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L’accusa di Marfella alla Regione: “Trasparente solo sulle pummarole”

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Riportiamo l’accusa formale che il dottor Antonio Marfella, presidente di ISDE Medici Ambiente – sez. Napoli, rivolge alla Regione Campania.

“Mai piu’ Terra dei Fuochi!” Ha tuonato Il Presidente De Luca in difesa delle pummarole campane giusto mentre l’ennesimo immane rogo di rifiuti speciali avvelenava per l’ennesimo giorno la mia Terra di Caivano. Cosa è “Terra dei fuochi” in Campania e quindi in tutta Italia? E’ “Terra dei rifiuti speciali senza impianti, senza controllo e con licenza di uccidere” gli uomini e non le pummarole, da circa trenta anni.

“E’ una psicosi” dichiarava il Presidente della Commissione per il controllo ed il monitoraggio dei rifiuti speciali in Campania, impropriamente denominata “Terra dei Fuochi”, laddove dopo anni di “lavori” in Commissione “rifiuti speciali” la Campania continua imperterrita a restare a zero come impianti finali a norma favorendo quindi il rogo degli impianti di stoccaggio saturi (che potremmo più correttamente definire impianti di “giro bolla” dei rifiuti speciali) a causa della assenza totale di impianti finali intraregionali. Si deve quindi patteggiare il “turismo dei rifiuti tossici” assicurando laute mazzette ai funzionari regionali (e di partito) incaricati delle trattative come ha dimostrato Fanpage. In questi giorni a Mariglianella si muore dalla puzza di cancerogeni certi .

Un incendio doloso il 18 luglio 1995 (Agrimonda) ha causato il rogo di circa seimila tonnellate di pesticidi e fitofarmaci cancerogeni. Dopo oltre 23 anni di percolamento tossico nel terreno di potentissimi cancerogeni in pieno centro cittadino, stante la impossibilita’ di bonifica per l’assenza totale di qualunque tipo di impianto di discarica finale a norma intraregionale, a costi piu’ che triplicati il trasferimento negli impianti finali di Brescia è stato bloccato perché, ovviamente, in questo caso non era possibile cambiare la natura CER dei rifiuti tossici nei siti di stoccaggio e quindi sono stati respinti dagli impianti finali di Brescia, novella Terra dei Fuochi degli anni 2000.

Nel bresciano oggi, rispetto ai nostri 25 milioni di tonnellate di rifiuti tossici stimati e presenti nelle viscere delle nostre terre dagli anni 90, sono gia’ “legalmente” tomabati oltre 75 milioni di tonnellate di rifiuti speciali e tossici mai controllati efficacemente grazie al “giro bolla” cartaceo ed alla assenza di tracciabilità satellitare. Le acque della Campania sono state certificate pesantemente inquinate da Ispra sin dal 2012 ma il relativo libro sembra non sia mai stato letto da nessuno degli scienziati e funzionari responsabili regionali.

Le pummarole sono state declarate sane in mega-convegni ma non una sola parola è stata spesa sulla situazione delle acque in Terra dei Fuochi tranne che dalla Magistratura inquirente. Siamo pronti a consegnare i volumi Ispra alla Commissione “rifiuti speciali” (ex Terra dei Fuochi secondo De Luca) per dare loro contezza ufficiale della situazione ormai anche datata. Il Mattino nei mesi scorsi pubblicava in prima pagina “Prima i capitoni!” chiedendo a gran voce che “gli scienziati” campani si occupassero prima dei capitoni campani e dopo delle anguille londinesi.

I dati Ispra 2012 attestano che i capitoni campani, come i cittadini campani, sono pesantemente inquinati e destinati alla estinzione come da decenni i dati dei veri scienziati indipendenti continuano a dimostrare pure per i cittadini campani (dr Luigi Montano “Ecofood fertility”). Oggi professori medici, ma non igienisti che si occupano di impianti per il corretto trattamento di rifiiuti speciali e tossici, rinforzano la tesi che “Terra dei fuochi” è un termine che va “’tombato” perche’ ha fatto tanto male alle pummarole campane. Chiamamo allora correttamente la Campania “Terra dei rifiuti speciali senza impianti a norma, senza controllo e con licenza di uccidere i cittadini campani e non le pummarole”.

