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Le maschere e l’immaginario – Intervista a Salvatore Rotondi

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Cosa scatenano nel nostro immaginario le maschere? Lo abbiamo chiesto al Presidente di “Psicologi in contatto Onlus”, Salvatore Rotondi.

Da sempre fonte d’ispirazione, le maschere sono state protagoniste di antichi rituali per richiamare l’essenza divina o demoniaca; utilizzate come simbolo di protezione per allontanare il maligno o per spaventare il nemico durante le battaglie; per mettere in scena il carattere e la funzione di un personaggio o semplicemente indossate per interrompere la routine ed immergersi nell’atmosfera magica del Carnevale nella quale tutto diviene possibile. Attirano per la possibilità che offrono di rendere le persone irriconoscibili.

<<Il termine maschera sembra avere, come tanti altri termini, origine preindoeuropea derivando dal termine masca ovvero fuliggine, fantasma nero; allo stesso tempo, in epoca medioevale, tale termine è stato associato a concetti come strega e stregone. Eppure è noto a tutti come le maschere venissero utilizzate anche all’epoca della Grecia democratica per coprire il volto degli attori ed andare così a rappresentare opere atte al divertimento purificatore dei mali emotivi e psicologici della città. Tale pensiero mi porta a legare il concetto di maschera a quello di persona. Un termine, questo, proveniente dal latino persōna che, a sua volta, deriva probabilmente dall’etrusco phersu, ovvero maschera dell’attore, personaggio>>.

La maschera sembra quindi richiamare una traccia, un meme collettivo proprio di molte culture e civiltà del nostro pianeta

<<Una traccia che richiama a quello che non si può vedere eppure c’è, a quel lato oscuro di noi stessi che però viene indossato non per nascondere chi siamo, ma per esaltare indirettamente l’umanità a cui apparteniamo e le sue caratteristiche. D’altronde, una maschera napoletana come quella di Pulcinella, ad esempio, rappresenta chiaramente questo concetto. Pulcinella è e sempre resterà concentrazione delle caratteristiche di un popolo intero, la sua Ombra e, allo stesso tempo, la massima concentrazione del suo potenziale di istinti, energia e creatività. Tutti siamo Pulcinella e nessuno lo è veramente>>.

Oggi la maschera è stata sostituita dal concetto di profiling più o meno criminologico: dare cioè forma a ciò che di noi ci fa paura e/o sentiamo come incontrollabile.

<<Proprio in questo si cela il potere erotico della maschera: qualcosa che ci attira, ci eccita, perché intimamente ci appartiene e, allo stesso tempo, ci spaventa come potrebbe spaventarci il potere di una strega o di uno stregone, il cui sguardo potrebbe anche stregarci. Le maschere, d’altronde, esaltano proprio gli occhi di chi le indossa: lo Specchio della loro Anima! È proprio quest’ultima l’oggetto più erotico e perverso che si possa desiderare; un oggetto ben rappresentato nel film di Kubrik del 1999 “Eyes wide shut”, in cui l’erotismo nascosto da veli e maschere è esaltato nei suoi aspetti di trasgressività rispetto alla vita tranquilla e regolare di una coppia legata alle maschere delle regole sociali>>.

Il caso di una coppia che usava le maschere

<<Tempo fa, in un convegno a cui partecipai, fu riportato il caso di una coppia che riusciva ad avere rapporti intimi solo attraverso l’uso di maschere del carnevale barocco veneziano e di specchi capaci di mostrare ai due amanti tutte le posizioni assunte durante il rapporto. Tale coinvolgimento del senso della vista e l’uso di questi oggetti fu spiegato dalla coppia come esigenza di essere come in un film girato da altri attori, in una rappresentazione teatrale dove però era possibile sentire e provare direttamente ciò che accadeva sulla scena. Non era il rapporto in sé che interessava ma quello che esso mostrava ai due amanti: la natura più profonda dell’Animo Umano. D’altronde, non è quello che tutti Noi cerchiamo? L’intima e profonda comprensione di noi stessi attraverso l’intima comprensione del nostro partner, dell’Altro essere umano che incrocia ed entra nella nostra vita. Chissà, forse è questa stessa ricerca che spinge tante persone a denudarsi davanti alla camera di uno smartphone per poi inviare video e foto “senza più maschere” ai loro amanti. 

Amiamo ed odiamo le maschere così come amiamo ed odiamo noi stessi in quella parte della nostra personalità che sarà sempre incontrollabile per la logica della ragione: la magia (erotica) della nostra Anima..>>.

 

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