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MANN. La Testa Carafa di Donatello a Matera 2019

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Il direttore del MANN Paolo Giulierini ha immediatamente risposto alla ‘chiamata’ di Matera: la grande testa di cavallo bronzea  (alta 1 metro e 75 cm, proveniente dal palazzo di Diomede Carafa, al MANN dal 1806)  sarà  ospite per 3 mesi nella  ‘capitale europea della cultura’ al Museo nazionale d’arte medievale e moderna di Palazzo Lanfranchi. Ad accompagnare la ‘testa Carafa‘, da aprile a luglio 2019, anche i Torsi dei Dioscuri, di arte romana.

A spiegare la fondamentale importanza di questo momentaneo trasferimento è lo stesso Giulierini, il quale ha dichiarato: “La testa  di cavallo di Donatello, uno dei simboli della città di Napoli rappresenterà il Museo Archeologico di Napoli a Matera 2019. Siamo felici di essere tra protagonisti della più grande mostra mai realizzata prima d’ora in Italia per rileggere il Rinascimento da Sud, in programma la  prossima primavera. 

Il Rinascimento visto da Sud, Matera, l’Italia meridionale e il Mediterraneo tra il 400 e il 500 è un progetto magnifico, di grande originalità, perchè indaga quell’epoca da una nuova prospettiva, quella del mare e delle sue rotte: non posso che congratularmi con la direttrice del Polo museale della Basilicata Marta Ragozzino, con i curatori e il prestigioso comitato scientifico.

L’opera di Donatello a Napoli collega immediatamente la città partenopea ai suoi capolavori di Firenze, si pensi alla statua del David o alla Maddalena, o a quelli di Padova  come il monumento equestre del Gattamelata.

Questa straordinaria opera ci ricorda  i valori dell’Umanesimo e del Rinascimento che rappresentano forse la più grande rivoluzione culturale della storia. Il prossimo dicembre saremo a Matera per dare il nostro contributo alla preparazione della mostra. Matera 2019 è una occasione per tutto il Sud Italia. 

Il Rinascimento  era un mondo ancora fatto di manoscritti da poco riscoperti, di studi filologici, di qualche, raro, rinvenimento archeologico e di contemplazione di monumenti che emergevano ancora, quasi magicamente, nelle città che tornavano a nuova vita. Alle corti di Firenze, Milano, Roma, Mantova, Ferrara rispondono le Accademie, veri cenacoli di studiosi, come quella di Napoli: una Napoli aperta e osmotica. A Matera si annuncia un racconto straordinario della nostra storia”.

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