Maryam Ghanbarian trasforma scarti industriali in ritratti per la Milano Beauty Week 2025
Il progetto Scart del Gruppo Hera propone un modo tutto nuovo di guardare ai materiali di scarto, trasformandoli in vere opere d’arte. Maryam Ghanbarian porta la sua creatività in questa iniziativa con una serie di quadri realizzati usando tessuti, pezzi difettosi e rifiuti farmaceutici. I suoi lavori, che ritraggono volti famosi e simbolici, sono esposti a Milano in occasione della Beauty Week 2025.
Da dipinti tradizionali a mosaici di scarti
Maryam racconta il suo passaggio dalla pittura a olio o acrilico a una tecnica che sfrutta materiali di scarto. Qui non si usano più pennelli o colori liquidi, ma pezzi già asciutti, da scegliere e combinare come in un mosaico. L’effetto è sorprendente: tessuti e rifiuti industriali si uniscono per creare immagini vibranti, dove luci e ombre prendono vita in modo naturale.
Questa tecnica, nata durante il suo lavoro con il progetto Scart, è una novità anche per lei, abituata a pennellate più morbide e fluide. Tra i materiali usati ci sono tessuti industriali, pezzi difettosi e rifiuti farmaceutici. Ogni elemento è scelto per le sue caratteristiche fisiche, che richiamano luci, ombre e sfumature tipiche della pittura classica, ma rivisitate con materiali insoliti. La cura nel selezionare e posizionare i pezzi dà vita a un effetto quasi fotografico, che cattura lo sguardo nei dettagli dei volti.
Volti celebri e materiali su misura
I soggetti ritratti spaziano da personalità come papa Francesco e il presidente Sergio Mattarella a icone dello spettacolo e della moda come Giorgio Armani, Carla Fracci e Raffaella Carrà. L’ultimo lavoro, ancora in corso, ritrae Roberto Bolle. Ogni volto è studiato attentamente, con una scelta dei materiali che si adatta al carattere del soggetto.
Per esempio, Maryam predilige materiali più morbidi e organici per i ballerini come Bolle o Carla Fracci, per trasmettere il senso di movimento. Questo approccio nasce dall’osservazione diretta dei materiali, da cui emergono combinazioni inaspettate, impossibili da immaginare prima di iniziare a incollare. Ogni quadro parte da un disegno preparatorio sul supporto, che aiuta a mantenere ordine e coerenza nel posizionamento dei pezzi, evitando che il caos delle forme prenda il sopravvento.
Il pubblico diventa parte dell’opera
La mostra a Milano offre ai visitatori un’esperienza partecipativa: chi vuole può aggiungere personalmente qualche pezzo all’opera, contribuendo così alla sua realizzazione. In questo modo, chi guarda non resta un semplice spettatore, ma diventa parte attiva di un processo che unisce arte e riciclo.
Maryam sottolinea quanto questo coinvolgimento aiuti a riflettere su quello che ogni giorno buttiamo via. Toccare gli scarti, scegliere dove applicarli, dà una percezione concreta di come si possa trasformare ciò che sembra inutile in qualcosa di creativo e prezioso. Questo momento di interazione dà alla mostra una dimensione sociale e educativa che va oltre il semplice guardare.
Scart e l’impegno di Gruppo Hera nel riciclo creativo
Il progetto Scart festeggia 27 anni con una raccolta di oltre mille opere realizzate con materiali di scarto. L’idea nasce da un’intuizione del Gruppo Hera, che ha voluto mostrare un modo diverso di sensibilizzare al riuso e al riciclo. Maurizio Giani, direttore Marketing di Herambiente e promotore dell’iniziativa, spiega che mentre la spazzatura comune può sembrare noiosa, i residui industriali offrono una materia prima ricca e affascinante.
Scart vuole far capire concretamente il valore degli scarti trasformati in arte, molto prima che parole come “economia circolare” o “sostenibilità” entrassero nel linguaggio comune. La collezione dimostra come materiali considerati inutili possano diventare fonte di bellezza e spunto per ripensare il nostro rapporto con i rifiuti, sia in ambito industriale che domestico. Nato nel 1998, il progetto si pone come un ponte tra ambiente, arte e coscienza collettiva, offrendo una strada diversa dal consumo e dallo spreco.
