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Pedagogia – Libertà obiettivo dell’educazione: la scuola come valido alleato

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Pedagogia – “La libertà non è star sopra un albero, non è neanche il volo di un moscone, la libertà non è uno spazio libero: libertà è partecipazione.”. Frase celebre tratta dal testodel 1972 “La libertà” di Giorgio Gaber. La sua è un ode all’indipendenza, alla ricerca e alla sperimentazione del proprio Essere. “La libertà è partecipazione” così la definiva.

Si apre così una dimensione globale e non esclusivamente individuale, una dimensione profonda più elaborata e più ricca, la dimensione della partecipazione volta al rispetto dell’intero genere umano. Assume in tal senso una notevole importanza in ambito pedagogico: la libertà come obiettivo dell’educazione.

Sin dall’ infanzia si può mostrare al bambino la strada della libertà volta a formare la propria identità ed individualità nel rispetto delle differenze di tutti. Questo principio necessita della collaborazione della scuola come ambiente di integrazione sociale per dare modo ad ognuno di sviluppare ed ampliare un pensiero autonomo e una responsabilità consapevole nei confronti delle proprie scelte di vita. “Insegnare ad apprendere” ma anche “insegnare ad Essere”, avere posizioni personali ed una propria opinione rispettando sempre le opinioni dell’altro, senza giudicarle.

La libertà è nei pensieri, libertà come stato della coscienza: il voler Essere.

Sviluppare le proprie potenzialità prevede obbligatoriamente un percorso individuale secondo cui non si attuano programmi standard ma piuttosto, si concede la libertà di scegliere il proprio percorso.

La sperimentazione e la ricerca fanno si che il bambino formi il proprio pensiero che lo caratterizzerà come individuo e lo amalgamerà in società come uomo libero.

Essere liberi vuol dire credere nelle proprie idee anche se sono in controtendenza e non corrispondono ad un ideale dominante.

L’educazione dovrebbe avere il compito di rafforzare il potenziale creativo della persona,  sforzandosi di liberare i desideri, la memoria e la storia di ognuno che nella scuola si costruisce e prende vita. I bambini portano nella scuola la famiglia, gli accenti, i colori, gli odori della propria casa e del proprio paese mediante i quali hanno imparato a conoscere il mondo. Alla scuola è dato il compito di incuriosire, di incentivare e di sostenere, di dare sicurezza e gratificazione per favorire lo sviluppo dell’identità e dell’integrazione sociale garantendo la libertà di esprimere la propria individualità.

Educazione come possibilità di cambiamenti, come rottura di quegli schemi imposti. Vivere le relazioni per consentire di comprendere il punto di vista altrui allargando i propri orizzonti e sviluppando così la capacità di guardare il mondo da diverse prospettive, assaporare il piacere di stare insieme e collaborare, per scoprirsi diversi e uguali per virtù di libertà.

Il terreno inesplorato viene rappresentato nel dialogo con il confronto e il conflitto, chiamando l’individuo a pensare a ciò che ancora non aveva sperimentato.

Per l’acquisizione di un sapere libero si dovrebbero ascoltare i bisogni individuali indirizzando il soggetto verso un percorso personalizzato, rafforzando le proprie potenzialità che lo renderanno uomo originale e unico, nonché uomo libero.

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