Il portale d'informazione della tua città

Mandiamo a casa la casta. Ora Basta!

"Odio prolifico e remunerativo". Sarebbe stato questo il vero titolo, ma forse non avresti cliccato. L'immagine di copertina non c'entra nulla con il resto: scelta solo perché riprende i personaggi più utilizzati per accendere la miccia dell'odio. Generalmente, funziona. Il titolo è solo una parte di questo esperimento sociale che sto conducendo. Se anche tu hai cliccato o condiviso senza nemmeno aprire l'articolo, c'è davvero da preoccuparsi. Perdonami se ti ho utilizzato senza chiederlo prima, ma almeno te l'ho detto.

0 218

Ci penso mentre ascolto l’intervento di Beppe Grillo alla manifestazione #Italia5Stelle, proprio nel momento in cui tenta (e ci riesce almeno con i suoi) di svilire la funzione del giornalismo in Italia e attacca la sinistra fatta “da questi intellettuali ed è diventata barbosa”. Come se essere intellettuali fosse da sfigati.

Presentato come “nostro padre” dal ministro del Lavoro e dello Sviluppo Economico, Luigi Di Maio, il comico ligure non perde il suo appeal sulla massa osannante.

Uno show a tutti gli effetti con quello stile del linguaggio che è stato la fortuna del Movimento e che, di rimando, è diventato trampolino di lancio per blog pubblicizzati e fake news.

Da anni la nostra testata si occupa di eventi e proposte culturali, di fornire un contributo nella discussione globale su tematiche di rilievo. Un servizio alla verità che sceglie, ogni giorno, di evitare l’utilizzo di “articoli civetta” e strappa-clic a vantaggio di un lavoro meticoloso di ricerca e mediazioni tra eventi, notizie ed opinioni.

Un progetto ambizioso quello portato avanti da “Il Vaporetto.com” e da una redazione che continua a schierarsi dalla parte dell’onesto racconto della verità, mai della facile popolarità.

“Cazzo”, “Siamo analfabeti”, “Ho detto alla mamma di Salvini: perché non hai usato la pillola?”, “Sono tutti vecchi, il loro futuro sarà al massimo una clinica”, “Psicopatici come Macron”, “Loro non hanno emozioni”, “Siamo pieni di istruiti imbecilli”, “Andate a vedere il mio blog, porci che non ci venite più”.

Tutto chiaramente urlato. Applausi e risate degli spettatori/elettori.

L’altro giorno abbiamo rilanciato sulla nostra pagina Facebook alcune dichiarazioni del segretario del Partito Democratico, Maurizio Martina. Una espressione opinabile, la sua, contro il Meridione.  Lo abbiamo fatto, come sempre, per fare cronaca e dire la nostra anche su questa vicenda.
La foto dell’esponente dei Democratici e il titolo recante una parte del suo discorso ha riscosso un successo incredibile.

Centinaia di visualizzazioni e condivisioni. Centinaia di clic sul post e altrettanti commenti (molti dei quali fuori da ogni criterio di dialogo civile e corretto). Cominciamo così a metterci dal punto di vista di coloro che producono continuamente articoli di questo genere su qualsiasi argomento e condividono notizie false. Ci sono più chiare le motivazioni che spingono le persone a rendere rovente il dibattito e ad accendere fuochi di paglia sui social.

Tempi duri, dunque, per chi continua a mantenersi veramente onesto, anche nelle proposte che sceglie di condividere. Nel Paese in cui Beppe Grillo può urlare a squarciagola tutta la sua rabbia (come da sempre ci ha abituati) durante l’evento organizzato dalla forza di maggioranza di questo governo, diventa difficile portare avanti e proteggere lo stile di un linguaggio sereno, costruttivo, capace di favorire il confronto e il dialogo.

Sarebbe molto più utile (certamente molto più remunerativo) scegliere di utilizzare lo stesso linguaggio della maggioranza (sembrerebbe) degli utenti del web, facendo leva su quella famosa “pancia degli italiani” criticata da tutti e utilizzata da molti per ricevere consenso.

Intanto, la diretta dal Circo Massimo a Roma è ancora in corso. Esultanze, urla entusiaste, risate e applausi a scena aperta accompagnano ancora la stesura di questo mio testo. Grillo, adesso, sta citando il sempreverde “vaffanculo” e lo accompagna alle parole di speranza e futuro.

Se questo è il presente, il futuro dovrebbe cominciare a spaventarci. Ma ne avremo ancora per molto.
Buona fortuna.

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.