Lazio, centrocampo in affanno: Dele-bashiru fatica a imporsi e Sarri cerca soluzioni
La Lazio affronta un momento delicato per quanto riguarda il centrocampo, reparto decisivo per lo sviluppo del gioco di Maurizio Sarri. Dopo una prima partita del campionato che ha mostrato alcune lacune, in particolare nel rendimento di Dele-Bashiru, il tecnico biancoceleste si trova davanti a un problema da risolvere rapidamente. L’incertezza nel ruolo di mezzala e la scarsità di alternative valide stanno influenzando negativamente la manovra della squadra.
Delebashiru tra tecnica fragile e mancanza di personalità in campo
Dele-Bashiru è entrato in scena con la Lazio dopo un periodo di amichevoli in cui aveva lasciato qualche segnale, ma il match contro il Como ha fatto emergere ancora una volta le sue difficoltà strutturali. Il centrocampista si è mostrato spesso smarrito e incapace di incidere nel gioco, confermando quel difetto di personalità che rischia di penalizzarlo molto. Durante la partita ha toccato la palla appena 28 volte, un numero basso soprattutto per chi dovrebbe essere uno dei principali costruttori di gioco a centrocampo.
Oltre alla scarsa presenza sul pallone, Dele-Bashiru non è riuscito a far valere la sua fisicità in fase di contrasti e ha mostrato debolezze tattiche. È mancato soprattutto nella capacità di leggere la pressione avversaria e di reagire in maniera efficace. Sul gol subito contro il Como, il giocatore ha lasciato un buco al centro che ha permesso all’avversario di effettuare un lancio decisivo. Questa mancanza di copertura ha messo in evidenza il suo ruolo poco definito, né mezzala di battaglia né mezzala d’assalto, ma una via di mezzo che non funziona ancora sul campo.
Nel corso della partita, Dele è apparso confuso sulle mansioni da svolgere, spesso fuori dal gioco o ai margini delle azioni. Sarri aveva già tentato di lanciarlo nelle amichevoli, ma i suoi progressi sono ancora minimalissimi. La sensazione è che il mediano non riesca a compiere quel salto decisivo richiesto per restare titolare in una squadra ambiziosa. Il suo ruolo in mezzo al campo continua a rappresentare un’incognita e la sua posizione è stata spesso oggetto di ripensamenti da parte dell’allenatore.
La gestione di Sarri: poche opzioni e possibili cambi di modulo
L’allenatore Maurizio Sarri si trova senza molte armi da giocare nel centrocampo della Lazio. Il ritiro ha visto esperimenti con Belahyane come possibile regista, ma al momento quella soluzione resta un’incognita, mentre Vecino non è pronto per un impiego regolare. Quindi, la rosa offre poco rispetto agli anni passati, quando Sarri poteva contare su giocatori più affidabili o con più margini di miglioramento.
In passato, l’allenatore ha cambiato spesso le mezzali non appena i suoi piani non funzionavano. Nelle ultime stagioni sono stati provati Akpa, Basic, Kamada e Vecino, praticamente tutti dopo un primo momento di difficoltà nelle prime partite. Ora la Lazio è costretta a fare affidamento quasi esclusivamente su Dele-Bashiru, Guendouzi, Rovella e Cataldi, con queste ultime due pedine che si stanno contendendo una maglia da titolare nelle ultime settimane.
Sarri non ha mai allontanato il suo schema di base, il 4-3-3, ma di recente ha testato alternative in allenamento come il 4-3-1-2 e, nel finale della partita con il Como, ha provato a passare al 4-2-3-1 per tentare di recuperare il risultato. In quella circostanza, però, Dele-Bashiru è stato sostituito da Dia, segno di come Sarri non punti più totalmente su di lui in ruoli chiave.
Questa fase di sperimentazione tattica evidenzia la necessità di trovare risposte rapide. La pressione della stagione e gli impegni futuri impongono un assetto che possa coprire questi vuoti del centrocampo e offrire maggiore stabilità alla squadra.
Il centrocampo laziale e le difficoltà nel campionato 2025
La squadra biancoceleste ha iniziato il campionato in condizioni non ottimali, almeno per quanto riguarda la metà campo. Il centrocampo è stato infatti il reparto che ha evidenziato più problemi, con l’assenza di alternative solide e un quartetto a centrocampo che ancora non dà certezze nel rendere la manovra fluida ed efficace. Dele-Bashiru, Guendouzi, Rovella e Cataldi si spartiscono le responsabilità, ma finora senza risultati convincenti.
Guendouzi si presenta come il più attivo, ma paga una certa nervosità che a volte limita la sua efficacia. Cataldi e Rovella sono in una sorta di ballottaggio che non era previsto in partenza e che complica ulteriormente la costruzione tattica della squadra. Questo crea tensione in un reparto chiave che dovrebbe invece essere punto di forza.
I problemi del centrocampo si riflettono sui risultati, come si è visto nella partita contro il Como, in cui la squadra ha sofferto la pressione avversaria e mostrato difficoltà nella gestione del pallone. Senza un centrocampo compatto e sicuro nelle transizioni, anche la difesa e l’attacco risentono della mancanza di supporto.
L’allenatore Sarri deve dare risposte rapide, senza poter contare su rinforzi esterni a gennaio o per il momento. Rimane la strada di soluzioni interne e possibili cambi tattici. Lo sguardo della dirigenza e dei tifosi resta rivolto a Dele-Bashiru, sulle cui spalle grava l’attesa di diventare un centrocampista affidabile. Resta da vedere se riuscirà a rompere questo stallo nel corso della stagione.
