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La sconfitta del Cimitero degli inglesi: chiude lo storico giardino di Santa Maria della Fede

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Cancelli chiusi, nessuna indicazione a supporto, una comunicazione, un comunicato a riguardo. Sono diversi giorni ormai che il cimitero acattolico di Santa Maria della fede – l’ex-cimitero degli inglesi – non apre. Chiuso al pubblico, con le sue grandi cancellate in ferro, arrugginite in più punti, a dividere il mondo esterno da quell’oasi violentata dall’uomo, dall’incuria e dall’abbandono. Il cimitero degli inglesi nacque nel 1826, quando l’allora console inglese Sir Henry Lushington acquistò il giardino del complesso monastico di S. Maria della Fede (risalente al XVII secolo) nel Borgo di S. Antonio Abate e lo trasformò in un elegante cimitero per la comunità britannica trapiantata a Napoli.

Nel 1980 l’area fu ceduta dal Consolato Britannico al Comune di Napoli e fu definitivamente sgomberata dalla maggior parte delle tombe. Il Cimitero degli inglesi fu spostato per essere avvicinato ai cimiteri cittadini (oggi è alla Doganella) e lo spazio fu adibito a giardino pubblico.

Da allora cominciò il declino, lento e progressivo. Furono tante le tombe saccheggiate, sfregiate, deturpate. Pezzi unici come i monumenti funerari del pittore olandese Anton Sminck van Pitloo, o della matematica scozzese Mary Somerville (Jedburgh1780 – Napoli 1872) realizzato dallo scultore Francesco Jerace, lasciati in balia del tempo, e dell’uomo incapace di intendere la bellezza che gli si presentava davanti agli occhi.

Sono state tante le denunce fatte sulle pagine del nostro giornale sullo stato preoccupante di abbandono del cimitero (https://www.ilvaporetto.com/il-degrado-del-cimitero-degli-inglesi-tra-abbandono-e-speranza/), e tante le speranze risultate vane (https://www.ilvaporetto.com/ex-cimitero-degli-inglesi-da-settembre-lavori-e-riqualificazione/).

Dopo diversi anni dalla chiusura dell’ala d’ingresso principale del cimitero degli inglesi, provocata dall’instabilità dell’edificio che ne fa da supporto e che ne aveva determinato il dimezzamento netto d’accesso al parco, la chiusura totale degli ultimi giorni è causata da alcuni alberi pericolanti che non garantiscono la sicurezza del parco. Frutto della mancata programmazione, della quasi totale assente manutenzione.

Ciò che più temevamo, e ciò che ci ha spinti a fare qualcosa per questo gioiello nel deserto, si è verificato. Dei lavori promessi nel mese di settembre (ANNO 2017), neanche l’ombra. Ora il parco è chiuso, dimenticato come quella parte di città. Non una affissione a documentarne la morte, non uno straccio di foglio su quei cancelli freddi, arrugginiti, chiusi.

 

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