La vendita della quota Mercedes in Nissan fa crollare le azioni a Tokyo e apre una fase di incertezza per la casa giapponese
L’uscita di Mercedes-Benz dal capitale di Nissan ha fatto scendere bruscamente le azioni della casa giapponese alla Borsa di Tokyo. È un momento delicato per Nissan, già alle prese con risultati economici in calo e un piano di ristrutturazione impegnativo. Il mercato guarda con cautela al futuro della terza casa automobilistica del Giappone, che si trova ad affrontare nuove sfide produttive e organizzative.
Mercedes vende la sua quota in Nissan: le azioni precipitano a Tokyo
Mercedes-Benz ha venduto tutta la sua partecipazione del 3,8% in Nissan, tramite il suo fondo pensione, incassando circa 48 miliardi di yen, poco meno di 280 milioni di euro. La quota risaliva al 2016, ma i tedeschi hanno spiegato che si tratta solo di un normale aggiustamento del portafoglio, senza motivazioni strategiche particolari.
Il mercato però non ha gradito: le azioni Nissan sono scese di oltre il 6% a Tokyo, segno della crescente sfiducia degli investitori. Questo calo riflette il dubbio diffuso sulla capacità dell’azienda di tornare rapidamente a fare utili, nonostante qualche speranza legata all’accordo sui dazi con gli Stati Uniti in vigore da luglio 2024. Le tariffe per l’importazione di veicoli, ridotte dal 27,5% al 15%, sono un vantaggio, ma non bastano a rassicurare la Borsa.
Nissan in difficoltà: il piano di rilancio del nuovo amministratore delegato
Nissan sta attraversando un momento complicato. La capitalizzazione resta sotto i 10 miliardi di dollari e dall’inizio del 2024 le azioni hanno perso quasi un terzo del loro valore. I dati dell’ultimo anno fiscale confermano la situazione negativa: una perdita netta di 671 miliardi di yen, più di 4 miliardi di euro.
Il nuovo amministratore delegato, Ivan Espinosa, ha lanciato un piano duro per rimettere in sesto l’azienda. L’obiettivo è tagliare circa 500 miliardi di yen con misure drastiche: 20.000 posti di lavoro in meno, chiusura di stabilimenti e vendita di proprietà. Questi interventi arrivano dopo un trimestre che ha registrato un flusso di cassa negativo di 390 miliardi di yen.
Il piano prevede anche una riduzione della capacità produttiva: si passerà dagli attuali 3,5 milioni di veicoli all’anno a circa 2,5 milioni entro il 2027. In parallelo, si passerà da 17 a 10 impianti, una scelta che alleggerirà i costi ma avrà un impatto importante sul fronte industriale e occupazionale.
La partnership con Renault e il peso della crisi nella strategia di Nissan
Negli ultimi anni l’assetto azionario di Nissan ha visto diversi cambiamenti. Dopo l’accordo del 2010 con Mercedes-Benz, nato dopo la crisi finanziaria del 2008 per condividere costi di sviluppo e produzione, la collaborazione con i tedeschi si è progressivamente ridotta fino alla recente uscita.
La quota più importante resta quella di Renault, che detiene il 35,7% di Nissan. Anche il gruppo francese ha avuto problemi: nel 2024 ha svalutato la partecipazione in Nissan per 11 miliardi di dollari e ha deciso di abbassare la quota minima obbligatoria nel capitale della casa giapponese dal 15% al 10%. Un segnale chiaro di un ridimensionamento dei vincoli tra le due società e di una fase di riorganizzazione interna.
L’incertezza sulle mosse di Renault pesa molto sul futuro di Nissan. Se dovessero ridurre ancora la loro partecipazione, la fragilità finanziaria e strategica del gruppo nipponico potrebbe accentuarsi. Gli esperti invitano a seguire con attenzione ogni sviluppo legato agli azionisti e ai piani operativi della casa automobilistica.
Così Nissan si trova davanti a un nuovo capitolo: meno partnership solide, conti da sistemare e la necessità di ritrovare una posizione in un settore auto globale sempre più competitivo e in rapido cambiamento.
