta la raccolta dei capperi ha beneficiato dell’impiego di operai stranieri residenti sull’isola, in particolare lavoratori romeni. Questi, dopo aver acquisito competenze come la costruzione dei muretti a secco, hanno contribuito alla raccolta dei boccioli, garantendo un apporto di manodopera spesso difficile da trovare tra la popolazione locale.

Oggi la riduzione della disponibilità di questi lavoratori rappresenta un problema importante. Senza un ricambio o un’integrazione efficace di personale, le aziende rischiano di perdere una parte rilevante della forza lavoro necessaria. La situazione invita a riflettere su strategie pratiche per sostenere la raccolta, favorendo l’arrivo di lavoratori stagionali o adottando soluzioni alternative per far fronte alla carenza di manodopera.

Un cambiamento nelle modalità di raccolta e un miglior riconoscimento economico del lavoro restano elementi fondamentali. Se non si interviene, la tradizione secolare legata alla produzione dei capperi di Pantelleria potrebbe subire un forte ridimensionamento, con conseguenze dirette su un prodotto simbolo e su una parte importante dell’economia e della cultura locale.