La viticoltura eroica alle pendici del Monte Cucco: nasce battista, spumante metodo classico dell’Umbria

di Andrea Presto

Spumante metodo classico nasce tra i vigneti eroici del Monte Cucco. - Ilvaporetto.com

Nel cuore dell’Appennino umbro-marchigiano, a ridosso del Monte Cucco, si sviluppa una viticoltura di alta quota che raggiunge gli 800 metri. È qui, nella cantina Semonte di Gubbio, che prende forma “Battista“, spumante metodo classico simbolo dell’azienda e nuova punta dell’enologia umbra. Un viaggio tra storia, ricerca e sfide climatiche che racconta una realtà enologica radicata in territori poco comuni.

Radici storiche e rilancio del nebbiolo nell’alta Umbria

Il progetto che ha dato vita alla Cantina Semonte è cominciato nel 2008 con la piantagione dei primi tre ettari attorno alla struttura produttiva. Giovanni Colaiacovo, amministratore dell’azienda e rappresentante di una famiglia con un passato nell’industria del cemento, ha spiegato il percorso intrapreso: l’ispirazione è nata dalla riscoperta di una tradizione quasi dimenticata a Gubbio, quella del nebbiolo. Secondo antiche testimonianze, questo vitigno fu introdotto nel territorio dai funzionari sabaudi poco dopo l’Unità d’Italia, attratti dalle analogie tra i terreni umbri e quelli piemontesi.

Questa vicenda storica ha motivato la scommessa dell’azienda, che ha spinto la coltivazione fino a quote insolite per la viticoltura italiana. Oggi la cantina coltiva varietà come chardonnay e pinot nero, impiegate nella produzione del metodo classico. La scelta delle altitudini elevate ha portato a un riconoscimento ufficiale: la certificazione del Cervim che identifica Semonte come un’azienda di viticoltura eroica, titolo riservato alle coltivazioni in luoghi particolarmente impervi o difficili. Questo status valorizza non solo la fatica ma anche la qualità e l’unicità del prodotto ottenuto.

Metodi di coltivazione e ricerca scientifica per valorizzare il territorio

Il lavoro portato avanti alla cantina Semonte si affianca a approfonditi studi scientifici. L’azienda ha collaborato con l’Università di Milano e la facoltà di Agraria in un progetto denominato Spume, acronimo di Spumantistica Eugubina. L’obiettivo era esaminare e individuare le aree umbre più adatte alla produzione di spumanti, in particolare il metodo classico. Dal monitoraggio e dalle analisi è emersa una mappa dettagliata che segnala come tutto l’Appennino centrale, specie la zona umbro-marchigiana, presenti condizioni climatiche e geologiche ideali per questo tipo di produzione.

Questo lavoro scientifico ha permesso di comprendere le potenzialità di un territorio poco sfruttato nel mondo della spumantistica italiana. Lo studio ha lanciato un messaggio chiaro: non si tratta solo di un progetto aziendale ma di un invito a sviluppare ulteriori esperienze nella regione. La speranza è che coltivatori e produttori possano seguire questa direzione, moltiplicando così le opportunità per l’enologia locale.

Sfide climatiche e caratteristiche uniche della viticoltura di montagna

Il lavoro nei vigneti posti a 800 metri di altezza comporta difficoltà legate all’ambiente naturale circostante. L’enologo Filippo Rossetti, che segue da vicino questa realtà, ha spiegato che la viticoltura in questi terreni boschivi si confronta con un microclima che rallenta la maturazione delle uve. Tuttavia, le escursioni termiche tra giorno e notte contribuiscono a mantenere nei grappoli livelli di acidità e parametri qualitativi ottimali.

Un particolare aspetto climatico di rilievo è la rapida diminuzione delle temperature già da fine agosto, quando si scende sotto i 10 gradi. Questo fattore assume valore soprattutto in un periodo in cui il cambiamento climatico sta modificando le condizioni di coltivazione in molte aree. Nel territorio della cantina Semonte, le piante godono di minore stress idrico e si espongono meno al rischio di scottature, permettendo di ottenere uve con caratteristiche più stabili e definite. Questi elementi si riflettono nel profilo organolettico dello spumante prodotto.

Battista, prima espressione di un progetto vitivinicolo più ampio per l’alta Umbria

Il prodotto attuale, denominato “Battista“, vuole rappresentare la prima tappa di un disegno produttivo che guarda al futuro. L’azienda ha intenzione di sviluppare riserve con affinamento prolungato in legno barrique e un’estensione dei mesi di maturazione in bottiglia. Questo rafforzerà l’identità territoriale e la capacità di narrare la nuova zona vitivinicola dell’alta Umbria.

Attraverso “Battista“, Semonte si propone di dare visibilità a un’area finora poco conosciuta per la produzione di bollicine. La speranza è di consacrare una strada del vino che racconti questa parte dell’Appennino attraverso la qualità e l’unicità del metodo classico. Questa iniziativa rappresenta al tempo stesso un richiamo per altri produttori che potrebbero portare avanti esperienze simili, consolidando la presenza dell’Umbria nel panorama vitivinicolo italiano.