I dati del registro tumori della Asl 2, resi pubblici in pompa magna oltre un anno fa e che dimostrano che i cittadini di Terra dei Fuochi hanno più cancro di tutti in regione (pardon “Terra dei rifiuti speciali senza impianti, senza controllo e con licenza di uccidere” come chiede oggi De Luca) non vengono ancora considerati ufficiali perche’, mentendo, si asserisce che non siano ancora validati. Non potevano proprio essere presentati in conferenza stampa se non fossero stati già validati. Dopo oltre un anno (asl2), dopo oltre trenta anni di assenza di dati (asl1), una tale omissione in presenza di dati nazionali cosi gravi non puo’ non essere sanzionata immediatamente che con l’immediato allontanamento dei vertici aziendali anziché con la retrocessione e la sanzione economica sullo stipendio dei colleghi epidemiologi della asl2 che hanno osato produrre dati non in linea con la buona salute delle pummarole campane.

Io sono un medico scienziato e cittadino della asl 1 ammalato di cancro e ancora non ho, ad oggi, il dispiacere di sapere quanti altri ammalati come me ci sono nella mia asl 1 napoli centro. Ho dovuto cosi scegliere, salvandomi, di farmi curare fuori Campania dal momento che per questo motivo risulta di fatto impossibile una corretta programmazione delle dotazioni organiche e strumentali della asl 1 per la cura del cancro lasciando quindi alla sola scelta politica la programmazione della dotazione organica e strumentale (primari compresi) di tutti i reparti oncologici, palesando l’esistenza di potenziali conflitti di interessi.

Ho tentato di usare il mio stesso cancro per avvisare di cotanta disastrosa disorganizzazione sanitaria sul cancro a Napoli, a me nota da decenni, senza offendere nè danneggiare i miei stimatissimi colleghi medici e le pure esistenti eccellenze sanitarie campane come il mio Istituto, ma ho urlato nel deserto anziché pensare soltanto a cercare di sopravvivere al meglio delle mie possibilità.

In questi giorni ufficialmente, e non dalla Campania, apprendiamo altresì che siamo la regione a maggiore incidenza di cancro del polmone (tra i tanti gia’ certificati dalla asl 2 ma non ancora dalla asl 1) con oltre 4800 casi (2015-2016) pari al 15% del totale nazionale quando la intera popolazione campana non raggiunge il 10% del totale della popolazione italiana, in gran parte concentrati tra asl 1 e 2 dove mancano ancora dati ufficiali regionali. Mentre in Italia il cancro al polmone diminuisce, in Campania in controtendenza nazionale aumenta. Come da decenni la perdita di aspettativa di vita media. Ci hanno offeso dicendo che fumiamo troppo, non è vero solo questo. La Campania non mette in condizione ARPAC di fare il suo dovere di controllo preventivo sull’inquinamento dell’aria, come abbiamo tragicamente dovuto apprendere in questi giorni sempre sulla nostra pelle, ma si adopera per dotare tutti i cittadini campani di idonee parrucche a spese dello Stato sperando magari in qualche voto in più dai parrucchieri.

Io oggi, come Presidente di sezione di una Societa Scientifica medica, come cittadino ammalato di cancro e come scienziato oncologo e tossicologo medico, formalmente accuso (j’accuse!) la Regione Campania di essere trasparente solo sulle pummarole e non certo sulle acque, ne’ sulla situazione sanitaria dei cittadini campani (mancanza dati trentennale registro tumori asl 1 e mancata “validazione” menzognera dei dati asl 2), ne’ sul corretto e completo monitoraggio dell’aria, e formalmente accuso di ignavia e incompetenza la vigente Commissione regionale sui rifiuti speciali in Campania, impropriamente chiamata Terra dei Fuochi, stante la perdurante assenza di qualunque soluzione strutturale sui rifiuti speciali in Campania, del tutto priva di impianti finali a norma (unica in Italia!) per i rifiuti ospedalieri (con un danno e spreco sanitario non inferiore ad 8 milioni euro anno) e sull’amianto, con complicità diretta quindi nella patogenesi del danno massimo di incidenza che registriamo oggi anche sul cancro al polmone in Campania.

Prima gli italiani! Quindi prima gli impianti per i rifiuti speciali ospedalieri e per l’amianto e poi tracciabilità non solo per le pummarole ma anche per i rifiuti speciali, industriali e tossici! Pertanto chiedo ufficialmente di essere ascoltato presso tale Commissione regionale, allo scopo di trasmettere il libro Ispra 2012 sulle acque inquinate della Campania, illustrare la situazione dei rifiuti speciali di loro diretta competenza e ricevere, se ne sono in grado, le necessarie smentite ed i dovuti chiarimenti sulle azioni già intraprese sui rifiuti speciali, industriali e tossici (ex Terra dei Fuochi). Sono pronto a ribadire le mie accuse in qualunque sede civile e/o penale. A noi ammalati di cancro in Campania e in Terra dei Fuochi non interessa sapere chi è piu’ “scienziato”, ma solo da che parte sta, come ci ha insegnato Don Peppe Diana“.

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