L’Aquila si accende con Performative: il festival tra arte, corpo e tessuti

di Roberta Ludovico

L’Aquila celebra arte e corpo con Performative, tra tessuti e performance. - Ilvaporetto.com

L’Aquila si trasforma ancora una volta in un grande palcoscenico per arte, danza, musica e teatro. Parte la quinta edizione di Performative, il festival promosso dal Maxxi, che anima la città con performance e installazioni. Qui, artisti e luoghi simbolo si incontrano per esplorare il dialogo tra tradizione e sperimentazione, guardando alla storia locale ma puntando su nuove forme di espressione.

Performative: dove memoria e contemporaneo si incontrano

Il festival è partito nel pomeriggio e conferma la solida collaborazione tra il Maxxi L’Aquila e l’Accademia di Belle Arti del posto, con il sostegno di Ales Spa e il patrocinio del Comune. Più di venti artisti si alternano in spazi come Palazzo Ardinghelli, Oratorio de Nardis, Palazzetto dei Nobili, l’Auditorium del Parco e l’Accademia, progettata da Paolo Portoghesi. Così la città diventa un vero laboratorio urbano, dove la storia si intreccia con i linguaggi di oggi.

Il programma mescola opere già affermate a nuove creazioni. Non è solo uno spettacolo, ma un percorso che unisce performance, incontri, musica e “conformance”, un format che fonde riflessione teorica e azione artistica, sul palco e negli spazi espositivi. L’idea è far dialogare arte e comunità, raccontando lo spirito di una città in continua evoluzione.

Linguaggio, corpo e tessuti: il cuore del festival

Al centro di Performative c’è il linguaggio in tutte le sue forme. I curatori — Chiara Bertini, Fanny Borel, Anne Palopoli, Donatella Saroli, Silvano Manganaro e Gianni Moretti — indagano come si esprime la comunicazione artistica, dalla voce al corpo, fino al tessuto, visto come racconto e simbolo.

Questa attenzione ai tessuti si ritrova anche nella mostra True Colors, allestita al Maxxi L’Aquila, che esplora movimenti, colori e identità intrecciati nelle trame. La mostra e il festival si parlano, creando un confronto tra le diverse forme di espressione proposte da Performative.

Performative e il rilancio culturale dell’Aquila

Giulia Ferracci, la nuova coordinatrice artistica del Maxxi L’Aquila, ha raccontato che il festival nasce come omaggio alle esperienze performative del passato, citando Fabio Mauri come punto di riferimento. L’obiettivo è rafforzare il legame tra museo, territorio e comunità — non solo le persone, ma anche scuole, enti e centri culturali.

In più, il festival si prepara a un appuntamento importante: L’Aquila Capitale Italiana della Cultura 2026. Un’occasione per intensificare il confronto tra le diverse realtà culturali della città.

Apertura con le istituzioni: focus su linguaggi e identità

Alla cerimonia di inaugurazione hanno partecipato autorità cittadine e figure del mondo culturale, tra cui Maria Elena Bruni, presidente della Fondazione Maxxi, Raffaele Daniele, vicesindaco dell’Aquila, Giancarlo Di Vincenzo, prefetto, e Fabio Tagliaferri, presidente di Ales Spa. Francesco Stocchi, direttore della Fondazione Maxxi, ha sottolineato come questa edizione si concentri su temi come linguaggio, identità e relazioni sociali.

Così il festival dà vita al tessuto urbano, mettendo in dialogo arte e comunità tra spazi storici e messaggi attuali. L’Aquila conferma la sua voglia di essere un luogo d’incontro e scambio, dove il passato incontra il futuro attraverso l’arte performativa.