La retrospettiva su Italia Almirante Manzini e la rassegna “Sei Gradi di Chaplin” alle Giornate Del Cinema Muto di Pordenone

di Chiara Moretti

Retrospettiva su Italia Almirante Manzini e omaggio a Chaplin alle Giornate del Cinema M - Ilvaporetto.com

Nel 2025, le Giornate del cinema muto di Pordenone dedicano uno spazio importante a Italia Almirante Manzini, attrice che ha segnato il teatro e il cinema muto con un modo di recitare originale. La rassegna biennale a lei riservata si apre con cinque film restaurati che raccontano un capitolo significativo del cinema italiano. Parallelamente, la manifestazione presenta “Sei gradi di Chaplin”, un programma che raccoglie materiali legati a Charlie Chaplin e agli artisti connessi alla sua figura.

Italia Almirante Manzini, un’attrice dal linguaggio recitativo innovativo nel cinema muto

Italia Almirante Manzini non è tra le dive più note al grande pubblico, ma si distingue per uno stile di recitazione che si allontana dall’enfasi tipica del cinema muto dell’epoca. La sua interpretazione si caratterizza per una modernità che anticipa un linguaggio cinematografico meno teatrale. Figlia d’arte, raggiunse un successo rilevante con il kolossal “Cabiria” del 1913, un film che rappresentò un evento straordinario per il tempo. Dopo questa esperienza, fu ricercata da molte produzioni importanti, ma mantenne un forte legame con il teatro, sua prima passione. Sul palcoscenico recitò accanto a Ruggero Ruggeri ed Eleonora Duse, protagonisti del teatro italiano.

Al cinema lavorò con registi di rilievo, tra cui il cugino Mario Almirante. I suoi film con lui, come “Zingari”, “L’ombra” e “La piccola parrocchia”, sono inclusi nella selezione restaurata dal Museo nazionale del cinema di Torino in collaborazione con Cinematek / Cinémathèque Royale de Belgique e la Cineteca del Friuli. Questi titoli mostrano un’interpretazione che si distacca dalle consuete modalità recitative del tempo, con un tono più naturale e meno teatrale. L’omaggio comprende anche “Notte di tempesta” e “L’innamorata”. Di “Femmina”, uno dei film più noti della sua carriera diretto da Augusto Genina, è stato recuperato solo un frammento.

Sei gradi di Chaplin, un’ampia esplorazione dell’eredità di Chaplin

Tra gli appuntamenti principali del Muto 2025, la rassegna “Sei gradi di Chaplin” offre un’ampia panoramica sulle molteplici forme in cui l’opera e la figura di Charles Chaplin hanno influenzato il cinema e la cultura visiva del Novecento. Vengono proposti film che ritraggono attori che hanno ispirato Chaplin e altri che a loro volta sono stati influenzati da lui. Sono inclusi anche filmati di imitatori, cartoni animati ispirati al suo stile e cinegiornali che raccontano la sua vita pubblica.

La rassegna presenta materiali meno noti, come home movies che mostrano aspetti più privati dell’artista. Un’attenzione particolare è riservata al pioniere dell’animazione Max Fleischer, con una selezione di cortometraggi con Koko il Clown curata da Jane Fleischer Reid, nipote del regista e ospite d’onore delle Giornate. Questi film testimoniano la sperimentazione e la creatività che hanno segnato l’animazione dell’epoca e il suo rapporto con il cinema muto.

Altri appuntamenti del festival: commedie ucraine, film di viaggio e avanguardia belga

Oltre agli omaggi a Italia Almirante Manzini e a Chaplin, le Giornate del cinema muto propongono diverse sezioni dedicate a vari filoni del cinema europeo e internazionale. Tra queste, le commedie per ragazzi prodotte in Ucraina, che emergono per il loro umorismo e il racconto sociale di quel contesto.

La programmazione include anche film di viaggio, che documentano luoghi e culture attraverso lo sguardo del cinema muto. Un’altra sezione riguarda l’avanguardia belga, con opere che mostrano sperimentazioni formali e narrative di quel periodo. Questi contenuti, insieme alle retrospettive principali, offrono un quadro ampio e variegato del cinema senza suono e della sua ricchezza ancora da scoprire.

Il lavoro di restauro e conservazione, affidato al Museo nazionale del cinema di Torino, alla Cinematek di Bruxelles e alla Cineteca del Friuli, consente di riportare alla luce materiali spesso dimenticati o frammentari. La manifestazione contribuisce così a far conoscere un’epoca fondamentale del cinema e a restituirne la complessità artistica e storica.