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Linea 1, stazione Duomo: il punto della situazione

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E’ la stazione metropolitana più attesa di Napoli, non foss’altro perché il suo cantiere intralcia il traffico e il passaggio pedonale della centralissma piazza Nicola Amore da ben 15 anni. Parliamo della famigerata stazione Duomo della Linea 1, naturalmente, un’opera infrastrutturale strategica che in questo lunghissimo arco di temporale ne ha passate di ogni colore. Il progetto inziale ideato dall’archistar Massimiliano Fuksas è stato infatti modificato più e più volte senza nessun permesso – come denunciato sul Corriere del Mezzogiorno dallo stesso architetto italiano -, un ridimensionamento corposo, dovuto alle straordinarie scoperte archeologiche ma anche ad alcuni importanti contenziosi emersi durante lo scavo del pozzo ai “Quattro Palazzi”.

Il cantiere di piazza Nicola Amore insiste in un’area di grande interesse storico. Sin dalle primissime fasi dello scavo sono infatti emersi elementi archeologici di grande valore come il Tempio dei giochi Isolimpici, il porticato Ellenistico del V-IV secolo a.C., una fontana marmorea risalente al XII secolo e alcune centinaia di elementi architettonici.

linea 1 stazione di Duomo
Le prime foto all’interno della stazione Duomo della Linea 1

Parliamo dunque di uno degli scavi archeologici più imponenti d’Europa, un’opera destinata – se le aspettative non saranno completamente disattese – a diventare un vero e proprio museo sotterraneo, l’ennesimo di un’area a forte vocazione turistica. Con un progetto tanto articolato e tanto complesso i problemi sono appena dietro l’angolo. Le notizie che trapelano dal cantiere di Duomo sono pochissime, e spesso contraddittorie; proviamo dunque a delineare – per quanto possibile – lo stato attuale dei lavori. La cupola vetrata prevista nel progetto di Fuksas, immaginata sia come elemento architettonico superficiale sia come una finestra d’affaccio sul Tempio dei Giochi Isolimpici, è stata almeno per il momento sacrificata per ridurre i costi e i tempi di esecuzione dei lavori. Priorità al trasporto, dunque, soprattutto per non rischiare d’incorrere ai tagli dei finanziamenti europei previsti con ultieriori ritardi. La strategia di Palazzo San Giacomo è quella di accellerare i tempi, e di consegnare almeno una parte di stazione entro il 2019. Non è detto, tuttavia, che la “lanterna magica” – come ribattezzata la cupola dallo stesso Fuksas – non possa essere realizzata in un secondo momento (anche se è oggettivamente difficile immaginarlo), come ribadito dall’Assessore al Trasporto Mario Calabrese.

Ma i guai per la stazione Duomo iniziano sin dalla sua genesi. Gli operai del cantiere, per un maldestro peccato di superficialità, piuttosto che effettuare i sondaggi di routine, innestarono delle paratie di contenimento delle acque nel terreno tranciando di netto il Tempio sottostante. È lo stesso Fuksas a denunciare lo strafalcione dei costruttori, ribadendo, inoltre, che a differenza di quanto previsto dal suo progetto, l’altra porzione del Tempio non verrà mai disseppellita. Secondo l’architetto romano, l’azienda che si occupa dei lavori non ha mai avuto l’intenzione di tirare fuori l’altra metà dell’edificio, e nemmeno che si venissero a controllare i lavori. In sostanza, onde evitare la revoca del finanziamento, si è deciso ad un certo punto di accellerare i lavori, rinunciando sia a riesumare l’altra porzione del Tempio sia alla costruzione della cupola superficiale.

Il progetto iniziale è stato quindi completamente rivisitato, per buona pace di Fuksas, che di certo ha mal digerito le intromissioni successive. La stazione Duomo, proprio per le variazioni subite in corso d’opera, dovrebbe inoltre essere l’unica stazione della Linea 1 il cui piano binari sarà raggiungibile unicamente per mezzo di ascensori, non essendovi alcuna possibilità di realizzare percorsi con scale mobili a causa dell’esiguità dello spazio disponibile. E ora, volete sapere la data di apertura? Per i motivi anzidetti, il Comune di Napoli tenterà di forzare la mano, provando ad inaugurare almeno una parte della fermata Duomo entro il 2019. Al netto del prossimo intoppo (che ci auguriamo non esserci)…

 

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