Mariapia Veladiano presenta “Dio nella polvere”, romanzo che denuncia abusi in Chiesa e coperture interne

di Roberta Ludovico

Mariapia Veladiano presenta il suo romanzo sugli abusi e le coperture in Chiesa. - Ilvaporetto.com

L’ultimo romanzo di Mariapia Veladiano affronta il tema degli abusi sessuali commessi da preti pedofili e la gestione interna delle diocesi. L’autrice mette in luce gli ostacoli che impediscono alle vittime di ottenere giustizia, evidenziando la perdita di credibilità e il silenzio spesso legato a una cultura che protegge i colpevoli. Il libro, presentato a Pordenonelegge, solleva interrogativi sull’atteggiamento della Chiesa cattolica italiana di fronte a questo fenomeno.

Un racconto ispirato a fatti concreti e che richiama l’attenzione sul ruolo della Chiesa Italiana

Il romanzo “Dio nella polvere” non è un saggio, ma si basa su fatti realmente accaduti, mantenendo però i dettagli non riconoscibili per tutelare persone e situazioni. Mariapia Veladiano, cattolica praticante, ha scelto questa forma per offrire una riflessione sul tema degli abusi commessi da membri del clero e sulle coperture garantite dai loro superiori. L’autrice sottolinea come una certa cultura cattolica contribuisca a mantenere il silenzio, mentre nelle realtà protestanti questo fenomeno appare meno diffuso.

Nonostante la portata globale degli scandali legati agli abusi in ambito ecclesiastico – che hanno coinvolto diocesi negli Stati Uniti, in Irlanda, Canada e Perù – l’attenzione della scrittrice si concentra sull’Italia, dove il problema persiste con una preoccupante mancanza di trasparenza. Per Veladiano la Chiesa rischia di perdere la propria credibilità se non affronta con decisione la questione. Le coperture, il trasferimento dei colpevoli da una parrocchia all’altra e la politica di puntare alla prescrizione dei reati rappresentano, secondo l’autrice, i nodi principali da risolvere.

Il silenzio in Italia deriva da scarsa indagine giornalistica e dalla forte presenza del clero

Secondo Mariapia Veladiano, il silenzio che circonda il fenomeno degli abusi nel nostro paese ha due cause principali. La prima è la carenza di giornalismo d’inchiesta capace di approfondire i casi e far emergere responsabilità nascoste. La seconda riguarda l’influenza significativa del clero sulla società italiana, che condiziona anche il controllo su certi temi e limita il dibattito pubblico.

Le denunce che emergono vengono spesso minimizzate o ignorate con politiche interne che tutelano i responsabili invece delle vittime. Veladiano sostiene che la Chiesa dovrebbe schierarsi apertamente a favore delle persone offese, restituendo loro dignità e giustizia, ma invece sceglie la copertura e il trasferimento degli autori di abusi. Questo atteggiamento danneggia la credibilità dell’istituzione religiosa e mantiene alto il rischio di nuovi casi.

Attualmente, l’autrice segnala che la situazione è tale per cui “la Chiesa sta o cade” proprio in base a come affronta e risponde al problema degli abusi sessuali interni. Ignorare le vittime e coprire gli abusi potrebbe compromettere il futuro dell’intera realtà ecclesiastica.

L’unico modello positivo in Italia: la Diocesi Di Bolzano Bressanone

Nel contesto italiano, Mariapia Veladiano riconosce che tutte le diocesi dispongono di centri dedicati alla protezione dei minori. Tuttavia, solo il centro della diocesi di Bolzano Bressanone ha adottato un approccio rigoroso e trasparente verso questa emergenza. In questa realtà è stata avviata una ricerca affidata a uno studio di avvocati svizzeri, incaricato di svolgere un’analisi approfondita sul fenomeno degli abusi.

I risultati di questa indagine sono stati pubblicati e mostrano una realtà spesso nascosta. Questo caso rappresenta una delle rare risposte serie da parte della Chiesa italiana sulla questione, dimostrando che è possibile affrontare il problema con responsabilità e apertura. Mariapia Veladiano indica questa esperienza come un esempio da seguire, in controtendenza rispetto alla tendenza generale delle diocesi italiane, che puntano più alla prescrizione dei reati e alla chiusura degli scandali.

Il lavoro svolto a Bolzano Bressanone dimostra che un approccio che coinvolge esperti esterni e si impegna nella trasparenza può fare la differenza, dando voce alle vittime e aprendo la strada a un possibile cambiamento nella gestione dei casi di abuso all’interno della Chiesa.

Questi aspetti emergono chiaramente dalla presentazione di “Dio nella polvere”, un’opera che mette in luce il peso del silenzio e la necessità di un cambiamento concreto nella cultura ecclesiastica italiana.