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La vacua inconsistenza dei leghisti

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La spregiudicata supponenza dei leghisti li spinge a credere nella favela secondo la quale il Nord, forse per una particolare mistura genetica, oppure grazie ad un provvidenziale intervento divino, sia più capace ed efficiente del Sud.

La realtà, per chi predilige un approccio scientifico verso gli sviluppi sociali (e i leghisti di certo non sono fra questi), è diversa, e fin troppo chiara. Parlare di residuo fiscale positivo (Il differenziale tra tasse pagate e soldi ricevuti) senza mai accennare agli investimenti pubblici, strutturali e privati, tutti sistematicamente orientati al Nord oramai da diversi decenni, è un atto semplicistico e puramente demagogico.

In parole povere si creano le condizioni per lo sviluppo di un’area del Paese, drenando manodopera, laureati e investimenti pubblici (ricordiamo, solo per fare due esempi, che la “Cura del ferro” prevista dal governo Renzi destinerà una somma pari a 9 miliardi di euro per le infrastrutture ferroviarie del Nord e soli 474 milioni a quelle del Sud; e che nella sola Lombardia ogni giorno circolano più treni che nell’intero Mezzogiorno) e poi ci si lamenta che altrove abbiano un residuo fiscale negativo.

Tutte le più grandi aziende d’Italia, dall’Ilva all’Enel, hanno sede legale tra Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna e a tali Regioni pagano ogni anno le tasse; tutte le banche, dopo il sacco del Banco di Napoli, sono al Nord; i servizi ai cittadini, i grandi eventi, gli aeroporti (ci dicono di puntare sul turismo, ma è più economico, dall’Italia, volare a New York piuttosto che a Reggio Calabria), i porti (Gioia Tauro, tra i più grandi d’Europa, utilizza badoni diesel per trasportare le merci fuori dal porto perché la linea ferroviaria, pensate, è sprovvista di elettrificazione), sono tutti stipati lì, e vuoi vedere che la responsabilità è anche nostra?

La colpa dunque, caro leghista, e qui mi fermo (per il momento), non è né del cittadino veneto né di quello campano ma di un sistema capitalistico sproporzionato e marcatamente sbilanciato verso Nord. La Campania, per farvi un esempio, è stata la Regione che dall’Unità d’Italia fino ai primissimi decenni del ‘900 aveva un Prodotto Interno Lordo di gran lunga superiore a qualsiasi altra Regione d’Italia, e di certo non perché voi altri foste geneticamente inferiori…

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