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Marco Bussetti ai docenti del Sud: “Non ho nulla di cui scusarmi”

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Il lupo perde il pelo, ma non il vizio. O, in modo paradossalmente più semplice, è ormai talmente convinto delle proprie affermazioni da ritenerle naturali o comunque di ordinaria amministrazione.

E cosi, nel consueto question time alla Camera, il ministro dell’Istruzione Marco Bussetti è tornato lungamente sulle dichiarazioni, rilasciate ad Afragola alcune settimane fa, che lasciavano intendere l’insufficiente professionalità dei docenti meridionali, ai quali raccomanda più impegno e sacrifici: ” Non esiste una scuola del sud e una del nord, la scuola è una sola in tutto il paese. Non ho nulla di cui scusarmi. Spero di aver definito quello che è stato un vero e proprio equivoco.

Le dichiarazioni rilasciate in risposta ad una domanda insistente e ripetuta di un giornalista non hanno, quindi, nulla di offensivo se lette in modo sereno, oggettivo e non strumentale, com’è, invece, avvenuto per evidenti ed esclusive ragioni di polemica politica. Quando ho parlato di ‘lavoro’ e di ‘impegno”, non mi riferivo, certamente, a coloro che lavorano nelle scuole del Meridione; provengo dal mondo della scuola e nei miei tanti anni di servizio, anche come dirigente dell’Ufficio scolastico di Milano, ho potuto apprezzare le spiccate capacità e la particolare dedizione dei moltissimi dirigenti scolastici, dei moltissimi docenti e, più in generale, del numerosissimo personale della scuola di origini meridionali che è stato costretto a lasciare le proprie terre di origine ed i propri affetti per trovare una occupazione.

Da quando sono Ministro, ho avuto occasione di visitare diverse istituzioni scolastiche del Meridione e non posso che ribadire il giudizio estremamente positivo sulle capacità e sulla dedizione di un personale scolastico che opera, molto spesso, in contesti sociali ed economici particolarmente difficili. Non ho, pertanto, nulla di cui scusarmi. Ribadisco, ancora una volta, l’invito a non coinvolgere la scuola, la più importante istituzione del nostro Paese che ha il delicatissimo compito di formare le nuove generazioni, in sterili strumentalizzazioni e polemiche politiche. Non lo meritano la scuola ed il personale scolastico, non lo meritano, soprattutto, le nostre ragazze e i nostri ragazzi “.

A conferma di tutto questo “bel papiello“, il ministro ha indicato un futuro investimento di 50 milioni di euro per 292 aree di esclusione sociale individuate nelle regioni Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia, caratterizzate da povertà educativa minorile, da una forte dispersione scolastica e da un elevato tasso di criminalità organizzata; di queste risorse potranno beneficiare oltre 1.000 scuole del Mezzogiorno.

Una misura che, ci scuserà la franchezza, ha il sapore del classico metodo “bastone e carota“, data la tanto amata “autonomia differenziata” rilanciata a caratteri cubitali dal partito di Marco Bussetti.

E, francamente, i meridionali hanno bisogno di molto altro, forse anche di un ministro che si impegni davvero per realizzare una vera, unica “scuola nazionale“.

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