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Li prenderemo tutti: pianerottolo per pianerottolo

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NAPOLI, 25 FEBBRAIO – Era lo scorso 2 ottobre, e il ministro dell’Interno Matteo Salvini, durante la sua impettita passerella nel Vasto, a ridosso della stazione centrale di Napoli, dichiarò guerra alla camorra, annunciando che avrebbero inseguito i criminali quartiere per quartiere, vicolo per vicolo, pianerottolo per pianerottolo. Salvini disse che era tempo di agire, che di parole ne sono già state spese troppe in passato. Nulla è cambiato da quel 2 ottobre, naturalmente. Solo chi non conosce Napoli può abbandonarsi ad un’affermazione tanto semplicistica e surreale. Lo scorso 2 ottobre, tra i vicoli grigi e consunti del Vasto, così come fatto per decenni dai suoi predecessori, Salvini sciupava i suoi sterili proclami di rito, sommandosi alla lunga schiera di guappi da telecamera (o di cartone, come si dice da queste parti).

E così, nell’attesa dei 100 poliziotti promessi per la fine dell’anno (scorso) e non ancora arrivati, e nell’attesa che Salvini vada a stanare i crimiali vicolo per vicolo, la camorra continua a dettare legge indisturbata, sparando un giorno sì e l’altro anche nel centro antico di Napoli, tra B&B, pizzerie e residenti. La camorra è sempre lì, oggi come allora: dello Stato, invece – del Governo del Cambiamento – nessuna notizia. A proposito, come diceva Tommaso di Lampedusa? “Tutto deve cambiare affinché nulla cambi”; una lezione che abbiamo imparato bene da queste parti.

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